Pensioni, taglio oltre 4mila euro penalizza le donne: nuova ipotesi "quota 42"

Le pensioni oltre i 4mila euro netti al mese vanno incontro a una sforbiciata non da poco. Spunta intanto l'ipotesi di riformare le pensioni con la quota 42, da affiancare alla quota 100

I dubbi sono ormai ridotti al lumicino. Le pensioni oltre i 4mila euro netti al mese vanno incontro a una sforbiciata non da poco. Il govrno ha fatto i conti, servono 500 milioni di euro l'anno da utilizzare per alzare le pensioni minime e le sociali. Nel mirino sono finiti solo gli assegni pensionistici oltre i 4mila euro netti al mese (cioè 80mila euro lordi l'anno). Il taglio, secondo tutte le indiscrezioni disponibili al momento, sarà tra il 10 e il 20% e, secondo il progetto di legge, la sforbiciata non sarà né una tantum né transitoria, bensì sarà definitiva e si applicherà anche alle nuove pensioni da gennaio 2019.

Secondo Repubblica, a presentare il progetto di legge sono stati i due capogruppo di maggioranza alla Camera, Francesco D'Uva (M5s) e Riccardo Molinari (Lega), che in sei articoli spiegano come l'intervento sia "equo, ragionevole, non arbitrario, proporzionale" e risponde a "una forte istanza sociale di solidarietà". In ogni caso, pur tagliando, chi adesso ha un reddito superiore agli 80mila euro non scenderà comunque sotto questa soglia limite.

Verso il taglio delle "pensioni d'oro"

La norma colpirebbe circa 158mila pensionati "d'oro", che si vedrebbero l'assegno decurtato di una percentuale tra il 10 e il 20% a seconda dell'età in cui hanno detto addio al lavoro; non verrebbero invece toccati coloro che, pur incassando una pensione superiore a 4mila euro netti al mese, sono andati a riposo dopo i 65 anni di età. La norma, dunque, penalizza soprattutto le donne, che storicamente hanno raggiunto l'età pensionabile prima degli uomini: per loro, quindi, il taglio sarà più consistente proprio perché hanno detto addio al lavoro prima.

Difficile però che nonostante l'intervento sulle pensioni più alte (e sempre che il Colle e la Corte costituzionale non blocchino il provvedimento), il governo riesca a portare a casa quel mezzo miliardo di euro previsto: oggi come oggi le proiezioni suggeriscono che la legge possa riuscire a far recuperare al massimo 300mila euro l'anno.

Brunetta: "Così si colpiscono donne e militari"

''Non più tardi di un mese fa un compiaciuto presidente della Camera, ringraziava il presidente dell'Inps per l'indispensabile supporto fornito al taglio retroattivo dei vitalizi parlamentari, basato - si raccontava al popolo - su un più equo ricalcolo contributivo, contro il generoso sistema retributivo, foriero di privilegi. Nei giorni scorsi con la stessa metodologia, i capigruppo di Lega e 5 stelle, presentano un ddl di legge per il taglio delle pensioni cosiddette d'oro - ovvero le pensioni di importo superiore a 3.600 - 3.800 netti al mese - (sic!), scritto e corretto dal presidente dell'Inps, sul suo modello 'Non per cassa ma per equità'''. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

'Autorevoli esponenti della maggioranza e di governo si lanciano in ovazioni roboanti sul taglio previdenziale ai privilegi -continua Brunetta-. Ai lettori più competenti era già noto, al popolo è stato reso noto oggi che il taglio non è basato su un ricalcolo di pensioni privilegiate, ma solo sulle pensioni anticipate, tanto care alla Lega. Peraltro, ci si accorge che la penalizzazione non è sulle pensioni di anzianità tempo per tempo vigenti ma su una età teorica stabilita dalle tabelle Boeri che impone alle donne andate in pensione nel 1973 di tornare a lavorare altri 8 anni per non essere penalizzate retroattivamente''. ''Insomma con questo ddl si colpiscono anche le pensioni di vecchiaia, un pasticcio da dilettanti. Il risultato? Colpite soprattutto le donne ed i militari. Aspettiamo fiduciosi a settembre l'esame di riparazione per il Prof Boeri e i suoi autorevoli discenti'', conclude Brunetta.

Pensioni, ipotesi quota 42

Spunta intanto l'ipotesi di riformare le pensioni con la quota 42, da affiancare alla quota 100. Il superamento della riforma delle pensioni di Elsa Fornero è cosa certa, e secondo alcune voci si potrebbe andare nella direzione della doppia anzianità di uscita. Ovvero, accanto alla quota 100, con o senza l'età minima è ancora da studiare, potrebbe esserci la possibilità di lasciare il lavoro con la quota 42 (42 anni di contributi) indipendentemente dal requisito anagrafico. Un'ipotesi allettante per molti lavoratori, che potrebbero scegliere la misura di uscita maggiormente adatta alla propria situazione contributiva. 

Quota 100, crescono i dubbi: "Cospicuo taglio dell'assegno pensionistico"

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Commenti (11)

  • Concordo

  • Io so che sei intelligente, altro che Palle , la gente intelligente come te porta invidia ecc , non capiscono che persone come te fanno la differenza, io o l’umiltà di dirlo, a questa testata chiedo di lasciarti commentare ,anche perché sei il migliore, ripeto c’è bisogno di gente come te

    • Io... vorrei solo che tutti sapessero la verità. A me non serve niente, ho già tutto ciò di cui ho bisogno. Ma, prima di morire, mi piacerebbe poter vedere questo. Mi piacerebbe vedere una società composta fondamentalmente da persone oneste, e chi non lo è posto ai margini di essa così da poter essere immediatamente individuato. A me piacerebbe semplicemente vedere diventare normale la normalità. La gente non capisce che se io prendo più della metà di una tavoletta di cioccolato, a te ne resterà meno della metà; quando il massimo della libertà a cui possiamo aspirare è averne esattamente metà per uno.

  • Se vai in politica dimmelo , ti voterei subito

    • Hahaha grazie Ma mi eliminerebbero dopo pochi mesi. Già qui su Today non posso commentare su alcune sezioni ;) c'è un filtro e non mi è consentito, non mi appare più nemmeno il messagebox dove scrivere. E sapessi quello che cercano di farmi al lavoro... ma finora resisto :D

  • A fincrinnia , un bel commento, ineccepibile, non fa una piega

  • Come mai. Un militare con la terza media prende una pensione , di 2200 al mese ? Senza parlare di un generale ?senza aver mai versato un contributo!!!! E mi chiedo come mai un operaio non va oltre i 1000 euro ? Che ingiustizia

  • Non mi spiego la ragione per al qaule chi ha pagato contributi dovrebbe essere penalizzato per donare i propri danari della pensione ottenuta secondo le leggi dello stato e il contratto con l'INPS a chi ha un reddito pensionistico ridotto perché forse non ha mai verasto contributi in quantità sufficiente o addirittura non ha mai lavorato e riscuote la pensione sociale Se il governo vuol fare beneficenza la può fare benissimo ma non con i danari dei pensionati che riscuotono in proporzione a quanto versato all'INPS quale IVS L'istanza sociale di solidarietà che impone M5* e Lega si fa con le tasse di tutti non con le pensioni I contratti si rispettano quando si cambiano secondo l'aria che e i voti che tirano si parte da quel giorno non dal 1996 siamo nel 2018.

    • Il governo non vuole "fare beneficienza". Sono i governi precedenti che hanno "fatto beneficienza" con la tasca degli altri. Cerco di essere più chiaro. Un lavoratore, ai tempi, versava all'istituto previdenziale poco più del 20% degli emolumenti. Signi@#?*%$ che veniva messa da parte un'intera mensilità ogni cinque mesi. Se il lavoratore ha lavorato trenta anni, ha accumulato l'equivalente di sei anni di stipendio. Se con il metodo RETRIBUTIVO è andato in pensione con una pensione di importo pari allo stipendio percepito, e vive per diciotto anni, percepirà una somma totale che è IL TRIPLO di quanto abbia realmente versato. Come fa l'Ente previdenziale ad esborsare una cifra TRIPLA rispetto a quella incassata? Semplice: la fa pagare a chi sta attualmente lavorando. Ma chi sta attualmente lavorando deve anche pagarsi PER INTERO la propria pensione, perchè è entrato in vigore il metodo CONTRIBUTIVO. Quindi diversi lavoratori dovranno lavorare per pagare SIA LA PROPRIA pensione, SIA L'ALTRUI pensione, quella di chi non versato i contributi adeguati. Questo è un tipico sistema piramidale come quello delle vendite di certi prodotti, del gioco, al ristorante, della nave o dell'aereo... è insomma una catena di S. Antonio. Ora i sistemi piramidali tipo catena di S.Antonio saltano giunti al secondo, massimo terzo livello. Quindi, chi ai tempi ha escogitato questo sistema era ben consapevole del danno che aveva fatto. Il governo sta semplicemente cercando di non far lavorare come schiavi la generazione attuale per pagare la pensione a chi non ha lavorato abbastanza da guadagnarsela, ma cercando al contempo di non DANNEGGIARE chi percepisca una pensione comunque bassa, anche se ottenuta senza aver versato i relativi contributi. Ha quindi stabilito in corrispondenza dei quattromila euro netti il limite in corrispondenza del quale la somma percepita SENZA AVER VERSATO IRELATIVI CONTRIBUTI sia da ritenere inaccettabile. Quindi: 1) il governo non sta "facendo beneficienza" ma sta semplicemente tentando di RESTITUIRE al lavoratore parte dei soldi che ha versato per un altro, evitandogli di continuare a lavorare PER CONTINUARE A CONSENTIRE AD UN ALTRO UN TENORE DI VITA ELEVATO. 2) I soldi vengono TOLTI a chi non "ha mai verasto contributi in quantità sufficiente“ ed assegnati a chi avrebbe versato in quantità sufficiente ma NONOSTANTE CIO' non arriva afine mese. In pratica, questo vorrebbe parzialmente RIMEDIARE ad un'ingiustizia esistente, e non operarla. E' un concetto tanto semplice ed immediato che mi chiedo dove finisca la difficoltà nel comprenderlo ed inizi la malafede...

    • parlano sempre di giustizia sociale per riempirsi la bocca con qualcosa di roboante, ma al dunque da ambedue gli orecchi non ci sentono, mi pare ovvio che sia una misura iniqua e soprattutto a favore di chi non ha mai fatto nulla o lavorato in nero, evasori totali di contributi di certo elettori di FI e di qualche altro amico loro

  • Brunetta può ricorrere a tutti gli arzigogoli linguistici che crede per confondere le acque; ma il problema è semplice: vengono tagliate le pensioni erogate con metodo retributivo e che raggiungono il tetto dei 4000 euro al mese netti. Per Brunetta, in pratica è corretto che esistano donne e militari che percepiscono una pensione superiore a quella di uno stipendio di un dirigente senza aver mai versato i relativi contributi, e facendosela finanziare da gente che prende mille euro al mese e che anfrà in pensione ad ottanta anni: L'ovazione roboante la vorrebbe fatta lui, per questo?

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