Giovedì, 15 Aprile 2021
Italia

Pensioni, c'è un problema: per la Uil la quota 100 discrimina gli Statali

Sostegno al governo per difendere davanti all'Europa la riforma delle pensioni, ma la uil pone all'esecutivo alcune questioni: il sistema pensionistico così com'è penalizza le donne e la quota 100 apre un problema per gli Statali

"Il governo con la prossima legge di bilancio deve assolutamente continuare a cambiare la legge Fornero". L'endorsement all'esecutivo questa volta viene dal mondo del lavoro: è infatti il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti,  ad incoraggiare l'azione di governo sulla riforma delle pensioni mentre il vicepremier Luigi Di Maio da Palermo spiega che Quota 100 e Reddito di cittadianza non si toccano.

Secondo il segretario della Uil una corretta rappresentazione della nostra spesa previdenziale ci consentirebbe di spiegare all'Europa che possiamo fare quelle misure necessarie per dare equità al sistema introducendo una piena flessibilità di accesso per tutti i lavoratori intorno ai 62 anni e parallelamente sancendo che 41 anni di contribuzione sono sufficienti per andare in pensione a prescindere dall'età.

"Deve andare in Europa presentando i conti per le pensioni distinti dalla spesa assistenziale e dimostrando che l'Italia spende in percentuale sul Pil un punto in meno della Francia e mezzo punto in meno della Germania".

Pensioni, troppe disparità di genere: donne penalizzate

Secondo la Uil occorre superare le disparità che penalizzano le donne mediante la valorizzazione del lavoro di cura e della maternità prorogando altresì l'opzione donna.

"Inoltre si deve confermare l'ape sociale e, dopo ormai 7 anni, è doveroso completare la salvaguardia degli esodati"

Al contempo la Uil sottolinea la centralità del tema delle future pensioni dei giovani: "Occorre predisporre un meccanismo che vada a colmare i vuoti contributivi determinati dal lavoro precario. Interventi, questi, non procrastinabili"

"Quota 100 discrimina gli Statali"

Secondo il segretario confederale Uil Foccillo con la quota 100 i pubblici dipendenti saranno oggetto di una disparità di trattamento.

"Dapprima perché si è precisato che per il pubblico ci sarà una normativa ad hoc, ma poi arriviamo al paradosso quando leggiamo che, tra le ipotesi, si valuta la possibilità di riconoscere fin da subito il tfs (o tfr) per chi opta per la quota 100. Perché paradosso? Perché, in primo luogo, non si fa che creare una disparità di trattamento anche tra gli stessi dipendenti pubblici che, di norma, si vedono riconosciuto il proprio diritto al trattamento addirittura fino a due anni dopo". Senonché "pare che questa ipotesi non sia ben accetta, in quanto, secondo gli estensori del provvedimento, costituirebbe un incentivo all'uscita che la P.A. non riuscirebbe a fronteggiare con pari ingressi, col rischio di far trovare diversi enti nell'impossibilità di garantire i servizi perché sotto organico. Pertanto, in risposta a questa preoccupazione, si vuole prevedere una finestra più lunga nella Pa, pari a sei mesi prima della decorrenza della pensione, per garantire la continuità dei servizi.

Insomma per il sindacalista una disparità di trattamento che potrebbe dar luogo a contenziosi.

"L'invecchiamento della popolazione lavorativa della Pa sembra volersi controbattere disincentivando l'uscita. In questo quadro, non leggiamo alcuna soluzione ai perduranti problemi dell'età media dei lavoratori pubblici e, soprattutto, alla disparità di trattamento che questi, pur essendo cittadini per lo più a servizio della Nazione, subiscono rispetto ai privati".

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