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Martedì, 30 Novembre 2021
La simulazione degli importi

In pensione con quota 102 per un anno: quanto si perde con l'assegno anticipato

La proposta avanzata dal governo Draghi nel corso della cabina di regia sulla manovra è una mediazione, una soluzione transitoria, per poi tornare a discutere di una riforma organica delle pensioni con i sindacati. Ma come funzionerebbe e quali sarebbero gli importi?

Una sorta di mediazione per arrivare al via libera alla legge di Bilancio, una soluzione transitoria e con durata limitata. Ma anche un segnale ai sindacati per poi tornare a discutere di una riforma organica delle pensioni con Cgil, Cisl e Uil, aprendo da gennaio un tavolo per rivedere la legge Fornero, garantendo più flessibilità. Quota 102 soltanto per un anno, per il 2022, è la proposta avanzata dal governo Draghi nel corso della cabina di regia con le forze di maggioranza sulla manovra. In aggiunta alla quota transitoria valida per dodici mesi, verrebbe istituito un fondo ad hoc di 500 milioni di euro per traghettare i lavoratori penalizzati dai nuovi requisiti, accompagnando alcune categorie all'uscita anticipata dal mondo del lavoro con le "vecchie" regole di quota 100.

La pensione nel 2022 con quota 102

Quota 100 sarà quindi superata, con un miliardo e mezzo per ammorbidire il ritorno sostanziale al sistema disegnato dalla legge Fornero, e la Lega non farà barricate. Nel dettaglio, si andrebbe in pensione a 64 anni di età con almeno 38 anni di contributi, sfruttando lo stesso meccanismo di quota 100, la misura sperimentale durata tre anni che scade il 31 dicembre di quest'anno e che ha consentito finora l'uscita anticipata per coloro che hanno 38 anni di contributi e 62 di età. Quota 102, dunque, e per un solo anno: la soluzione sulle pensioni individuata in cabina di regia è un segnale che va nella direzione del raggiungimento di un "equilibrio", cioè della garanzia di sostenibilità del sistema pensionistico, che consente anche di ragionare per il futuro di nuovi interventi di flessibilità in uscita più mirati del sistema delle quote. La soluzione rispecchierebbe la gradualità di un ritorno al sistema ordinario voluta da Mario Draghi e allo stesso tempo mitigherebbe, rispetto ad altre soluzioni, le criticità di quota 100 ai danni di donne e carriere discontinue.

Quota 102 e importo della pensione

Ma come funzionerebbe e quali sarebbero gli importi della pensione con quota 102? Il meccanismo, come detto, sarebbe lo stesso di quota 100. Cambia solo la "formula magica" data dalla somma tra l'età anagrafica e gli anni contributivi, 64+38 anziché 62+38. Con quota 102 valida per l'anno prossimo, dal 1° gennaio 2022, la platea di lavoratori che potrebbe andare in pensione è di circa 50mila persone. Nell'importo della pensione non ci sono penalizzazioni, se non quelle dovute al montante contributivo e quindi all'anticipo di uscita. Secondo una prima simulazione, coloro che hanno una retribuzione lorda di 30mila euro - con 1650 euro di netto mensile - perderebbero tra i 40 e i 160 euro rispetto all'assegno pensionistico pieno che avrebbero incassato a seconda della lunghezza dell'anticipo. Chi incassa 50mila euro annui, invece, perderebbe tra i 100 e i 210 euro a seconda dell'anticipo.

Ape Sociale e opzione donna

Sul tema pensioni, nel corso della riunione tra le forze di maggioranza è stata inoltre confermata la decisione di prorogare per un anno Opzione donna e anche l'Ape sociale allargata a nuove categorie di lavori usuranti. L'Ape sociale può essere sfruttata da coloro che raggiungono i 63 anni - nati nel 1959 o prima - e hanno meno di 38 anni di contributi, almeno 30 se si è disoccupati e si è esaurita la Naspi da almeno tre mesi, o 36 se si chiede il sussidio per aver svolto un'attività faticosa. Opzione donna, invece, dà la possibilità alle lavoratrici dipendenti con almeno 58 anni e le autonome con almeno 59 con almeno 35 di contributi versati di andare in pensione una volta decorso un anno di finestra mobile (che è di 18 mesi per le lavoratrici autonome). In quest'ultimo caso, il calcolo della pensione è interamente contributivo e nel computo dovrebbero rientrare le dipendenti nate nel 1963 - che hanno compiuto 58 anni nei 2021 - oltre alle autonome nate nel 1962.

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