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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Previdenza

Pensioni: debutta Quota 102, ma c'è un problema

La nuova misura resterà in vigore solo per i prossimi 12 mesi. Rinviata (di nuovo) la riforma strutturale del sistema: il cantiere previdenziale resta aperto

Nonostante sia stata in tutta evidenza una soluzione di compromesso la riforma delle pensioni non è riuscita nella difficile (se non impossibile) impresa di accontentare tutti. Nella legge di bilancio viene certificato l'addio a Quota 100 e il debutto di Quota 102 che prevede l'uscita dal lavoro a 64 anni di età e 38 di contributi. Opzione donna è stata prorogata per un altro anno, lo stesso vale per l'Ape sociale cui avranno accesso molte altre categorie di lavoratori. Oltre a questo durante l'esame in Senato è stato poi inserito il taglio da 36 a 32 anni di contributo per accedere all'anticipo pensionistico da parte di edili e ceramisti.

Dal 2022 dunque si potrà accedere al pensionamento anticipato solo a partire dai 64 anni di età (e non 62 come con Quota 100), ma per il resto rispetto alla riforma targata Lega-M5S cambia poco o nulla. E tutto sommato, la nuova misura riguarderà una platea ristretta di pensionati: secondo le stime del governo il prossimo anno dovrebbero beneficiare della riforma circa 17mila lavoratori.

Pensioni: Quota 102 sarà una riforma a tempo

Ci sono però due aspetti importanti che i futuri pensionati devono tenere bene a mente: Quota 102 sarà (di nuovo) una riforma a tempo la cui validità sarà di appena un anno. Insomma, alla fine non c'è stata la riforma strutturale che tutti (almeno a parole) auspicavano, ma solo un provvedimento ponte che rinvia tutto alla prossima finanziaria. Va tuttavia evidenziato che a chi matura i requisiti nel corso del 2022 verrà data la possibilità di andare in pensione anche negli anni successivi.

Cosa accadrà nel 2023?

Che cosa succederà nel 2023 è difficile dirlo. Troppe le incognite sul campo. A cominciare, ovviamente, dalla composizione della maggioranza: Draghi sarà ancora a Palazzo Chigi o ci sarà un nuovo governo?  Insomma, chi scriverà il nuovo provvedimento? Certo è che sulla previdenza le forze politiche hanno giocato a nascondersi. Una mancata assunzione di responsabilità che tuttavia non stupisce. Il risultato non poteva che essere un nuovo rinvio. E così i problemi restano lì, irrisolti. Se ne riparlerà tra un anno. Il cantiere previdenziale è sempre aperto.    
 

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