Venerdì, 5 Marzo 2021

Pensioni, quote e superamento della Fornero: a che punto siamo

Si parla di quota 41 o 42, di superbonus del 30% per chi sceglie di rimanere a lavoro dopo aver maturato i requisiti e di minime portate a 780 euro. I sindacati sbottano: "Necessario passare dalle parole ai fatti, il governo ci convochi"

Il piano è molto ambizioso: superare la Legge Fornero, "smantellarla pezzo per pezzo", come ha più volte detto Matteo Salvini. Sulle pensioni le ipotesi in campo sono numerose. Nessuna conferma, al momento, e tanti dubbi sulle coperture. E se nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha rilanciato l'idea del governo di dare una spallata definitiva alla Fornero con l'introduzione della quota 100 e l'aumento delle pensioni minime a 780 euro (misure che sarebbero finanziate almeno in parte dai tagli alle pensioni d'oro sopra i 4000 euro), nelle ultime ore accanto alla quota 41 si ipotizza uno slittamento a quota 42. In sostanza, per far tornare i conti si sta ragionando se innalzare di un anno il requisito di anni di contributi versati richiesto per lo strumento che consente di andare in pensione a prescindere dall'età anagrafica.

Pensioni: le ultime notizie su quota 100, quota 41 e "superbonus"

I tempi, tuttavia, sono incerti. Quasi impossibile ormai pensare a un intervento completo e organico sulle pensioni prima del 2019. Dalle ultime indiscrezioni non sarebbe prevista un'entrata in vigore prima del 2020. Si discute anche sull'inserimento di un superbonus del 30%. Una sorta di incentivo a chi vorrà restare a lavorare. Un modo per evitare che quota 100 provochi un vero e proprio esodo pensionistico. Con la quota 100 si può andare in pensione, una volta compiuti i 64 anni, se la somma dell'età anagrafica e dei contributi maturati dà come risultato 100. In pratica sarebbe previsto un 30% in più in busta paga per chi sceglierebbe di continuare a restare al lavoro anche dopo aver maturato i requisiti.

A che punto siamo, dunque? Nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, si legge che "la correzione effettuata con la legge Fornero sul fronte del sistema pensionistico è stata brusca; ma è la virulenza della crisi sovrana che l’ha imposta". Nel dossier si sottolinea come, considerando "le evidenze di cui disponiamo, soprattutto di quelle in materia di proiezioni della spesa nel lungo periodo", spingono a "ritenere che sono stretti, se non del tutto esauriti, gli spazi per ulteriori attenuazioni degli effetti correttivi della legge Fornero, a meno di un ripensamento complessivo del sistema".

Pensioni, "quota 42" e superbonus per superare la Fornero: tutte le ipotesi

"Negli ultimi anni - scrive la Corte dei Conti - il legislatore si è trovato di fronte a due implicite sfide: da un lato, correggere gli effetti indesiderati" della legge e, dall’altro, "monitorare il processo di riforma con riguardo agli andamenti complessivi della spesa nel breve e nel lungo termine". Secondo i magistrati contabili, alla prima sfida "è stato risposto efficacemente, con correzioni al margine e senza rimettere in discussione un impianto frutto di molti decenni di riforme", intervenendo, ricorda il rapporto, sulla salvaguardia degli esodati, su lavoratori precoci e sulle categorie per le quali è stato necessario disegnare misure di anticipo. Quanto alla seconda sfida,"quella di un attento monitoraggio delle tendenze in atto e della predisposizione di eventuali interventi correttivi, l’insieme delle evidenze di cui oggi disponiamo – prosegue la magistratura contabile - soprattutto di quelle in materia di proiezioni della spesa nel lungo periodo, spinge a ritenere che sono stretti, se non del tutto esauriti, gli spazi per ulteriori attenuazioni degli effetti correttivi della legge Fornero, a meno di un ripensamento complessivo del sistema".

Pensioni, i sindacati: "Passare dalle parole ai fatti"

''Ci auguriamo che arrivi presto il momento per passare dalle parole ai fatti. Sulle pensioni si continua a girare attorno al problema senza esplicitare in che modo si vuole intervenire, e più passano i giorni più sembra affievolirsi, nelle intenzioni del Governo, la possibilità di una vera riforma che superi strutturalmente la legge Fornero. Auspichiamo che il ministro Di Maio convochi in tempi brevi Cgil-Cisl-Uil per poter avviare un confronto di merito''. E' quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. ''La discussione su singoli aspetti, come sui vitalizi o su nodi a volte condivisibili se non fosse per gli innumerevoli vincoli restrittivi previsti, come per quota 100, appare più un insieme di diversivi mediatici che una reale intenzione di fare sul serio'', continua il dirigente sindacale.

A proposito del previsto taglio delle pensioni superiori ai 4.000 euro, Ghiselli sostiene che ''siamo per favorire una solidarietà nel sistema pensionistico, e se attraverso l'istituzione di un contributo di solidarietà a carico delle pensioni alte si recuperassero alcune risorse a favore dei giovani o degli altri pensionati, ben venga. Ma - avvisa in conclusione il segretario confederale della Cgil - è pericoloso utilizzare la leva del ricalcolo contributivo: si parte dalle cosiddette 'pensioni d'oro' e si rischia di arrivare al taglio di tutte le altre pensioni, come del resto ha ripetutamente proposto il Presidente dell'Inps Tito Boeri''.

Pensioni, chi ha diritto già oggi alla Quota 41
 

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