Dalle pensioni alla riforma dell'Irpef: chi ci guadagna (e chi no) col governo M5s-Lega

A beneficiare delle nuove misure saranno sopratutto gli indigenti e coloro che dichiarano redditi alti. Resta fuori dai giochi la classe media e mancano misure per favorire l'occupazione giovanile

Il premier Conte

I dettagli della prossima legge di bilancio sono ancora tutti da definire, ma un quadro di massima dei provvedimenti sul tavolo esiste già. La domanda che ci siamo posti è dunque la seguente: se gli annunci e le indiscrezioni degli ultimi giorni dovessero trovare conferma nella manovra, quali saranno le categorie a guadagnarci? E chi resterà fuori dai benefici? Vediamo in breve cosa intende fare il governo.

Pensioni

La quadra è ancora tutta da trovare, ma per ora sembra che le due ipotesi in campo siano le seguenti: Quota 100 a 62 anni e 38 di contributi (come annunciato l’altro ieri da Salvini), o Quota 100 a 64 anni di età e 36 di contributi. Se accompagnata dalla revoca dell’Ape sociale e volontaria - come sembra possibile – quest’ultima potrebbe finire per danneggiare quei lavoratori che hanno diritto all’anticipo pensionistico (qui i dettagli).

Il taglio agli assegni alti voluto dal M5s penalizzerà invece chi percepisce più di 4mila euro netti di pensione, ma le cose non sono così semplici e secondo l’opposizione la misura, com’è stata disegnata, danneggerebbe solo alcune categorie di pensionati

Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza, il M5s ha promesso che partirà già dal prossimo gennaio, insieme al reddito di cittadinanza. Ma la misura è molto costosa e le coperture sono un rebus. Ad ogni modo della riforma beneficeranno quei pensionati che percepiscono un assegno inferiore ai 780 euro al mese.

Sintesi: i benefici spetterebbero a chi è prossimo all’età della pensione (che la riforma sia sostenibile nel tempo è ancora tutto da dimostrare) e a chi percepisce un assegno previdenziale molto basso.

Pensioni, aumenti in vista

Riforma dell’Irpef

Ne abbiamo scritto ieri. L’ipotesi è quella di una riduzione al 22% per il primo scaglione di reddito o il passaggio da 5 a 3 aliquote. Nel primo caso ci guadagnerebbe solo chi ha un reddito compreso tra gli 8mila e i 15mila euro annui. Il “bonus” in busta paga però non è di quelli allettanti: si parla di 90 euro l'anno per chi ha un reddito di 9mila euro, con un risparmio di circa 7 euro al mese. Chi guadagna 15mila euro lordi l’anno ne risparmierebbe 150.

Reddito di cittadinanza

L’idea del M5s è quella di concederlo a chiunque percepisca un reddito compreso inferiore ai 780 euro, anche se negli ultimi giorni alcuni esponenti del Movimento hanno affermato che si può iniziare con i circa cinque milioni di italiani che vivono in regime di povertà assoluta. Il problema è che l’indice di povertà assoluta è calcolato dall’Istat secondo diverse variabili, tra cui la fascia di età, la regione di residenza etc. Ad esempio una persona di età compresa tra i 18 e i 59 anni residente in un’area metropolitana del nord Italia con più di 250mila abitanti, viene considerato povero se ha un reddito inferiore agli 826 euro. Non è chiaro come il M5s intenda procedere.

Sintesi: in ogni casi a guadagnarci saranno in tutta evidenza coloro che non hanno reddito o hanno un reddito molto basso.

La Flat tax

La proposta di legge che dovrebbe sostituire l’Irpef e l’Irap prevede un'aliquota del 15% per le imprese fino a 100 mila euro di ricavi all’anno, così come per le partite Iva. L’obiettivo del governo però è arrivare alla Flat tax (o Dual tax) per tutti, anche se solo nel 2020: si parla di una tassazione al 15% per i redditi fino a 80.000 euro, al 20% per quelli superiori. La Flat tax avvantaggerà sopratutto coloro che dichiarano redditi superiori ai 2500 euro circa al mese. La Lega però sostiene che i risparmi per i redditi alti si tradurranno in più denaro speso in investimenti e dunque in benefici per tutti. 

A chi il governo Lega-M5s non conviene

Sulla base di quanto emerso finora (si tratta ovviamente di considerazioni che potrebbero essere smentite da fatti successivi), chi non ha niente (o poco) da guadagnare col governo Lega-M5s è chi percepisce un reddito medio o medio basso - nello specifico superiore ai 15mila euro al mese -, le stesse categorie di lavoratori premiate da Renzi con gli 80 euro in busta paga. E' invece lapalissiano che a beneficiare delle nuove misure targate M5s saranno sopratutto i disoccupati e gli indigenti. 

La prossima legge di bilancio premierà inoltre coloro che sono prossimi alla pensione, mentre nulla è stato proposto per favorire l’occupazione giovanile. Non è inoltre certo che una riforma siffatta sia sostenibile nel lungo periodo, considerata anche la percentuale di denaro pubblico in rapporto al Pil che l’Italia spende per la previdenza e l’invecchiamento della popolazione. Se dunque è senza dubbio vero che molti giovani in cerca di lavoro potrebbero beneficiare del reddito di cittadinanza, a lungo andare a pagare gli effetti di riforme economiche così generose potrebbero essere anche le nuove generazioni. 

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