Lunedì, 19 Aprile 2021

Pensioni, ritorno al passato: l'impatto del Covid su Quota 100 (e sull'intero sistema)

Secondo Alberto Brambilla (Itinerari Previdenziali) il prossimo anno il numero dei pensionati raggiungerà quota 16,44 milioni (gli stessi livelli del 2003). E la riforma introdotta dal governo Lega-M5s potrebbe diventare un salvagente per chi resta senza lavoro

Foto di repertorio

Quale sarà l’impatto del Covid-19 sul sistema pensionistico? Senza dubbio pesante. Secondo Alberto Brambilla, presidente del Centro studi e ricerche Itinerari Previdenziali, il prossimo anno il numero dei pensionati raggiungerà quota 16,44 milioni (gli stessi livelli del 2003), contro i 16 del 2018, anno in cui il numero dei lavoratori in uscita è stato il più basso di sempre. L’inversione di tendenza è arrivata con l’introduzione di quota 100 che ora, in piena crisi economica potrebbe fungere da ammortizzatore sociale.

Nel 2020 "enorme aumento del numero dei pensionati"

Brambilla ha spiegato che in una situazione ordinaria ci sarebbero state circa 50 mila domande di Quota 100 e 10 mila di Opzione donna. Ma con la pandemia le richieste saranno verosimilmente molte di più.

"Nel 2019 - ha detto l'esperto all’agenzia Dire - hanno fatto domanda di quota 100 228 mila persone: ne sono state accolte oltre 150 mila. Le potenziali situazioni di cassa integrazione prolungata e soprattutto l'aumento della disoccupazione incentiveranno l'uso di Quota 100 per cui si può prevedere che nel 2020 saranno almeno altrettante le persone che richiederanno Quota 100. Quindi, si ipotizzano circa 150 mila concessioni di pensioni anche per il 2020. Considerando opzione donna, Ape e precoci potremmo arrivare intorno alle 240 mila pensioni in più, escluse le pensioni anticipate. Un aumento enorme del numero dei pensionati".

Quota 100 sarà un salvagente per chi resta senza lavoro

Il Covid, ha spiegato Brambilla, lascerà probabilmente un milione di persone senza lavoro. “Molti di loro saranno nella fascia Ape sociale, precoci o Quota 100: persone con un'età che difficilmente permette il ricollocamento”. Queste persone dovranno scegliere "tra un lungo periodo di inattività e una Quota 100 con taglio della pensione del 10%. Probabilmente opteranno per Quota 100. Dobbiamo considerare che il pil cadrà a picco, 90 mila esercizi tra cui negozi, ristoranti, alberghi non riapriranno più, il turismo non lavorerà: tutti quelli che si troveranno in situazioni di emergenza lavorativa potrebbero chiedere le pensioni una volta finite le 12 settimane di cassa integrazione".

L'Inps in rosso

Insomma una situazione non certo rosea per le casse dell’Inps, visto e considerato il fatto che ci saranno anche meno persone che versano i contributi. Secondo Brambilla l’ente previdenziale "potrebbe avere tra 10 e 19 miliardi di minori entrate e tra 10 e 12 miliardi di maggiori uscite. Nel 2020 il disavanzo potrebbe essere anche di 25 miliardi in più e 50 miliardi di deficit".

Pensioni, quota 100 e la crisi da Covid

Brambilla era stato estremamente critico verso quota 100, ma ora con la crisi che morde riconosce che la riforma targata Lega-M5s potrebbe avere una sua utilità. "Oggi Quota 100 è un ammortizzatore sociale che viene in aiuto durante una situazione impronosticabile” ha spiegato l’esperto. "Ormai sono io il primo a dire: non cancellatela”. Il giudizio su quel periodo di riforme resta comunque negativo. “Si è preferito dare ascolto a una comunicazione incentrata su reddito di cittadinanza, cioè soldi per tutti senza lavorare, più Quota 100. Totale: 80 miliardi a debito".

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