Martedì, 18 Maggio 2021
Le pensioni dopo la pandemia

Quota 100 finirà quest'anno, la nuova riforma delle pensioni guarda alla Quota 41

Al ministero dell'economia si lavora ad un nuovo progetto di riforma dell'età pensionabile. È il sottosegretario Durigon a parlare apertamente del nuovo progetto per una maggire flessibilità in uscita

"Quota 100 non è più sufficiente. Occorre andare oltre, puntare a quota 41 e a strumenti che diano ancor più flessibilità in uscita". È il sottosegretario leghista al ministero dell'economia Claudio Durigon a mettere in chiaro il nuovo progetto per il pensionamento anticipato.

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"La pandemia ha cambiato tutti i parametri ed è ora di fornire alle aziende uno strumento valido per salvaguardare il mercato del lavoro, sia in entrata che in uscita" spiega Durigon. "Se non vogliamo che i dati sui disoccupati, già molto preoccupanti, diventino drammatici con lo sblocco dei licenziamenti, è necessario intervenire con una maggiore flessibilità in uscita, specialmente nel privato - chiosa - Più spazio ai giovani e più strumenti alle aziende per rimodulare i propri organici in modo equo".

Quota 41: la riforma delle pensioni dopo il Covid

Secondo quanto si legge in un passaggio della bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà alla fine del 2021 e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti.

Ma cosa potrebbe cambiare? Una fase di studio era già iniziata durante il governo Conte e sul tavolo del ministero sono rimasti gli studi di fattibilita della proroga e ampliamento della platea dell'ape sociale e la proroga di Opzione donna. Il tema centrale che sarà ancora più forte con la fine della pandemia sarà la possibilità di lasciare il lavoro con 41 anni di contributi versati, una soluzione pensata in particolar modo per quei lavoratori cosiddetti fragili.

I sindacati avevano avanzato al ministro Orlando la richiesta di un pensionamento anticipato con 62 anni di età (come in Francia) oppure in alternativa 41 anni di contributi versati, a prescindere dall'età anagrafica.

Quindi occhio alle settimane di contributi. È bene sapere che ogni 52 settimane di contributi formano un anno. Pertanto leggendo il proprio estratto conto contributivo basta fare il conteggio delle settimane e poi dividere per 52 per sapere quanti anni di contributi sono stati maturati. 

  • La pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e 20 anni di contributi.
  • La pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini ed un anno in meno per le donne.
  • L'opzione donna richiede 58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi
  • Quota 41 riservata oggi ai precoci richiede 41 anni di contributi, e potrebbe essere estesa ai lavoratori fragili
  • Quota 100 richiede 62 anni di età e 38 anni di contributi. Come abbiamo visto sarà terminata alla fine di quest'anno.
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