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Lunedì, 17 Giugno 2024
Economia

Esistono pensioni anche per chi non ha mai lavorato: ecco tutti i sussidi disponibili

Dal Rei all'assegno sociale: ecco tutte le misure a cui si può accedere anche con pochi anni di contributi 

Lo sapevate che esistono pensioni anche per chi non ha mai lavorato? In alcuni casi infatti, lo Stato riconosce dei sussidi finalizzati a sostenere le persone in difficoltà, delle misure a cui si può accedere anche senza avere svolto un lavoro. Queste prestazioni possono spettare a diverse categorie di cittadini, dagli anziani con basso reddito agli invalidi, fino alle persone che vivono in estrema povertà. Altri sussidi, come il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle o il reddito di avviamento al lavoro proposto dalla Lega, potrebbero entrare in vigore durante la prossima legislatura, andandosi ad aggiungere ai sussidi già esistenti ed in vigore al momento. Vediamo nel dettaglio quali sono le misure di cui possono usufruire gli inoccupati e come si possono richiedere.

Rei, reddito di inclusione

La misura introdotta dal Governo Gentiloni nella legge di Stabilità, può essere ottenuta anche da chi non ha mai lavorato e si trova al di sotto dell'età pensionabile. Il reddito di inclusione infatti è indirizzato a quei nuclei familiari che si trovano in particolari condizioni di povertà. Al Rei possono accedere anche i lavoratori, ma con una soglia di reddito molto bassa. Questa misura consiste in un assegno mensile che può andare da un minimo di 187,5 euro ad un massimo di 534 euro, che viene erogato nella cosiddetta Carta Rei. Ecco quali sono i requisiti necessari.

Reddito di cittadinanza vs Reddito di inclusione: le differenze

Il nucleo familiare deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni:

  • presenza di un minorenne;
  • presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore o un suo tutore;
  • presenza di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l'unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica).
  • presenza di una persona di età pari o superiore a 55 anni che si trovi in stato di disoccupazione.

Reddito di inclusione 2018-2-2-2

Oltre a quelli familiari ci sono i requisiti economici, che sono i seguenti:

  • un valore ISEE in corso di validità non superiore a 6mila euro;
  • un valore ISRE (l'indicatore reddituale dell'ISEE, ossia l'ISR diviso la scala di equivalenza, al netto delle maggiorazioni) non superiore a 3mila euro;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • un valore del patrimonio mobiliare (depositi, conti correnti) non superiore a 10mila euro (ridotto a 8 mila euro per la coppia e a 6 mila euro per la persona sola).

Infine, sono necessarie ulteriori caratteristiche:

  • cittadino dell'Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

Per accedere al Rei è inoltre necessario che ciascun componente del nucleo familiare:

  • non percepisca già prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (NASpI) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria;
  • non possieda autoveicoli e/o motoveicoli immatricolati la prima volta nei 24 mesi antecedenti la richiesta (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • non possieda navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

Cosa è il Reddito d’inclusione (Rei) e chi può chiederlo

Va ricordato che, grazie alle risorse aggiuntive previste nella legge di bilancio 2018, dal 1° luglio 2018 il Rei diventa universale: vengono cioè meno i requisiti familiari e restano solo i requisiti economici. Per presentare la domanda è possibile utilizzare l'apposito modello predisposto dall'Inps,  disponibile nel proprio Comune o nei siti web dell'Istituto di Previdenza Sociale o del Ministero del Lavoro.

reddito-inclusione-2

Pensione sociale

Anche gli anziani che non hanno mai lavorato possono accedere alla pensione sociale, che dal 1996 si chiama assegno sociale. Si tratta di un assegno che nel 2018 ha un valore di 453 euro, riconosciuto dall'Inps attraverso i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, o, in alternativa, cittadinanza di un Paese europeo, qualora il richiedente abbia effettuato iscrizione all’anagrafe del comune di residenza, oppure, ancora, cittadinanza di un Paese Terzo, qualora il richiedente possieda il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • almeno 66 anni e 7 mesi di età: questo requisito è unico, per gli uomini e per le donne, ed è valido a partire dal primo gennaio 2018, in quanto è stato elevato di 1 anno, come previsto dalla Legge Fornero;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • reddito non superiore a 5.889 euro annui (per l’anno 2018), se il richiedente non è coniugato;
  • reddito non superiore a 11.778 euro annui (per l’anno 2018), se il richiedente è coniugato.

Assegno sociale, cosa cambia dal 2018 

L'assegno sociale vene ridotto in maniera proporzionale se il reddito indicato dal beneficiario è superiore alle soglie appena indicate. Per effettuare la richiesta per questo tipo di prestazione basta visitare il sito dell'Inps e accedere con le proprie credenziali, oppure recarsi in un patronato o telefonare al call center dell'Istituto di Previdenza. Alla domanda vanno allegati i seguenti documenti:

  • l’autocertificazione dei dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità, riguardo eventuali ricoveri presso strutture sanitarie con retta a carico dello Stato.

Pensione di invalidità

Chi è in una condizione di invalidità che ne riduca la capacità lavorativa per oltre 2/3 può godere di un assegno ordinario di invalidità riconosciuto dall’Inps. L’assegno ordinario di invalidità è diverso dall’assegno di invalidità civile (e i 2 trattamenti sono tra loro incompatibili), perché quest’ultimo rappresenta una prestazione assistenziale e prevede che vi sia una visita medica condotta dall’Asl mentre l’assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale, pertanto l’accertamento dell’invalidità viene effettuata dalla commissione medica dell’Inps.

Quanto vale l’assegno ordinario di invalidità e chi può ottenerlo

L’assegno ordinario di invalidità va richiesto all’Inps e la domanda può essere presentata da tutti coloro che siano iscritti al fondo pensione Inps (anche alla gestione separata, purché non si sia iscritti a una gestione separata di altro ente previdenziale). Può chiedere l’assegno chi abbia dai 18 anni ai 66 anni 7 mesi, invalidità dal 74% al 99%, a condizione di avere versato almeno 5 anni di contributi (in almeno 3 degli ultimi 5 anni) ed essere in possesso della cittadinanza italiana o straniera comunitaria con iscrizione all’anagrafe (agli stranieri è richiesto il possesso del permesso di soggiorno da almeno un anno).

L’assegno va richiesto tramite il sito dell’Inps o il contact center (803164, gratis da rete fissa, o 06164164164 da rete mobile con tariffazione dipendente dal proprio piano di traffico voce). Ci si può rivolgere anche a un patronato per farsi aiutare. L’assegno parte per 3 anni dal primo giorno del mese successivo alla richiesta e può essere rinnovato, su richiesta. Una volta che sia stato riconosciuto per 3 volte di seguito, il rinnovo avverrà in automatico.

Pensione con 15 anni di contributi? Non vale per chi lavora part time

Altre pensioni 

Altri sussidi particolari potrebbero essere previsti dalla propria Regione o dal Comune di residenza. Per questo motivo, per chi ha pochi anni di lavoro alle spalle, è consigliabile chiedere informazioni a riguardo. Infatti esistono dei casi in cui è possibile accedere alla pensione anche con pochi anni di contributi.

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