Martedì, 9 Marzo 2021
Pensioni

Pensioni, le prime certezze: chi viene graziato dai tagli

Il leghista Claudio Borghi stoppa l'idea di un "contributo di solidarietà" da applicare alle pensioni sopra i 2mila euro lordi. Intanto sui tagli agli assegni alti Lega e M5s provano a ricucire

Luigi Di Maio a Matteo Salvini

Il governo prova a trovare la quadra sulle pensioni. Dopo l’intemerata di Luigi Di Maio ("se qualcuno vuole dire che il Contratto non lo si vuole attuare, lo dica chiaramente"), sia Matteo Salvini che il presidente della commissione Bilancio alla Camera, Claudio Borghi, provano a ricucire.

A provocare qualche tensione di troppo tra Lega e M5s non è stato tanto il tema del superamento della legge Fornero, bensì quello dei tagli agli assegni sopra i 4mila euro, misura che suscita più di qualche perplessità tra i dirigenti del Carroccio in quanto il 70% dei tagli alle pensioni di anzianità si concentrerebbe nelle regioni settentrionali. Dopo le scaramucce delle scorse ore, la Lega ora prova a mediare.

Nel corso di una conferenza stampa da Venezia, Salvini ha rassicurato l’alleato di governo spiegando che  "c'è un contratto da rispettare” e affermando che sulle pensioni l’esecutivo sta "raccogliendo i dati".

Pensioni: sì ai tagli, ma solo sopra i 5mila euro

In realtà, secondo diversi esperti e commentatori, la proposta dei 5 Stelle non prevederebbe un ricalcolo della parte retributiva delle pensioni ma una decurtazione basata sull'età del pensionamento. Oggi a SkyTg24 Claudio Borghi ha spiegato che “noi nel contratto di governo abbiamo detto semplicemente, senza nessun intento penalizzante, che le pensioni superiori ai 5mila euro netti devono essere riparametrate, per la parte eccedente questi 5mila euro netti, ai contributi versati. Quindi significa che se uno ha una pensione altissima ma ha versato tutti i contributi non avrà nessuna penalizzazione".

"A dire la verità è sul contratto il fatto che si debba procedere a questa operazione, che è un'operazione di minima equità", ha spiegato ancora Borghi. "Io capisco che non fa piacere a nessuno perdere parte del proprio reddito, l'unica cosa che deve essere capita è che se uno percepisce una pensione superiore ai contributi versati è perché lo Stato gli sta dando un sussidio".

Borghi: "Non chiederemo soldi a chi ha una pensione di 1500 euro"

Ma la novità più importante riguarda il così detto "contributo di solidarietà", la misura proposta dall’esperto di previdenza Alberto Brambilla, ritenuto vicino alla Lega. Dell’ipotesi di una piccola ritenuta da applicare alle pensioni sopra i 2mila euro si è parlato spesso nelle scorse settimane. Difficilmente però l’idea di Brambilla diventerà realtà. "Brambilla è una persona che sicuramente conosce molto bene la materia e terremo in conto la proposta” ha fatto sapere Borghi.

"Della sua proposta, una cosa però sono in grado di smentire subito in modo deciso: non pensiamo nemmeno di chiedere qualcosa a chi ha una pensione pari a 2mila euro lordi, che significherebbe 1500 netti, quanto scritto nel contratto è chiaro, ovvero il ricalcolo contributivo avverrà per la parte eccedente i 5mila euro".

Nulla di nuovo invece sul superamento della legge Fornero: né il ministro del Tesoro Tria, né i due vicepremier hanno offerto indicazioni su come intendono portare avanti, nel complesso, la riforma delle pensioni. Ne sapremo di più martedì prossimo quando i vertici del governo si incontreranno per discutere della prossima manovra.

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