Martedì, 27 Ottobre 2020
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Economia

Pensioni, "meno tasse per chi lascia il lavoro". E su Quota 100 si riaccende lo scontro

I sindacati scrivono al governo: subito un tavolo per definire la nuova riforma. Salvini: "Se tolgono Quota 100 faremo le barricate"

Si riaccende il dibattito sulla riforma delle pensioni. Questa mattina i segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno inviato una lettera all'indirizzo del premier Giuseppe Conte ma anche del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, del ministro della Salute Roberto Speranza e del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, chiedendo - tra le altre cose - subito un tavolo per discutere della riforma fiscale e previdenziale. Nella missiva i sindacati sollecitano l'avvio di "una decisa riforma fiscale che tagli le tasse anche ai pensionati e prosegua nel taglio ai lavoratori dipendenti". Si cerca dunque di riprendere il dialogo con l'esecutivo interrotto dalla pandemia. 

E sul tema delle pensioni irrompe anche Salvini che avvisa il governo:  "Se qualcuno pensa tra i banchi del Pd di tornare alla legge Fornero faremo le barricate dentro e fuori dal Parlamento, perché alla legge Fornero non si torna per quello che mi riguarda".

Quota 100, un terzo dei beneficiari aveva un reddito inferiore ai 13mila euro

Di Quota 100 ha parlato anche Maria Cecilia Guerra, sottosegretario del ministero dell'Economia,nel corso di un webinar organizzato dall'Inps. Secondo Guerra, "ben un terzo di chi ha fatto domanda per Quota 100 erano persone con un reddito da zero a 13mila euro e di questo un terzo più del 50% aveva reddito zero cioè disoccupati".

E ancora: "Quota 100 - ha aggiunto - è quindi un esempio del fatto che abbiamo bisogno di flessibilità ma è una scelta che è diventata una scelta necessitata di persone del tipo 'esodato' che non avevano possibilità altrimenti di raggiungere l'età pensionabile normale, perché erano senza occupazione e senza un reddito sufficiente per sostenerla''. Per la sottosegretaria dunque Quota 100 "ha dato risposte ad alcuni problemi", ma non a quello del lavoro. 

Tridico: "Il problema è il numero dei lavoratori troppo esiguo"

Nel corso del webinar lo stesso presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha evidenziato che "il problema non è il numero di pensionati in questo Paese ma il numero di lavoratori, che sono un numero esiguo". Secondo Tridico, che ha citato dati pre-Covid,in Italia "ci sono 16 milioni di pensionati e 23,4 milioni di persone che lavorano. Quindi il rapporto tra lavoratori e pensionati è 1,47. Questo non è un cattivo rapporto, certo la soglia di sicurezza per la letteratura è 1,5 come rapporto".

Tridico ha poi aggiunto che  a suo giudizio "la sostenibilità finanziaria è assicurata, meno la sostenibilità sociale". Il sistema pensionistico, ha concluso, ''è rigido perché legato a coefficienti dell'aspettativa di vita che non sono individuali" ma sono il risultato di medie.

In pensione prima, ma con un assegno più basso: la strada (obbligata) per dire addio alla Fornero

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