Lunedì, 1 Marzo 2021

Pensioni, tante voci ma nessuna certezza: "Governo chiarisca cosa vuole fare"

Che "qualcosa" verrà fatto in autunno è certo, ma regna la confusione. Quota 100, quota 41, quota 42: tante indiscrezioni, ma in realtà nulla è stato deciso, e anche sul taglio delle pensioni d'oro non c'è una linea comune nell'esecutivo. Damiano (Pd): "C'è demagogia"

La possibile riforma delle pensioni è ormai argomento di dibattito quotidiano, non solo sui social ma anche tra gli stessi esponenti di maggioranza e opposizione. Che "qualcosa" verrà fatto in autunno è certo, ma regna la confusione. Quota 100, quota 41, quota 42: tante indiscrezioni, ma in realtà nulla è stato deciso.

Damiano (Pd): "Governo chiarisca cosa farà"

"Sulle pensioni il Governo chiarisca cosa vuole fare". Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico, a proposito delle varie ipotesi di riforma delle pensioni. "Di Maio - spiega - continua a ripetere che si agirà sul ricalcolo retroattivo dei contributi, mentre D'Uva ha presentato un disegno di legge che fa riferimento al ricalcolo retroattivo dell'età di andata in pensione. Due cose profondamente diverse. E dire che sono dello stesso partito. Volete dirci qual è la linea? Lo chiedo per favore".

Tutti gli italiani, rileva Damiano, "lo vorrebbero sapere, al di là delle sparate demagogiche. Ultima notazione: non siamo, invece, d'accordo sul ricalcolo retroattivo. L'abbiamo sempre detto, anche quando lo ha proposto il Pd per i vitalizi. È pericoloso: dato che sarebbe incostituzionale limitarlo soltanto alle pensioni più alte, esiste il rischio reale che per essere validato debba essere applicato a tutti, anche alle pensioni più basse. Non sono interrogativi da poco: bisogna entrare nel merito e non stare permanentemente in campagna elettorale. Qualcuno potrebbe obiettare: se siete contro il ricalcolo non volete tagliare i privilegi. No, al contrario: vogliamo utilizzare le strade già praticate con successo come il contributo di solidarietà. La Corte Costituzionale lo ha già approvato, al contrario di quello che sostiene Di Maio, e quindi andiamo sul sicuro. Il risultato di risparmio sarebbe lo stesso", rileva l'esponente del Pd. "Domanda di riserva: la Lega, non era per il contributo di solidarietà? La denuncia di Maroni sul rischio salasso per il Nord produttivo, rimarrà inascoltato?", si domanda il deputato dem.

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M5S: "Avanti con taglio pensioni d'oro"

"Rivedere l'odiosa realtà delle pensioni d'oro non è una battaglia anti-casta come molti continuano a ripetere con cantilene fuori dal tempo, ma è un semplice atto di civiltà. Sopra i 4mila euro mensili è giusto rimodulare il meccanismo in base ai contributi versati. L'epopea dei privilegi dorati deve finire: sono troppi i casi registrati che fanno gridare allo scandalo. Come annunciato dal ministro Di Maio, già dopo la pausa estiva il testo di legge inizierà il suo iter nelle commissioni parlamentari". Così Stefano Patuanelli, capogruppo M5S in Senato. "E' una notizia importante, che gli italiani attendono da anni. Siamo consapevoli che in tanti, in modo più o meno esplicito, cercheranno di contrastarci o di prendere a tempo. Però - conclude - ormai la strada è segnata: nell'Italia che ci stiamo impegnando a cambiare non c'è più posto per privilegio come costante".

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La sensazione di alcuni osservatori è che, conti alla mano, sia davvero complicato realizzare quota 100, mentre sul taglio delle pensioni d'oro il Governo ha più possibilità di ottenere il risultato promesso e gradito all'elettorato di riferimento. Dare la possibilità ai lavoratori di andare in pensione quando la somma dell'età anagrafica e degli anni di contributi versati sia pari almeno a 100 (anche con requisiti anagrafici stringenti) potrebbe essere un colpo insostenibile per le casse dell'Inps: 750mila nuovi pensionati in pochi mesi. 

Che cosa c'è scritto nel contratto Lega-M5S

Nel contratto pentaleghista c'è l'impegno a "provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. 'Fornero', stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse". "Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro - si legge nel testo - quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti".

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