Venerdì, 23 Aprile 2021

Pensioni, ipotesi Quota 100 per le aziende in crisi: e si torna a parlare di Quota 41

Il governo accelera sulla riforma e studia un piano con un minimo di 64 anni di età e almeno 36 anni di contributi per lasciare il mondo del lavoro. E si torna a parlare di "Quota 41".

C'è grande attesa sul fronte pensioni. Introdurre la "Quota 100" di cui tanto si parla in queste settimane per superare la Fornero non è affatto semplice: i soldi, le coperture non sono sufficienti.  In ogni caso il governo accelera sulla riforma e studia un piano con un minimo di 64 anni di età e almeno 36 anni di contributi per lasciare il mondo del lavoro. E si torna a parlare di "Quota 41".

Pensioni, dove trovare le coperture

"I punti salienti del nostro programma, reddito di cittadinanza incluso, valgono a regime una spesa annua intorno ai 75 miliardi. Il Movimento 5 Stelle può arrivare a coprirli senza dover fare i salti mortali. Anzi". Il programma elettorale del M5s presentato a gennaio scorso in vista delle politiche, in effetti indicava in modo piuttosto puntuale le coperture per finanziare i 20 punti del programma di governo. Erano tre le macro aree dove trovare le risorse. La prima del valore di circa 30 miliardi l'anno a regime dalla spending review. La seconda area di intervento le tax expenditures per altri 40 miliardi di euro. La terza area era una riflessione "politico-economica" su 10-15 miliardi di maggiore deficit annuo che comunque partendo da una base programmatica dell'1,6% nel 2018 "ci terrebbe ancora abbondatemente sotto il vetusto e stupido parametro del 3%".

"In pensione con Quota 100, ma servono 36 anni di contributi": la voce prende corpo

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, il programma indicava che il finanziamento iniziale sarebbe arrivato da 5 miliardi di euro dalle agevolazioni e 2,5 miliardi dai tagli agli sprechi. Sul capitolo pensioni, il programma prevedeva il superamento della Fornero introducendo flessibilità in uscita intorno a quota 100, 41 anni per i precoci. Costo dell'intervento indicato 7,5-8 miliardi annui ai quali si aggiungono 3 miliardi l'anno per il blocco graduale dell'adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita. La copertura verrebbe dalla spending per 4 miliardi e dal capitolo tax expenditures sul lavoro per 6,5 miliardi (disponibili fino a 10 miliardi l'anno).

Quota 100 senza penalità

Si lavora contestualmente per assicurare l’uscita anticipata dei lavoratori delle aziende in crisi con lo strumento “Quota 100”. Per la platea di occupati tra i 62 e 64 anni, i tecnici del governo stanno studiando come prevedere in manovra un ritiro anticipato, senza penalizzazioni. Lo scrive oggi il Sole 24 Ore. I problemi però non mancano, soprattutto per quel che riguarda l'assegno. Il divario rispetto all’assegno pensionistico che il lavoratore avrebbe maturato uscendo con i requisiti per la pensione di vecchiaia potrebbe essere volontariamente colmato dalle aziende che, a fronte di un’incentivazione fiscale, potranno versare i contributi ai fondi interprofessionali per un massimo di 5 anni; potrebbe essere a tale scopo creata una gestione ad hoc presso Fondimpresa.

Fornero: "Le pensioni saranno più basse"

L'ex ministro Elsa Fornero ha espresso forti dubbi sull'ipotesi di riforma delle pensioni proposta dal governo (che dovrebbe prevedere pensione anticipata con la cosiddetta quota 100). "Quella che ora si propongono di realizzare - ha spiegato Fornero ai microfoni di Rai Radio 2 - è una controriforma delle pensioni ma in ballo non c'è solo il presente ma ciò che accadrà un domani. Il domani di chi oggi è giovane e di chi deve addirittura ancora nascere".

Come andare prima in pensione

"Non si può fare una controriforma delle pensioni senza considerare la realtà demografica del Paese - ha sottolineanto - abbassando l'età pensionabile le pensioni saranno minori, così si dà vita ai nuovi poveri del domani. L'argomento è complesso - ha aggiunto - si possono confezionare tante piccole cose, sostenendo poi che si è smontata la riforma Fornero, senza che questo sia vero e senza far star meglio gli italiani". L'ex ministro del Lavoro ha espresso anche un giudizio sulla manovra economica del governo. "Non sarà possibile realizzare tutte le promesse fatte e non sarebbe neanche il bene degli italiani se lo si facesse, stiamo sentendo tante promesse da campagna elettorale, non capisco perché si debbano illudere gli elettori. Quando sei al Governo - ha concluso - non puoi continuare a promettere cose irrealizzabili".

Si torna a parlare di Quota 41

Nel 2019 ci vogliono 43 anni e 3 mesi di contributi per accedere alla pensione anticipata secondo l'attuale normativa. Ma si torna a parlare anche di "Quota 41". La riforma delle pensioni "dovrebbe prima di tutto consentire l’accesso alla quiescenza per quanti hanno già 40-41 anni di contributi versati, ovvero i lavoratori precoci" scrivono sul gruppo Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti. Infatti la Quota 100 allo studio sarebbe inutile per chi ha iniziato a lavorare a 15 anni se verrà fissato un paletto di età anagrafica minima a, ad esempio, 62 o più anni. In tanti chiedono che si lavori e si trovi una soluzione anche in ottica "Quota 41", in modo che si possa riconoscere il diritto alla pensione a chi ha ben più di quattro decenni di contributi versati, indipendentemente dall’età anagrafica. Sotto traccia, si continua a lavorare anche in questa direzione. Entro una manciata di giorni tutti i nodi verranno al pettine.

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