Giovedì, 26 Novembre 2020
Pensioni

Pensioni: "Dal 2019 assegni giù dell'1,5%. Subito la Quota 100"

Secondo il sindacato Confsal-Unsa l'adeguamento automatico del coefficiente di trasformazione (un aspetto poco conosciuto della riforma Fornero) è "uno scandalo che rischia di passare sotto traccia"

Foto d'archivio

Ne avevamo già parlato: chi andrà in pensione nel 2019 rischia di vedersi riconosciuto un assegno più basso. Si tratta di un effetto poco noto della riforma Fornero: l'adeguamento automatico del coefficiente di trasformazione per le pensioni. In sostanza con la normativa vigente sono stati rivisti i coefficienti che si applicano al "montante contributivo", ovvero quanto versato durante la vita lavorativa.

Bene, ma cosa cambia in realtà per i pensionati? Secondo l’UNSA (Unione Nazionale dei Sindacati Autonomi), dal 1° gennaio 2019 le pensioni saranno penalizzate dell'1,5% in meno. "Uno scandalo che rischia di passare sotto traccia" sottolinea Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa. Secondo Battaglia la revisione dei coefficienti "introduce un'ulteriore differenziazione nel nostro sistema pensionistico tra chi va in pensione oggi e chi ci andrà domani".  Il sindacato ha avviato una raccolta di firme a sostegno della proposta di neutralizzare i "tagli" che provvederà a inviare al Ministro del lavoro, al Ministro della pubblica amministrazione e al presidente del Consiglio dei Ministri.  

Pensioni, gli effetti della revisione dei coefficienti

Come abbiamo già spiegato in più occasioni, con il nuovo adeguamento dei coefficienti, un lavoratore che andrà in pensione a 65 anni nel 2019 prenderà una pensione inferiore di oltre l'1% rispetto a chi ha avuto la fortuna di ritirarsi un anno prima, mentre  70enne che andrà in pensione il prossimo anno perderà quasi il 2% sul suo assegno: dai 2.943 euro del 2018 ai 2.887 del 2019. 

Quota 100 e Quota 41, la proposta di Confsal-Unsa

Ma cosa prevede la proposta del sindacato Confsal-Unsa? Intanto la Quota 100, data dalla sommatoria di età e contributi senza alcuna condizione pregiudiziale di età e contribuzione minima e per quest'ultima considerando utile qualsiasi tipologia di contribuzione e a qualsiasi titolo riconosciuta. Via libera dal sindacato anche alla Quota 41, con 41 anni di contributi (qualsiasi tipologia di contribuzione e a qualsiasi titolo riconosciuti) e senza alcun limite di età. E ancora: blocco/Eliminazione della revisione periodica dei requisiti per l'accesso alla pensione; blocco della revisione periodica dei coefficienti di trasformazione, a partire da quelli previsti con decorrenza 1° gennaio 2019.

Pensioni: "Intervenire con la massima urgenza"

"Altro che Flat Tax. Qui si continuano ad adottare norme che penalizzano le fasce più deboli della società, - prosegue Battaglia - coloro che con una già di per sé bassa, sono destinati a soffrire di più questa decurtazione. Per questo - conclude Battaglia - l'UNSA ritiene che il Governo debba intervenire con la massima urgenza eliminando la decurtazione prevista al 1° gennaio 2019, salvaguardando così i cittadini, lavoratori pubblici e privati, che più ne hanno bisogno".

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