Venerdì, 26 Febbraio 2021

Sulle pensioni non ci sono buone notizie

La Quota 100 dovrebbe partire già dal 1° gennaio 2019, ma i dubbi non mancano, specie dopo la lettera inviata dall'Ue al governo italiano

Legge Fornero addio, la Quota 100 dovrebbe partire già dal 1° gennaio 2019, al massimo a febbraio, secondo quanto dichiarato ieri dal viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, confermando che la misura "prevede una spesa di 7 miliardi di euro per il prossimo anno".

Ma sulla riforma delle pensioni i dubbi non mancano. Intanto bisogna vedere se il governo riuscirà a portare avanti fino in fondo questa legge di bilancio: la letterina recapitata ieri sera a Palazzo Chigi recante le firme di Moscovici e Dombrovskis non lascia presagire nulla di buono. E a ottobre arrivano i giudizi delle agenzie di rating: in caso di ulteriore declassamento lo spread potrebbe schizzare alla stelle e a quel punto l’esecutivo non potrà fare altro che intervenire. Come? Rimettendo in discussione la legge di bilancio, a partire dalle misure (come quella sulle pensioni) che costano di più. Non vogliamo sembrare troppo pessimisti, ma indubbiamente questa possibilità esiste.

Pensioni, l'obiettivo di Salvini è Quota 41

Ad ogni modo il governo ostenta ottimismo. Anzi: Salvini pochi giorni fa ha parlato anche della possibilità – non nell’immediato – di arrivare anche a Quota 41. "Nel 2019 non mandiamo tutti in pensione – ha detto il vicepremier in tv - Siamo solo all'inizio, questa è la prima manovra. L'obiettivo finale è andare in pensione con 41 anni di contributi al di là dell'età anagrafica".  

Pensioni, spunta un nuovo paletto: l'ultima ipotesi sulla Quota 100

I conti però sono impietosi. Secondo l'Inps la Quota 100 senza alcun vincolo costerebbe fino a 20 miliardi l’anno e ripristinare le pensioni di anzianità con quota 100 o 41 anni di contribuzione significa far salire da subito la platea dei pensionati di 750mila persone. Per ora  beneficiari della Quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi dovrebbero essere circa 350mila lavoratori. Ma basteranno i 7 miliardi stanziati dal governo nel Def o si tratta di stime ottimistiche destinate ad essere sforate in sede di approvazione del bilancio?

Una domanda analoga può essere fatta per il reddito di cittadinanza: il M5s continua a ripetere che i soldi ci sono per tutti, ma 9 miliardi di euro in nessun caso potrebbero garantire il sussidio da 780 euro (anche fosse dimezzato) a 6,5 milioni di persone. E’ un questione di matematica, prima che di politica. 

Sulle pensioni la spada di Damocle delle coperture

E non è tutto. Ieri compulsando le carte del Def l’Huffington Post ha scoperto che il buco sulle coperture è molto più ampio del previsto. Ad oggi ci sono risorse certe per circa 23 miliardi, qualche altro miliardo potrà arrivare (forse) da tagli di spesa o altri interventi che però sono di non facile attuazione. Il conto della manovra però è molto più salato: si parla di 36-40 miliardi. A qualcosa, forse, bisognerà rinunciare. Insomma, finché la contro-riforma delle pensioni non sarà approvata e il testo della legge di bilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è meglio non dare nulla per scontato. Le incognite sulla strada che porta allo smantellamento della Fornero sono ancora tante. 

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(Foto Ansa Centimetri)

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