Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

La guerra del petrolio: cosa succede tra Russia e Arabia Saudita

Tutto nasce da uno scontro sulla quantità di barili di produzione di greggio e sul ribasso del prezzo dettato dalla minor richiesta delle economie travolte dall'epidemia di Covid-19

Una vera e propria guerra del petrolio è scoppiata in questi giorni di emergenza coronavirus tra l'Arabia Saudita e la Russia. Tutto nasce da uno scontro sulla quantità di barili di produzione di greggio e sul ribasso del prezzo dettato dalla minor richiesta delle economie travolte dall'epidemia di Covid-19: una conseguenza che pesa fortemente sugli Stati Uniti e solo ieri il prezzo del Wti ha subito il peggior calo dallo scoppio della guerra del Golfo (1991).

L'Arabia Saudita fornirà al mercato 12,3 milioni di barili di petrolio al giorno (mbg) il mese prossimo in una grave escalation della sua guerra dei prezzi a seguito del crollo di un accordo di produzione tra Opec e Russia che avrebbe dovuto stabilizzare il mercato. L'offerta prevista in aprile è pari a 2,5 milioni di barili al giorno sopra quello che stava producendo in precedenza, suggerendo che il regno mediorientale attingerà alle sue scorte di greggio per inondare il mercato mentre affronta i concorrenti in una lotta per conquistare quote di mercato.

Sabato il regno Saudita aveva reso noto che avrebbe tagliato i prezzi all'esportazione per il suo greggio, innescando un crollo del prezzo del petrolio fino al 30% - il più grande calo di un giorno dalla guerra del Golfo all'inizio degli anni '90 - innescando uno dei fattori principali che lunedì ha fatto crollare i mercato mondiali.

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