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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Incubo disoccupazione / Catania

Lavoratori Pfizer beffati due volte: licenziati e scaricati dal ministero

La multinazionale annuncia tagli allo stabilimento di Catania. I sindacati chiedono l'intervento del ministero dello Sviluppo economico, ma trovano le porte chiuse. A rischio più di 200 impiegati

Utili a nove zeri, ma tutta l'intenzione di tagliare il personale: circa duecento persone. Quello che suona come un paradosso arriva da Catania e l'azienda in questione è la Pfizer, proprio il colosso della farmaceutica che di certo non ha patito la crisi degli ultimi anni. La seconda beffa per il lavoratori dello stabilimenro etneo arriva da Roma. Il ministero dello Sviluppo economico, chiamato in causa, si defila:"Vertenza regionale". Non così per i sindacati e monta la polemica.

Le tappe della vicenda

La multinazionale annuncia 130 esuberi per i lavoratori a tempo indeterminato. Ma non solo. Niente rinnovo del contratto per 50 dipendenti di Ramstad, che lavorano per Pfizer. Per altri 60 lavoratori invece c'è il "congelamento" in attesa che arrivi un nuovo macchinario (la cui entrata in funzione però potrebbe fare venire meno la necessità di operai in carne e ossa, ndr). I tagli vengono giustificati col fatto che a Catania vengono realizzati farmaci iniettabili e per uso ospedaliero, che sono sempre meno richiesti. 

Il "tutti a casa" porta alla protesta dei sindacati. A Catania un primo vertice, nel quale si decide la prosecuzione del confronto in sede sindacale, la convocazione delle parti a Catania per il 28 marzo e la richiesta al ministero dello Sviluppo economico di un tavolo nazionale. Qui si rompono gli equilibri. "Il tavolo sul sito Pfizer di Catania si sta già svolgendo in sede regionale nell'ambito di un normale confronto tra azienda e sindacati", dicono dal Mise. Roma precisa di "seguire con attenzione" la vertenza ma di fatto "scarica" i lavoratori: "Al momento non ci sono le condizioni per un suo coinvolgimento essendo la questione di competenza regionale".

Stizzita la risposta dei sindacati: "Non è una questione regionale, lo vogliamo ribadire forte e chiaro". "Ci auguriamo che i ministri Giancarlo Giorgetti e Andrea Orlando almeno si parlino. Nell'interesse di lavoratrici e lavoratori della Pfizer Catania. Sulla vertenza, infatti, arriva dal ministero dello Sviluppo economico una nota che somiglia tanto a una smentita di quanto il ministro Orlando aveva detto appena qualche settimana fa in Parlamento", sottolineano i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl Catania insieme con i segretari delle organizzazioni di categoria Filctem, Femca, Uiltec e Ugl Chimici. 

E rilanciano: "Stupisce leggere che il dicastero guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti neghi la possibilità di un proprio intervento al momento. Se non ora, quando? Stupisce ancor di più che il ministro dello Sviluppo economico non tenga in alcun conto gli impegni assunti dal collega al Lavoro nel corso di un Question time parlamentare. Rispondendo a un'interrogazione sul caso Pfizer, infatti, il ministro Andrea Orlando aveva testualmente assicurato la massima disponibilità a sostenere, d'intesa con il ministero dello Sviluppo economico, tutte le iniziative necessarie alla soluzione della crisi". Per i rappresentanti dei lavoratori "è una vertenza-simbolo che investe la civiltà del diritto e del lavoro nel nostro Paese, poiché è decisamente sconcertante che venga comunicata la volontà di licenziare da una multinazionale capace di macinare giornalmente profitti miliardari. Riteniamo, quindi, che l'intervento del governo nazionale sia necessario e non rinviabile. Avevamo accolto con speranza la dichiarazione del ministro Orlando, che aveva precisato come la legge di Bilancio offra strumenti finalizzati alla riqualificazione e alla gestione di crisi transitorie che consentirebbero di evitare la riduzione strutturale del personale. Adesso, da altro ministero, giunge una frenata inattesa. Urge un chiarimento". Mentre si attende che i ministeri si parlino e trovino un'intesa, i lavoratori restano col fiato sospeso.

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