Phishing, operazione della polizia: sono oltre 100 le vittime italiane

Il blitz, coordinato dalla Procura di Milano, ha visto la costituzione di una squadra investigativa comune tra poliziotti italiani e romeni, che hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare e perquisizioni

La polizia postale ha condotto un'operazione contro un'organizzazione criminale responsabile di attacchi e frodi informatiche su larga scala. Sono oltre cento le vittime italiane accertate del phishing dei malviventi. Il blitz, coordinato dalla Procura di Milano, ha visto la costituzione di una squadra investigativa comune tra poliziotti italiani e romeni, che hanno eseguito ordinanze di custodia cautelare e perquisizioni.

Phishing, cos'è e come funziona

Il phishing è un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale. I mittenti delle email di phishing sono (o meglio, sembrano essere) organizzazioni conosciute, come banche o portali di servizi web, e hanno apparentemente uno scopo informativo: avvisano di problemi riscontrati con account personali dell'utente (home banking, portali di aste online, provider di posta elettronica, social network e altro) e forniscono suggerimenti su come risolvere le problematiche. Nella maggioranza dei casi, viene suggerito di cliccare su qualche link e fornire informazioni e dati personali per ripristinare l'account o metterlo al sicuro. Nel caso in cui si cliccasse sul collegamento e si fornissero le informazioni richieste, si finirebbe diritti nella rete dell'hacker-pescatore.

Incubo phishing, la truffa dei conti correnti svuotati con un click

Come vi raccontavamo ieri, la Guardia di Finanza ha scoperto una frode informatica da oltre 650mila euro. Sono quindici le persone a processo: gli imputati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso, accesso abusivo a sistemi informatici, intercettazione di comunicazioni, frode informatica. Decine di correntisti si sono trovati con il conto svuotato dall’oggi al domani. Ma come facevano gli imputati a frodare i risparmiatori? Con lo strumento del phishing: in poche parole agli indirizzi email dei futuri truffati arrivavano messaggi in cui si chiedeva un aggiornamento delle proprie credenziali per l'utilizzo dell'home banking. Erano mail fatte bene, perfette nell'intestazione e nel linguaggio, talmente bene che in tanti ci hanno effettivamente cliccato sopra.

"Non aprite quella email": l'allarme dell'Agenzia delle Entrate

Sono stati quindi gli stessi clienti a fornire inconsapevolmente le chiavi di accesso ai truffatori dall'altra parte del modem. Uno alla volta, fino a colpirne decine: in pochi mesi i malviventi della rete avrebbe racimolato la bellezza di 650mila euro. Soldi che sarebbero stati già spesi: chi per investimenti immobiliari, chi nel gioco d'azzardo e nella bella vita. La "banda" era composta da persone di varia nazionalità e provenienza, un vero e proprio melting pot di professionisti della truffa: cinque bresciani, quattro rumeni, due napoletani e due milanesi, un albanese e un pachistano.
 

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