Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Trasporti, il piano del governo per le ferrovie esclude il Sud

Lo Sblocca Italia e la legge di Stabilità 2015 hanno permesso di trovare nuove risorse da destinare al contratto di programma 2012-2016 con le Ferrovie, finanziando investimenti per 9 miliardi circa: ma solo 474 milioni sono certamente destinati al Mezzogiorno

Il piano del governo Renzi per i trasporti pare escludere clamorosamente il Sud. Se al Centronord gli investimenti da quasi 9 miliardi permetteranno di migliorare le tecnologie e i servizi, l'impatto sul Mezzogiorno sarà limitato, secondo un'analisi fatta dal Mattino. Al Sud è previsto meno di un decimo del totale degli investimenti che il piano trasporti prevede per l'Italia. Molto poco.

Sono stati stanziati solo 400 milioni per i pendolari. Le aree metropolitane, a tal proposito, saranno destinatarie di uno specifico investimento per migliorare l’accesso dei treni nelle stazioni. L’obiettivo è consentire l’ingresso e la partenza di un treno ogni tre minuti, senza più sovrapposizioni tra linee adalta velocità e linee destinate al traffico dei treni regionali, quelli utilizzati dai pendolari. 

Sono previsti investimenti a Roma (172 milioni), Firenze (70 milioni), Milano (45 milioni), Torino (30 milioni) e Bologna (30 milioni). Per le città metropolitane del Sud, niente.

Lo Sblocca Italia e la legge di Stabilità 2015 hanno permesso di trovare nuove risorse da destinare al contratto di programma 2012-2016 con le Ferrovie, finanziando investimenti per 9miliardi circa, dei quali tuttavia appena 474 milioni sono certamente destinati al Mezzogiorno. 4.469 milioni sono per quattro interventi delle "grandi opere": 1.500 milioni per l’alta velocità Brescia-Verona; 1.500 milioni per la tratta Verona-Vicenza; 869 milioni per il valico del Brennero e 600 milioni per quello dei Giovi. Ovvero, tutte risorse destinate al Nord. 

Per quel che riguarda il traffico merci, quattro corridoi europei attraversano l'Italia, e tre di essi interessano esclusivamente il Nord mentre uno percorre l’intera penisola, dal Brennero alla Sicilia, ma continua a subire modifiche che lo ramificano maggiormente verso i porti del Centronord.

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