Perché i piccoli Comuni si sentono (ancora una volta) penalizzati e danneggiati

Tante incongruenze nell'elenco degli enti candidabili al "Programma di interventi strutturali per piccoli Comuni fino a 3500 abitanti". Rimangono fuori molti centri davvero fragili e a rischio spopolamento. Bussone (Uncem): "I nuovi criteri ci fanno arrabbiare"

Spopolamento, un problema reale e poco raccontato (foto Ansa)

Fa discutere un programma del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti destinato a finanziare lavori di immediata cantierabilità per la manutenzione straordinaria di strade, per illuminazione pubblica e molto altro nei piccoli Comuni, quelli con popolazione fino a 3.500 abitanti. Qual è il problema? Un esempio: c’è Portofino, ma non Carrega Ligure, il Comune alessandrino con minor densità di popolazione in Italia. Ci sono noti Comuni turistici delle Alpi, ma non ci sono piccoli centri delle valli torinesi e biellesi. Non sono poche le incongruenze che Uncem ha rintracciato nell’elenco di Comuni, redatto dai Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia – ancora con i Ministri Toninelli e Tria – pubblicato 48 ore fa sul sito del Mit, che individua gli Enti italiani candidabili sul “Programma di interventi infrastrutturali per piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti”. 

I fondi sono già relativamente pochi in partenza, se poi non si seguono i criteri più "giusti" per suddividerli, si rischia un mezzo pasticcio. Sette milioni e mezzo di euro complessivi destinati a progetti per manutenzione straordinaria di strade, illuminazione pubblica, strutture pubbliche comunali nonché per l’abbattimento delle barriere architettoniche in edifici pubblici. Si tratta dei residui dei programmi “6000 campanili” e “Nuovi progetti di intervento”. Già su questi due fronti, Uncem aveva sollevato non poche polemiche e forti dubbi sulle modalità di coinvolgimento dei Comuni, con il “click più veloce” ovvero quelli con indice di indebitamento maggiore. Nessun criterio considerava, allora, importanza e qualità del progetto.

Perché i Piccoli Comuni protestano

Ora le cose non sembrano andare molto meglio. Per usare i residui dei due programmi nazionali, Mit e Mef hanno scelto di fare una nuova classificazione dei Comuni. “Non ne sentivamo il bisogno - nota Marco Bussone, Presidente Uncem - Bastava applicare i criteri della legge 158 del 2017 sui piccoli Comuni, che peraltro ha 160 milioni di euro di dotazione che devono essere spesi. Per questo nuovo bando pubblicato ieri, tra i Comuni con meno di 3.500 abitanti Mit e Mef hanno fatto una classificazione in base all’Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale e poi viene data priorità ai Comuni con maggiore ‘Grado di Urbanizzazione’. Un controsenso. Veramente assurdo in particolare quest’ultimo parametro. Così, entrano tra chi può presentare domanda di contributo dei Comuni piccoli ma turistici, ben noti, con altissimi incassi di Imu sulle seconde case ad esempio, che avrebbero bisogno di altre forme di supporto dallo Stato, e invece rimangono fuori piccoli Comuni a bassa densità di popolazione, con estensioni territoriali notevoli, con gradi di fragilità marcata, che avrebbero veramente necessità di beneficiare di contributi per la manutenzione del territorio. Questi criteri dei Ministeri non sono conformi alla realtà, vi è una distorsione nella percezione del Paese e dei suoi piccoli Comuni“.

Uncem invita il Mit e il Mef a rivedere la classificazione e a ripartire dai primi articoli della legge 158, dove si definisce quali sono i piccoli Comuni italiani. O comunque a includerli tutti, tutti quelli con meno di 5mila abitanti. Vinceranno i progetti migliori, se qualche funzionario e dirigente avrà la bontà di leggerli e classificarli, assumendosi la responsabilità. "Ecco il punto vero. Nessuno vuole prendersi la responsabilità di valutare dei progetti. Così si lascia tutto al click più veloce, al grado di indebitamento che premia quanto è più alto, all’algoritmo come in questo caso. Non è possibile ogni volta rifare criteri ed elenchi – conferma Bussone – I nostri Sindaci si sentono presi in giro. Peraltro abbiamo sempre inteso come piccoli Comuni gli Enti con meno di 5mila abitanti. Questo programma cambia pure il concetto. Uncem chiede ai Parlamentari e al Governo di intervenire per rimediare gli errori, modificare l’approccio ed evitare ennesime incomprensioni tra centro ed Enti locali".

Bussone (Uncem): "I nuovi criteri ci fanno arrabbiare"

"Solo 7 milioni e mezzo di euro, residuo di altri bandi, non certo ben fatti, come il ‘6000 campanili’. Doveva essere la cifra disponibile, questa volta a farci arrabbiare. Invece no. I criteri del nuovo bando per i piccoli Comuni, l’elenco dei Comuni che potenzialmente potranno fare domanda, ci hanno di nuovo messi in allarme. E ci hanno fatto tanto, arrabbiare. Tutti i Sindaci, anche delusi. Perché c’è chi non capisce, al Mit o al Mef, funzionario, dirigente o direttore, forse politici che non hanno controllato a sufficienza quel decreto firmato da Toninelli e Tria, peraltro varato a inizio agosto, non da Uncem, in Conferenza unificata. E così, come Uncem ha denunciato ieri, dal nuovo bando Mit per i piccoli Comuni rimangono esclusi Comuni con minor grado di urbanizzazione. Che più hanno bisogno di risorse anche per l’estensione del loro territorio" dice Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani.

"I criteri del bando Mit, per comporre l’elenco degli Enti ammissibili, sono chiarissimi, ma per questo assurdi - aggiunge -  Vengono tenuti in considerazione tre parametri, avere meno di 3500 abitanti – quando per piccoli Comuni abbiamo sempre inteso quelli con meno di 5000 – poi l’Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale, superiore alla media nazionale ordinati secondo l’indice decrescente – indice mai usato e sconosciuto ai più – e poi, veramente incredibile, priorità viene data ai Comuni con maggiore ‘Grado di Urbanizzazione’. In altre occasioni, come i 6000 campanili si era data priorità al click più veloce. Chi l’aveva pensata non sa che mezzo Paese naviga a 56kbs, è in forte digital divide, e non può inviare velocemente pec. Poi, nei due ‘programmi di interventi’ successivi, si erano privilegiati addirittura i Comuni in dissesto finanziario. Può far ridere. Ma è così. Ora questo ennesimo caos con tre parametri nati da chi in qualche stanza del Mit non sa cosa sia il Paese reale. L’ho scritto poco fa in una lettera al Ministro De Micheli".

Le responsabilità di queste problematiche vanno suddivise equamente tra governo precedente e governo attuale, ma ciò che conta è cosa succederà adesso. I fondi sono pochi, ma anche una cifra esigua in un piccolo Comune fa la differenza tra una strada aperta e una non transitabile, tra un edificio pubblico fruibile o meno.

"Risolva questa situazione annullando il bando, rifacendo l’elenco - chiede l'Uncem al Mit -  Riparta dalla legge 158 del 2017 sui piccoli Comuni. Ma soprattutto vengano messi a bando i 16 0milioni di dotazione della 158 per interventi che diano veramente possibilità di sviluppo ai territori, anche aiutando i Comuni a lavorare insieme. Il bando aperto il 31 ottobre 2019 dal Mit premierà soli 35 Comuni in Italia. Serve a poco. Chiediamo al Governo politiche strutturali, non solo bandi per asfalti e porfido, Uncem chiede interventi strutturali per i Comuni che lavorano insieme ad altri, vengano premiati i migliori progetti e non i primi che arrivano sulla mail o quelli di Comuni più urbanizzati. Nessun scontro tra Comuni che ci sono o che non ci sono nel bando. Il punto non è questo. Alle risorse si uniscano le politiche. La 158 va attuata perché dà un perimetro chiaro di azione a Stato e Regioni, troppo timide su questi fronti. Il Governo non lasci alla burocrazia bandi e scelte. Sia protagonista e scelga di decidere. Anche di rivedere questo elenco e questi criteri un po’ assurdi che ci hanno fatto arrabbiare, più della cifra complessiva disponibile. Ed è tutto detto”.

Piccoli Comuni, aumentare lo stipendio dei sindaci a 1500 euro netti

I piccoli Comuni sono in prima pagine anche per un altro motivo. C'è chi propone di innalzare lo stipendio dei sindaci dei Comuni più piccoli, portandolo a 1.500 euro netti. Una proposta subito rilanciata dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. "Non sarei contrario a un aumento dell’indennità", ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri in occasione del convegno Sindaci d’Italia. "Occorre garantire un’indennità mensile di 1500 euro netti a tutti i sindaci dei piccoli Comuni, poiché svolgono il loro compito con un impegno a tempo pieno" aveva spiegato Decaro

In Italia un sindaco di un Comune sotto i 1000 abitanti percepisce oggi 1291 euro lordi al mese, che al netto delle tasse portano il corrispettivo mensile sotto gli 800 euro. Sale, ma di poco, la remunerazione lorda per un primo cittadino di un Comune da 1001 a 3000 abitanti ovvero 1446 euro lordi, che corrispondono a circa 1000 euro mensili. Vicesindaco e assessore sotto i 1000 abitanti di fatto invece svolgono attività di volontariato spesso a fronte di responsabilità di servizi importantiissimi come il bilancio o i lavori pubblici.

C'è un'Italia "che non prende": i comuni in cui è impossibile telefonare 

Gianluca Vassallo - Nicolò Galeazzi (1)-2

Foto: La città invisibile è il viaggio dell’artista Gianluca Vassallo, con l’assistenza del giovane fotografo Nicolò Galeazzi, in alcuni paesi sardi a rischio spopolamento

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