Venerdì, 15 Ottobre 2021
Economia

Sorpresa, migranti e donne trainano la ripresa economica: la Bce alza le stime del Pil

Il rapporto mensile della Banca Centrale Europea mette in evidenza come l'immigrazione abbia avuto un "effetto considerevole" sulla forza lavoro in particolare Italia e Germania. Riviste le prospettive di crescita: il Pil in termini reali salirà del 2,2%

La Bce rivede al rialzo le stime per la crescita 2017 nell'area euro. Lo si legge nel bollettino mensile della Banca centrale europea che sottoliena come l’espansione economica dell’area dell’euro prosegue e mostra segni di crescente tenuta, mentre le misure di politica monetaria sostengono la domanda interna.

La crescita del PIL in termini reali è sostenuta in prevalenza dalla domanda interna. I consumi privati sono sospinti dagli incrementi dell’occupazione, che a loro volta beneficiano delle passate riforme del mercato del lavoro, e dall’aumento della ricchezza delle famiglie.

Rispetto all'esercizio condotto a giugno 2017 dagli esperti dell'Eurosistema, le prospettive di crescita del Pil sono state riviste al rialzo per il 2017: le proiezioni macroeconomiche per l'area dell'euro formulate dagli esperti della Bce prevedono una crescita del Pil in termini reali del 2,2% per l'anno in corso. Un ottima notizia per l'economia che cresce più delle attese.

Tuttavia male l'inflazione che invece di avvicinarsi ad un tasso del 2%, indicatore di un'economia in salute, viene rivista al ribasso: sarà dell'1,5 per cento nel 2017, per continuare a scendere all'1,2 nel 2018 e all'1,5 nel 2019. Per gli esperti economici della BCe è effetto del recente apprezzamento del tasso di cambio dell'euro che ostacola le esportazioni.

"Il Consiglio direttivo ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della Bce e si attende che rimangano sui livelli attuali "per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti di attività".

Dall'immigrazione effetti positivi in Italia e Germania

La Bce evidenzia come la ripresa dell'immigrazione ha avuto un "effetto considerevole" sulla forza lavoro in particolare Italia e Germania.

"La ripresa l'immigrazione ha dato un ampio contributo positivo alla popolazione in età lavorativa, riflettendo soprattutto l'afflusso di lavoratori dai nuovi stati membri dell'Unione europea. A sua volta, ciò ha verosimilmente avuto un effetto considerevole sulla forza lavoro, in particolare in Germania e Italia, ma anche in altre economie minori dell'area". 

Aumentano le donne al lavoro

Secondo gli economisti di Francoforte l'aumento della forza lavoro è trainato dalla "crescente partecipazione" delle donne.

"L'aumento del tasso di partecipazione femminile e il modo in cui tale partecipazione differisce da quella maschile sono riconducibili in larga parte alle divergenze esistenti fra il livello di istruzione degli uomini e quello delle donne". 

La flessione significativa della disoccupazione dell'area è particolarmente incoraggiante proprio per le donne, sempre più impiegate sul mercato del lavoro. 

Tuttavia, avverte la BCE "misure piu' ampie della disoccupazione mostrano ancora un considerevole margine di capacità inutilizzata nei mercati del lavoro dell'area dell'euro. Un'indagine tra le grandi imprese dell'area indica che ulteriori riforme strutturali dei mercati del lavoro ne migliorerebbero il funzionamento e rafforzerebbero le prospettive di crescita in generale". 

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