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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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"Vi spiego perché siamo contrari all'obbligo di Pos"

Oltre al costo delle commissioni gli esercenti lamentano anche i tempi lunghi delle transazioni. Abbiamo intervistato Alessia Brescia, presidente dell'associazione 'Ristoratori Veneto & Ho.Re.Ca'. Che dice: "Siamo stati additati come evasori totali, ma a pagare siamo sempre noi"

"Io non ci sto ad aiutare le banche. Paga in contanti". È la scritta che campeggia sulla locandina dell'associazione "Ristoratori Veneto & Ho.Re.Ca" nata nel marzo 2020 per tutelare gli operatori del settore e che sull'obbligo di accettare i pagamenti Pos ha una posizione inequivoca. Non da oggi. Anzi, "è una battaglia che combattiamo da un anno e mezzo" ci racconta Alessia Brescia, che dell'associazione è presidente e portavoce (oltre ad essere titolare di una trattoria).

Perché gli esercenti, o almeno una parte di loro, contestano i pagamenti cashless? Intanto per il peso delle commissioni, a loro dire ancora troppo alto, ma non solo. "Prendiamo il costo di un caffè" dice Brescia. "Se a un incasso di 1 euro e 30 togliamo i costi di gestione, le spese della transazione e quelle per la battuta dello scontrino perché noi", puntualizza, "la carta dobbiamo pagarla", ebbene considerando tutto ciò, argomenta la ristoratrice, "all'esercente non restano neanche trenta centesimi, una somma che non basta a coprire neppure il costo materiale del caffè". E poi "ci sono le spese fisse per il canone del Pos (che però non sempre sono previste, ndr), e il tempo".

"A pagare siamo sempre noi, gli imprenditori andrebbero aiutati"

In che senso il tempo? "Le faccio l'esempio di un tavolo da venti persone al ristorante. Se queste venti persone vogliono venti conti separati, io devo fare venti scontrini. Mettiamoci anche il fatto che non sempre la transazione va a buon fine… servirebbe una persona che stia fissa in cassa, ma non tutti possono permettersela. Specie chi ha un'attività a conduzione familiare".

Torniamo sulle commissioni. In media costano l'1-1,5% sul transato. Su un acquisto di 50 euro, ad esempio, un commerciante paga dai 50 agli 80 centesimi. È davvero una spesa così insostenibile? "Intanto a pagare siamo sempre noi. E poi sono costi che si sommano a quelli ordinari. La nostra categoria è allo stremo da tre anni. Sono aumentate le materie prime. Se noi applicassimo i rincari che subiamo un caffè arriverebbe a costare 40 o 50 centesimi in più, un piatto di pasta dovrei farlo pagare venti euro. Ma non lo stiamo facendo o comunque cerchiamo di barcamenarci. È molto facile: bisognerebbe aiutare gli imprenditori a lavorare in modo più sereno, più fluido. Non diciamo no a tutto per partito preso, ma tra canone, transazioni e servizi ogni costo ricade su di noi". 

Quanto costano davvero le commissioni sui pagamenti col Pos

Anche gestire il contante però è un onere. Intanto c'è il rischio di subire rapine, e poi ci sono i costi per le assicurazioni e i sistemi di sicurezza, e così pure il problema delle banconote false.  Non può essere un vantaggio anche per voi utilizzare il Pos? "Certo, lo sarebbe se togliessero o riducessero le commissioni, in quel caso sì". Meloni però ha detto che cancellarle sarebbe incostituzionale…. "Sì, l'ho letto, ma senz'altro si potrebbero ridurre. E poi voglio dire una cosa: il Pos non deve essere un obbligo. Questa parola vige ormai sovrana da molti anni (l'associazione si è schierata anche contro il green pass, ndr) e dovrebbe essere abolita. C'è stata davvero una guerra tra poveri. Quante notizie sono uscite di clienti che hanno chiamato la finanza perché l'esercente non accettava il bancomat per un caffè? Io ne ho lette diverse. È questo che non va bene".

La locandina pubblicata sui canali social dell'associazione

"Come tanti esercenti metterò un cartello per chi paga con carta"

E quella locandina sulle banche? "Abbiamo fatto una campagna di sensibilizzazione, ma non imponiamo nulla ai nostri iscritti. Il nostro comparto è vessato da anni, anche dai giornali. A volte si leggono titoli fuorvianti".  In che senso? "Quando è entrato in vigore l'obbligo per gli esercenti di accettare i pagamenti col Pos, mi sono accorta che molte persone avevano capito male. Ne ho di esempi da fare, molti clienti erano convinti di non poter pagare più in contanti. E poi siamo stati additati come evasori totali. Ma il fatto che noi incitiamo a pagare con la carta moneta non significa che siamo a favore di chi evade le tasse".

Però sarà d'accordo che i pagamenti tracciabili sono un freno all'evasione. "Assolutamente no, bisognerebbe chiedere alle multinazionali, non è il piccolo commerciante che causa un buco nero di miliardi nel bilancio". Lei rifiuterà i pagamenti con carta sotto una certa soglia? "Probabilmente sì, anche se nella mia attività di solito non ho a che fare con transazioni molto basse. Come tantissimi esercenti metterò un cartello in cui chiederò di pagare solo in contanti per le transazioni sotto una certa cifra. Ovviamente solo quando la misura diventerà legge. Certo dipenderà da cosa deciderà il Parlamento". 

Perché i costi delle commissioni non si possono azzerare per decreto

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