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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Il caso

Pos obbligatorio, la retromarcia di Meloni: cosa cambierà davvero

La soglia sopra cui non sarà possibile rifiutare pagamenti con carte e bancomat forse passerà da 60 ad almeno 40 euro, forse anche più giù. Improbabile un muro contro muro a pochi giorni dalla richiesta che il ministero dell'Economia dovrà presentare a a Bruxelles per ricevere la terza rata del Pnrr

La retromarcia sul Pos è dietro l'angolo. "Sull'obbligo - ha detto ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni - ci si accusa 'volete impedire di pagare con moneta elettronica, volete favorire l'evasione'. Si sta valutando di non obbligare i commercianti ad accettare il pagamento con pos per piccoli importi: noi fino a 60 euro non vorremmo obbligare, ma quella di 60 euro è una soglia indicativa, può essere anche più bassa, su questo - spiega - c'è una interlocuzione in corso con l'Ue". Cosa ci sarà dunque nella legge di bilancio?

60 euro la soglia minima obbligatoria per il Pos?

In tanti, in queste ore, sono pronti a scommettere che l'esecutivo non andrà fino in fondo con la soglia fissata a 60 euro. Ma riavvolgiamo il nastro.  A inizio estate, per attuare impegni presi con Bruxelles, il governo Draghi aveva introdotto una sanzione per chi avesse preteso il pagamento in contanti: non spiccioli, trenta euro di sanzione fissa, più il 4 per cento del valore della transazione "negata". Poi è arrivato il nuovo governo. La prima bozza della legge di bilancio firmata  Meloni aveva modificato la norma, alzando il limite minimo a trenta euro. La sanzione sarebbe dovuta scattare solo oltre. Poi si è andati persino oltre, un po' a sorpresa. La versione definitiva della legge di Bilancio ha alzato quella soglia ancora più in alto, a sessanta euro. Attenzione: va specificato che le regole non sono ancora in vigore (eventuali novità saranno operative dal primo gennaio). Ma sui social iniziano a circolare immagini di cartelli affissi nei negozi di chi non accetta più pagamenti con carta sotto quella soglia.

Pur se solo sottotraccia, la vicenda sta creando qualche grattacapo diplomatico con Bruxelles, perché il governo è venuto meno a uno dei pilastri del Recovery plan - altresì noto come Pnrr - legato alla lotta all'evasione. Di qui il ripensamento. Tra piano delle riforme e fondi di coesione l'Italia si gioca 350 miliardi di euro di risorse. Sembra altamente improbabile che si corra anche solo il rischio di metterle in discussione per una misura poco più che simbolica. Un muro contro muro a pochi giorni dalla richiesta che il ministero dell'Economia dovrà presentare a Bruxelles per ricevere la terza rata del Pnrr che vale 19 miliardi non è ragionevole. Molti ministeri sono già in affanno sui 55 obiettivi da chiudere entro il 31 dicembre, un'impuntatura sul Pos sarebbe un controsenso.

Sull’aumento del tetto al contante e all’uso del Pos è intervenuta anche la Corte dei Conti, con considerazioni critiche. "L'innalzamento del tetto dei pagamenti e, in particolare, la non sanzionabilità dei rifiuti ad accettare pagamenti elettronici di un determinato importo possano risultare non coerenti con l’obiettivo di contrasto all’evasione fiscale previsto nel Pnrr", ha detto il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite della Corte dei conti, Enrico Flaccadoro in audizione sulla manovra.

Cosa succederebbe con la soglia a 60 euro

Sessanta euro è una soglia alta. Se la soglia dovesse essere confermata a quel livello, tanto per fare un esempio, diventerà pressoché impossibile pagare un taxi senza i contanti, almeno nei casi, e tenderanno ad essere molti, in cui il tassista, come già avviene per altro senza la norma in vigore, si rifiuti di accettare le carte. Cosa cambia? Ora avrà anche la legge dalla sua parte e non rischierà più alcun tipo di sanzione. Se, come sembra probabile, l'offerta di taxi che consentono il pagamento con le carte dovesse ridursi sensibilmente, ci sarebbero conseguenze anche sul lato della domanda, con la clientela che progressivamente potrebbe assuefarsi al nuovo corso. Diventerà anche molto difficile riuscire a utilizzare i pagamenti digitali nei negozi più piccoli e quasi impossibile con gli artigiani e nei mercati. Con una soglia simile e senza sanzioni, è facile immaginare che spariranno i pos anche in tante strutture turistiche, nella ristorazione e negli stabilimenti balneari. Secondo indiscrezioni delle ultime ore il tetto sopra il quale non sarà possibile rifiutare pagamenti con carte e bancomat passerà almeno da 60 a 40 euro (lo scontrino medio con carta è di 47,5 euro mentre con il contante sta tra i 15 e i 20 euro); non si esclude però che possa scendere ancora più in basso. 

Non sarà una marcia indietro totale, però. "Non credo che la lotta alla corruzione e all'evasione si faccia pagando o meno il caffè con il bancomat" ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Che Tempo Che Fa, ieri sera su Raitre. "Quanto al tetto al contante non è lì che si evade" ha proseguito. "Io uso il bancomat, ma devo dare la libertà per esempio agli stranieri abituati a pagare in contanti di farlo. La corruzione si combatte con altre azioni" ha aggiunto.

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