Venerdì, 30 Ottobre 2020

Poste Italiane: "Nessun aumento di prezzo per notifiche di atti e multe"

L'azienda, attraverso una nota ufficiale, ha voluto fare delle precisazioni dopo il bollettino dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in cui si faceva riferimento ad aumenti del 40% per notifiche di atti e multe

Dopo l'ultimo bollettino dell'Antitrust in cui venivano evidenziati alcuni rincari riguardanti le notifiche degli atti e le multe, Poste Italiane ha pubblicato una nota ufficiale per fare chiarezza sulla questione: "Poste Italiane opera legittimamente sul mercato delle notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari e delle multe stradali in quanto, in qualità di fornitore del servizio universale, possiede tutti i requisiti in grado di soddisfare le necessarie esigenze di ordine pubblico e sicurezza. L'azienda precisa, con fermezza, che non c'è stato alcun aumento delle tariffe per i servizi di notificazione a mezzo posta". 

"In relazione alla segnalazione dell'Antitrust sul processo di liberalizzazione dei servizi di notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e di violazioni del codice della strada Poste Italiane sottolinea che è concessionaria per legge del Servizio Postale Universale - nel cui alveo ricade a tutti gli effetti la notifica a mezzo posta degli atti giudiziari - e che, fino all'approvazione della 'legge annuale sulla concorrenza', i servizi oggetto della segnalazione erano "riservati", ovvero garantiti esclusivamente da Poste Italiane (a differenza di quelli ''non riservati", forniti anche dagli oltre 3000 operatori postali alternativi)".

"Con l'abrogazione della riserva a favore di Poste, le notificazioni possono essere fornite anche da altri operatori, ma restano senza dubbio alcuno nell'ambito del Servizio Universale e dunque Poste Italiane è titolata e obbligata a proseguire l'attività senza necessità di conseguire una licenza ''speciale'', necessaria invece per i nuovi operatori alternativi. D'altro canto, una diversa interpretazione delle norme porterebbe alla paradossale conclusione, che Poste, titolare degli obblighi del Servizio Universale, avrebbe dovuto sospendere l'attività di notifica nelle more della definizione del quadro regolamentare di riferimento, generando innegabili quanto gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema giudiziario italiano. Si aggiunge che, prosegue Poste, "indipendentemente dagli obblighi di formazione, indicati nella delibera AGCom per i nuovi operatori alternativi, titolari di licenza ''speciale'', Poste Italiane eroga ogni anno oltre 4 milioni di ore di formazione per tutti i dipendenti con corsi specifici per ciascuna attività per assicurare efficienza verso i cittadini e rispetto dei parametri della qualità del servizio, che sono andati, nell'ultimo anno, per le notifiche, ben oltre gli obiettivi di qualità fissati dal regolatore".

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L'azienda "ribadisce che non è vi è stato alcun aumento delle tariffe dei servizi di notificazioni a mezzo posta, circostanza confermata dalla Delibera AGCom 307/19/Cons di luglio 2019. In dettaglio, da giugno scorso sono intervenute variazioni esclusivamente per le modalità di addebito delle cosiddette ''comunicazioni connesse'' (Can e Cad) che riguardano solo i grandi clienti che hanno con Poste specifici contratti di fornitura e non per i cittadini, né per coloro che effettuano notifiche attraverso gli sportelli degli uffici postali". "La nuova modalità di pagamento passa da tariffe, come detto per le sole comunicazioni connesse, di 5,40 euro e di 6,50 euro, ad un unico importo minore e forfettario, di 2,70 euro. Questa variazione al ribasso, condivisa con l'AGCom, si è resa necessaria per far fronte alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 che, trasformando lo svolgimento dell'attività di notifica da fisico a digitale, impongono di conseguenza processi e tariffe differenti", conclude la società.

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