Domenica, 11 Aprile 2021
LAVORO

Crisi, in Italia 29mila posti di lavoro: "Ma nessuno li accetta"

Il dossier presentato dall'Ordine dei consulenti del lavoro: "Difficile trovare personale per lavori manuali in pizzerie, panifici e gelaterie". Nessuno, poi, vuole lavorare 'nei campi' come raccoglitori di frutta

ROMA - Il lavoro c'è, ma mancano i lavoratori. Sono infatti 29mila i posti di lavoro disponibili, che, nel solo primo trimestre, le aziende hanno offerto, ma che nessuno ha cercato. Il dato è frutto di un un sondaggio realizzato tra gli iscritti all'Ordine dei consulenti del lavoro, che ha confermato la tendenza riscontrata già ad agosto dello scorso anni. I risultati e le tipologie di lavoro disponibili sul territorio saranno oggetto di analisi nel corso del festival del lavoro, in programma da oggi a sabato al Teatro Massimo di Palermo.

DISOCCUPAZIONE RECORD - Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è ai massimi storici dal 1970 con percentuali che superano i 40 punti: 3 milioni sono i disoccupati e più in generale gli inattivi dal lavoro sono circa il 73% nella fascia d'età tra i 15 e 24 anni.

IL TIPO DI LAVORO - Eppure, nonostante i numeri disastrosi che descrivono il sistema lavoro in generale, il lavoro non sembra mancare soprattutto per quei lavori da svolgere manualmente, i cosiddetti "posti in piedi". Pizzerie, panifici, gelaterie e pasticcerie hanno avuto sempre più difficoltà nel trovare nuovi dipendenti. La difficoltà di reperire del personale esperto nel settore ha costretto i gestori ad accontentarsi di assumere del personale non attualmente qualificato e a erogare nei loro confronti formazione adeguata, con conseguente dispendio di fondi, in modo da riallineare le competenze del dipendente a quelle necessarie per garantire l'idonea qualità nell'offerta aziendale.

SETTORE AGRICOLO - Diversa, invece, la situazione nel settore agricolo dove si assiste a un duplice fenomeno: da un lato nei primi mesi del 2015 è aumentato il numero di aziende guidate da giovani under 30 e sono emerse nuove figure legate al "made in" (sommelier, birraio a chilometri zero, affinatore di formaggi, food blogger, idrogeologo, climatologo). Dall'altro ci sono i dati legati alla difficoltà di reperire lavoratori meno specializzati, come raccoglitori stagionali di frutta e ortaggi (40% dei posti sono rimasti vacanti) o trebbiatori, mungitori e tagliatori di pellame.

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