Giovedì, 15 Aprile 2021

Prezzi, c'è la stangata post lockdown: schizzano viaggi, elettronica e gioielli

L'Unione Nazionale Consumatori, elaborando i dati dell'Istat, ha stilato la classifica dei prodotti che hanno avuto un maggiore aumento di prezzo dopo la fine del confinamento: ecco quali sono

Foto di repertorio

I tanto temuti rincari sui consumi dopo la fine del periodo di confinamento, purtroppo, sono arrivati. I prezzi a subire un sostanzioso aumento sono stati soprattutto quelli dei voli aerei, ma non solo: l'incremento è stato notevole anche per i prodotti di elettronica e per i giochi. A stilare la classifica dei prodotti che hanno avuto un maggiore rincaro dopo il lockdown è stata l'Unione Nazionale Consumatori, che ha elaborato gli ultimi dati dell'Istat

Rincari post lockdown: la classifica

Con la fine del confinamento in casa e la ripresa degli spostamenti in totale libertà, anche fuori dalla propria regione, sono arrivati immediatamente i rialzi per il settore viaggi: i voli nazionali si collocano al primo posto, essendo saliti del 36,4% in un solo mese e del 22,6% su base annua, mentre il trasporto ferroviario è aumentato del 4,5% (+2,9% nei dodici mesi), trasporto marittimo +3,2%. Anche spostarsi con la macchina è diventato più caro, visto che pedaggi e parchimetri sono cresciuti del 3,1% rispetto a maggio. 

Nella top ten dei rincari mensili spiccano anche gli aumenti legati a vacanze e tempo libero: macchine fotografiche e videocamere sono al secondo posto (+15,5%), villaggi vacanze al quarto (+13,4), giochi e hobby al quinto (+9,2%), palestre e piscine al settimo (+3,8%), pacchetti vacanza internazionali chiudono la top ten con +3,1%.

E si registrano speculazioni legate allo smart working: computer e tablet sono al secondo posto con +13,9%, i telefoni fissi, che non potevano bastare quando tutta la famiglia era chiusa in casa, sono al sesto posto con +10,7%, Monitor e stampanti in nona posizione con +5,9%, in undicesima posizione le cartucce delle stampanti con +5%.

Prezzi post lockdown: dove non c'è stata la stangata

Una buona notizia: nessuna stangata per i parrucchieri ed i trattamenti di bellezza, che segnano si un incremento mensile dell'1%, ma certo contenuto (+1,9% su base annua, +1,8% i parrucchieri per uomo e +2,3% per donna). I trattamenti di bellezza, in particolare, registrano un aumento rispetto a maggio di appena lo 0,6% (+0,7% su giugno 2019).

Anche per la voce Ristoranti, bar e simili, anche se bisognerà attendere i dati definitivi Istat, mancando ancora all'appello le voci dettagliate, la variazione mensile è solo dello 0,2%, +1,1% il dato tendenziale. "Parrucchieri, baristi, ristoratori, centri estetici hanno compreso, almeno per ora, che, con la crisi in atto, la politica di alzare i prezzi sarebbe stata controproducente e dannosa e si sarebbe tradotta in minori ricavi. Insomma, la tassa Covid, da noi denunciata, certo c'era ma, come detto fin dall'inizio, riguardava casi isolati, non era generalizzata e non consentiva di parlare di rialzi medi. Finora, quindi, è stata ininfluente ai fini statistici" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.  

In classifica, spiccano il volo anche la gioielleria, con un +13,6%, condizionatori, con +12,1%, frutta fresca con +11,1%,  e le spese bancarie con un aumento del 5,1%.

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