Lunedì, 25 Ottobre 2021
Shock energetico

Non si ferma l'aumento dei carburanti: nuovo balzo del gas

Solo nell'ultima settimana il prezzo della benzina al self service è aumentato di oltre un centesimo

Lo avevamo annunciato ieri e purtroppo le premesse sono state rispettate: i prezzi dei carburanti salgono ancora in scia ai recenti aumenti del prezzo del petrolio e delle quotazioni dei prodotti raffinati nel Mediterraneo. Solo nell'ultima settimana il prezzo della benzina al self service è aumentato di oltre un centesimo portandosi a 1,687 euro al litro. Maxi-rincaro anche per il diesel, salito di 1,3 centesimi a 1,537 euro al litro. Aumentato anche il costo del Gpl salito in media a 0,717 euro, in aumento di 0,48 centesimi.

Prosegue infine anche l'incremento del prezzo medio del metano auto, che si posiziona tra 1,168 e 1,647.

Ma la tempesta è tutt'altro che finita: si registra un nuovo record per il gas naturale a causa del calo delle scorte globali. Un dato che spinge all'insù anche le quotazioni dell'energia elettrica, che dal metano viene ricavata. I timori degli operatori, spiega la danese Energi Danmark, sono relativi a una possibile riduzione delle scorte di gas durante l'imminente stagione invernale. Previste quotazioni in rialzo anche nei prossimi giorni. 

Si profila una ulteriore stangata sui costi del riscaldamento per l'inverno che è alle porte. "Il costo del gasolio riscaldamento subirà infatti un'impennata del +19% che potrebbe far lievitare i costi del riscaldamento e toccare, per un appartamento di 100 metri quadrati, i 1.400 euro anno" denuncia Federconsumatori. "È evidente l'urgenza di correre ai ripari e adottare politiche di sistema tese a contenere gli aumenti: a maggior ragione alla luce delle dichiarazioni del Ministro Cingolani che si augura un calo dei prezzi del gas dopo il primo trimestre 2022. Stiamo affrontando una nuova fase nel mercato dell'energia, a cui bisogna rispondere tutelando le famiglie più vulnerabili e arginando il fenomeno della povertà energetica, senza, però, commettere l'errore e la contraddizione di frenare il necessario sviluppo delle rinnovabili".

Gas naturale e metano, come fermare i rincari

"Un intervento-ponte come la sterilizzazione parziale dell'Iva, con un'estensione dell'aliquota Iva al 5% anche alle forniture di gas naturale: Cng, Lng, biometano destinate all'autotrazione". È quanto propone Assopetroli-Assoenergia all'indomani dell'impennata generalizzata dei prezzi del gas naturale, che rischia di pregiudicare l'utilizzo di un vettore energetico essenziale per la transizione alla low carbon economy, come peraltro riconosciuto anche dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Nell'attuale contesto di aumento vertiginoso dei prezzi della materia prima, in particolare, rileva Assopetroli, sono i trasporti pesanti e il Tpl, ovvero i settori nei quali si è già registrata una massiccia diffusione dell'uso del gas naturale, a destare le maggiori preoccupazioni. Per tali settori il metano rappresenta il carburante alternativo per eccellenza, impiegato per raggiungere efficacemente gli obiettivi della transizione energetica. Una transizione che deve essere sostenibile da un punto di vista tecnologico, ambientale ed economico.

La rete di distribuzione del gas naturale per autotrazione, inoltre, rappresenta un'eccellenza italiana, con quasi 1500 stazioni di servizio (il 40% della rete Ue) di Cng (metano gassoso) e 103 di Lng (metano liquefatto), che garantiscono il rifornimento di 1 milione di veicoli alimentati a gas naturale, di cui circa 2000 camion a Cng, 3600 a Lng e 5000 autobus.

Gli aumenti del costo della materia prima che si stanno verificando in questi giorni, sottolinea Assopetroli, hanno già portato il prezzo di vendita del metano a superare, in alcuni casi, quello degli altri carburanti liquidi, minando di fatto la sostenibilità del comparto del metano auto, rischiando di vanificare gli effetti degli strumenti incentivanti già in essere e scatenando infine una pericolosa spirale inflattiva per i cittadini. Una misura di sostegno emergenziale e temporanea è quindi indispensabile. La richiesta di Ap-Ae, di una riduzione del 17% dell'aliquota attualmente applicata al gas naturale per auto, sottolinea, "non avrebbe ripercussioni sul bilancio dello Stato, poiché il minore gettito sarebbe ampiamente controbilanciato dall'allargamento della base imponibile, già registrato con l'avvio della nuova stagione termica".

Bruxelles ha rinviato le misure contro gli aumenti

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti:

  • Benzina self service a 1,689 euro/litro (invariato, compagnie 1,696, pompe bianche 1,672), benzina servito a 1,806 euro/litro (invariato, compagnie 1,850, pompe bianche 1,722),
  • Diesel self service a 1,542 euro/litro (+1 millesimo, compagnie 1,550, pompe bianche 1,522), diesel a 1,678 euro/litro (+1, compagnie 1,727, pompe bianche 1,576).
  • Gpl a 0,733 euro/litro (+3, compagnie 0,740, pompe bianche 0,725)
  • Metano a 1,070 euro/kg (+1, compagnie 1,078, pompe bianche 1,063), Gnl 1,567 euro/kg (+24, compagnie 1,547 euro/kg, pompe bianche 1,586 euro/kg).

Più cari i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,784 euro/litro (servito 1,959), gasolio self service 1,655 euro/litro (servito 1,893), Gpl 0,834 euro/litro, metano 1,144 euro/kg, Gnl 1,626 euro/kg.

Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri: benzina a 504 euro per mille litri (+12, valori arrotondati), diesel a 511 euro per mille litri (+17, valori arrotondati). Questi i valori comprensivi di accisa: benzina a 1.232,23 euro per mille litri, diesel a 1.127,91 euro per mille litri.

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