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Martedì, 17 Maggio 2022
La guerra del gas / Russia

Putin strizza l'occhio alle imprese italiane: "Gas a prezzo ridotto" e scoppia la polemica

Il presidente russo in videocall con una delegazione di manager. Il meeting mentre la situazione in Ucraina diventa incandescente. I componenti del Copasir: "Scelta singolare"

Italia e Russia vicine? Fisicamente certamente no, economicamente però sì. Nei primi 9 mesi del 2021 l'interscambio tra i due paesi ha registrato un aumento del 43,89% rispetto allo stesso periodo del 2020 e i dati annualizzati ipotizzano un ritorno ai dati pre crisi. Numeri che spiegano l'incontro, in videocollegamento, tra il presidente Vladimir Putin e una delegazione composta da oltre 16 tra le principali imprese italiane che operano in Russia. L'evento, promosso e organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR) guidata dal presidente Vincenzo Trani, è stata la prima occasione in cui il mondo imprenditoriale italiano ha avuto modo di avere un confronto diretto con Putin. 

Sullo sfondo, ma non esattamente in secondo piano, c'è però la delicata situazione in Ucraina e i riflessi sullo scacchiere internazionale. Gli Stati Uniti sono pronti a imporre controlli sulle esportazioni per settori critici dell'economia russa (e cercano la sponda dell'Ue) se il presidente russo invaderà l'Ucraina (hanno detto chiaramente che ritengono possibile l'uso della forza militare da parte della Russia entro metà febbraio) e stanno lavorando per attenuare gli shock del mercato nel caso in cui la Russia dovesse bloccare le forniture di energia come rappresaglia.

L'incontro

Durante l'incontro, di circa due ore e mezza, organizzato in partnership con il Comitato imprenditoriale italo-russo presieduto da Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, gli imprenditori hanno potuto porre domande, presentare problematiche e dubbi, fino a proporre soluzioni direttamente a Putin. Sul tavolo tem come politiche industriali, innovazione e ricerca, tematiche green.

Putin: "Italia tra principali partner economici"

Lo stesso Putin ha sottolineato che la Russia considera l'Italia come "uno dei suoi principali partner economici" e ha definito il prorio Paese "un affidabile fornitore di risorse energetiche ai consumatori italiani". Putin ha sottolineato che l'Italia è il terzo Paese europeo per interscambio commerciale con la Russia. Durante il periodo della pandemia, ha aggiunto, la situazione non ha permesso di realizzare nuovi progetti e iniziative, ma "possiamo dire con soddisfazione che i nostri Paesi sono riusciti a mantenere la cooperazione economica ad un livello piuttosto alto".

Le compagnie energetiche italiane stanno ricevendo gas russo a "prezzi molto più bassi di quelli di mercato" grazie ai contratti a lunga scadenza con Gazprom, ha aggiunto Putin. I prezzi di mercato, sulla base di contratti spot, sono invece "significativamente aumentati per la stagione invernale e la carenza di offerta", ha aggiunto Putin secondo quanto riporta la Tass

Per Trani, "Mai come in questo periodo storico è fondamentale intensificare il dialogo economico-imprenditoriale tra Italia e Russia. Ritengo che il confronto debba essere aperto, lasciando da parte la retorica politica, al fine di cogliere congiuntamente le opportunità  che una promettente ma ancora incerta ripresa economica può offrire".

La polemica: "Tempistica singolare"

Il meeting arriva in un momento delicato sul fronte degli equlibri internazionali, con gli occhi puntati sull'Ucraina. E non è passato in silenzio. In una nota congiunta i componenti del Copasir Enrico Borghi (Pd), Federica Dieni (M5s) ed Elio Vito (Fi) definiscono "singolare che, proprio mentre in Europa e negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per la situazione ai confini dell'Ucraina e si discute di conseguenti nuove, pesanti sanzioni alla Russia, manager di rilevanti società italiane, anche a capitale pubblico, tengano oggi, all'insaputa della Farnesina, una conference call con dirigenti di importanti società russe e con l'annunciata partecipazione dello stesso presidente Putin. Nella recente relazione sulla sicurezza energetica, approvata all'unanimità il Copasir ha infatti testimoniato come il fattore geopolitico sia decisivo nell'aumentare i rischi di una eccessiva dipendenza dall'estero del nostro Paese negli approvvigionamenti". "Pur comprendendo quindi l'esigenza delle nostre aziende di mantenere buoni rapporti commerciali con le aziende russe - proseguono - riteniamo che questa esigenza, specie in un momento di grande tensione come questo, non possa compromettere la affidabilità transatlantica dell'Italia e la piena condivisione delle decisioni che, anche in relazione agli sviluppi della crisi ucraina, saranno assunte con i nostri storici alleati occidentali".

Dal canto loro, gli imprenditori italiani chiedono di scindere i ragionamenti. "Chiederei al nostro governo di tenere il più possibile fuori le tensioni, perché la Russia è un partner strategico e fisiologicamente portato ad un'integrazione. L'Europa con la Russia i conti li deve fare ma a cominciare dall'approvvigionamento di gas", ribadisce a Sky Tg24 Luigi Scordamaglia, presidente di Filiera Italia. Per contro "come filiere produttive italiane - dice - chiediamo di essere meno dipendenti dall'estero, nei confronti della Russia come di chiunque altro, e non ci piace la risposta solo parziale che è stata data alle nostre istanze con una compensazione del costo energetico basata solo su piccole riduzioni di oneri di sistema. Consolidiamo il rapporto con la Russia perché non si può evitare ma proviamo una volta tanto ad estrarre di più dai giacimenti italiani già in funzione che alle imprese italiane costa un decimo di quello importato".

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