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Sabato, 22 Giugno 2024
i quaderni sul lavoro

Perché gli stipendi degli italiani sono più bassi di quelli dei tedeschi

I bassi livelli di produttività sono spesso associati alla mancata crescita degli stipendi dei lavoratori italiani: perché? Per i Quaderni sul lavoro ne parliamo con Mario Seminerio

Nel dibattito sugli stipendi in Italia è spesso menzionato il termine “produttività”, che viene associato al basso livello di retribuzione, in media, dei lavoratori italiani rispetto agli altri europei, ad esempio, rispetto ai lavoratori tedeschi, spesso utilizzati in questo paragone. Il concetto di produttività è decisamente più astratto rispetto a quello degli stipendi, e per sua natura si presta a semplificazioni e strumentalizzazioni. In realtà si tratta di un indicatore cruciale per capire lo stato di salute di un'economia e che dice molto di quella italiana, anche dei suoi problemi, tra cui proprio il basso livello degli stipendi. Per i Quaderni sul lavoro ne abbiamo parlato con Mario Seminerio, proprietario del blog Phastidio.net e investitore professionale.  

Produttività e pigrizia: di cosa parliamo

Definizione semplice: la produttività misura la capacità di un’azienda di produrre valore in base alle risorse impiegate. Vedremo come la produttività può risultare decisiva per l’economia di un intero Paese. Spesso, però, ci sono dei fraintendimenti sul concetto di produttività, che viene usato per sostenere argomentazioni critiche nei confronti del lavoratore, come ad esempio la pigrizia.

L'andamento della produttività del lavoro in Italia e nell'Unione Europea dal 2007 (Ministero dell'Economia e delle finanze)

"Secondo me c’è una difficoltà ad afferrare il vero significato del termine produttività: molti lo interpretano come se fosse imputabile alla pigrizia dei lavoratori, un’incapacità dei lavoratori a produrre beni e servizi - dice Seminerio a Today - Eh, ma gli italiani lavorano molte più ore dei tedeschi, si dice ingenuamente. Ma la produttività non si legge in base a un ipotetico atteggiamento da scansafatiche: è la somma della dotazione di capitale (computer e strumenti per l’automazione ad esempio) di cui il lavoratore dispone all'interno di un’azienda correttamente organizzata per produrre”.
 
La produttività ha diverse componenti, che insieme permettono a un’azienda di poter più o meno guadagnare e crescere. Un ruolo cruciale è dato dall’investimento in tecnologia, che può aiutare a produrre di più ma in meno tempo : “L’innovazione tecnologica va a vantaggio dei lavoratori, che però devono avere la formazione per usarla - sottolinea Seminerio - La produttività è una somma di cose: dotazione capitale, tecnologia, capacità di organizzare il lavoro, e formazione dei lavoratori (che possiamo chiamare capitale umano) e anche l’esistenza di un sistema paese efficiente, con una Pubblica amministrazione che, ad esempio, risponda in tempi celeri, o con una giustizia che tuteli i diritti di proprietà. Tutto ciò influisce sulla produttività”.

La produttività in Italia

La produttività del lavoro in Italia è cresciuta negli ultimi 30 anni, ma non abbastanza, soprattutto se paragonata agli altri stati europei. Il tutto si inquadra in un’altra stagnazione, quella degli stipendi. Nell’ultimo rapporto dell’Istat sulla produttività pubblicato a dicembre e relativo al periodo 1995-2020, si legge che “nel 2020 il valore aggiunto dei settori produttori di beni e servizi di mercato registra una forte variazione negativa in termini di volume. Alla diminuzione del valore aggiunto contribuisce il calo della produttività totale  - che riflette progresso tecnico, cambiamenti nella conoscenza, variazioni nell’efficienza dei processi produttivi - scesa del 2,7% dopo alcuni anni di lento recupero”. 

Produttività del lavoro in Italia e nei principali paesi europei (Istat)
Il confronto con gli altri stati europei è negativo per l’Italia: Nel periodo 1995-2020, la crescita media annua della produttività del lavoro in Italia (+0,4%) è stata decisamente inferiore a quella sperimentata nel resto d’Europa (+1,5%). Ad esempio, Francia e Germania sono cresciute rispettivamente dell’1,2% e dell’1,3%. Di conseguenza, in Italia è stato prodotto minore valore aggiunto: nel periodo 1995-2020, nel nostro Paese la crescita media annua del valore aggiunto è stata solo dello 0,2%, decisamente inferiore a quella della media europea (+1,5%). Più di recente, nel periodo tra il 2014 e il 2020, la produttività del lavoro in Italia è aumentata dello 0,5% in media annua, rispetto al +1,2% della media europea.

Qual è lo stipendio giusto?

Italia e scarsa produttività: agricoltura, pomodori e Olanda

A questo punto ci si chiederà il perché della scarsa crescita della produttività in Italia, soprattutto rispetto agli altri paesi europei. “Ci sono diverse spiegazioni - premette Seminerio - Il nostro Paese ha un tessuto esteso di aziende molto piccole, rudimentali nell’organizzazione del lavoro e in cui i lavoratori sono adibiti a mansioni semplici. Nell’oceano di piccole e micro imprese italiane ci sono molte aziende marginali che non generano valore aggiunto. In generale, l’economia italiana genera poco valore aggiunto”.

Produttività nei vari settori lavorativi in Italia (Istat)

È un buon esempio mostrare in quali settori la produttività è minore, ad esempio l’agricoltura: “Nell’agricoltura italiana manca un alto livello di automazione e tecnologie, al contrario dell'Olanda, diventata leader nella produzione mondiale di pomodori grazie alle colture idroponiche - dice Seminerio a Today - Mentre qui si parla di quanti immigrati fare entrare nel paese solo per fargli spaccare la schiena per poi liberarcene. È un discorso di arretratezza, ma c’è anche uno svantaggio strutturale per la conformazione orografica dell’Italia che causa una frammentazione della proprietà agricola. Si è preferito tutelare la piccola proprietà con sussidi che hanno causato una limitazione agli investimenti, e di conseguenza, una limitazione oggettiva alla crescita. Ma lo stesso può valere per il settore del turismo”.

Perché la produttività conta

"La produttività è il motivo principale della stagnazione dei salari in Italia"

Le aziende che sono più produttive crescono più in fretta, possono permettersi di investire in tecnologia, ma anche nelle persone, formandole, ad esempio, garantendo migliori condizioni di lavoro, anche con uno stipendio maggiore: “Ad esempio le aziende italiane che si dedicano all’export sono eccellenti, produttive, e sono inserite nella catena del valore tedesco - sottolinea Seminerio a Today - In questo senso la produttività garantisce l’aumento degli standard di vita di un Paese, può aumentare il potere d’acquisto e portare, dunque, a salari più alti. In un contesto come quello italiano con la maggior parte delle aziende a bassa produttività, è fatale: nel medio e lungo termine è più difficile che le retribuzioni crescano, come abbiamo visto”. 

Prodotto interno lordo delle regioni in Italia e in Europa (Eurostat)

Una crescita della produttività è dunque cruciale per avere migliori condizioni di lavoro, con stipendi più alti: “La produttività è il motivo principale della stagnazione dei salari in Italia - precisa Seminerio - C’è anche da dire che è possibile che la scarsa crescita della produttività dipende dalla scarsa sindacalizzazione delle piccole e medie imprese, e della forza di contrattualizzazione. Può esserci una debolezza del fattore lavoro rispetto al capitale, ma si combatte una battaglia di retroguardia: con questa crescita così bassa è ovvio che i salari siano altrettanto bassi".

"Mi pare ci sia un tessuto economico che rischia di essere inadeguatorispetto  al contesto generale - dice Seminerio - In termini di ecologia delle popolazioni l’italia non mi sembra adatta a sopravvivere. Bisogna anche considerare che il nostro paese è in una profonda crisi demografica e se il numero di persone che lavorano diminuisce il nostro paese è condannato a crescere poco .

Aumentare gli stipendi fa bene a tutti (non solo ai lavoratori)

Come si aumenta la produttività: guardare il Giappone

Aumentare la produttività del tessuto produttivo può portare benefici ai lavoratori, soprattutto in termini economici con stipendi migliori: ma come si aumenta la produttività in Italia? “Il problema dell'Italia è il cattivo posizionamento rispetto alle dinamiche economiche globali: ci sono scarsi investimenti in ricerca e sviluppo, il bilancio pubblico non li permette” precisa Seminerio. 

Investimenti in produttività (Ocse)

Riguardo gli investimenti in ricerca e sviluppo, il Piano nazionale di ripresa e resilienza potrebbe dare una mano, a partire dalla digitalizzazione, ma per Seminerio "il Pnrr sembra un miraggio, perché in un paese con una cultura del sussidio improduttivo come il nostro può verificarsi l’assalto ai fondi pubblici, anche ai più qualificati come quelli del Pnrr. La paura è che il Pnrr alla fine dei giochi non farà altro che aggiungere altri miliardi di euro di debito. Se la pubblica amministrazione ammoderna se stessa può non essere una palla al piede del valore aggiunto del paese, se si riuscità a trasformarla potrà mettersi al servizio delle imprese".

Il crollo delle nascite: "In trent'anni 5 milioni di italiani in meno"

 Bisogna anche considerare il declino demografico dell'Italia: sempre meno lavoratori, sempre più pensionati. C'è però chi ha problemi simili a quelli italiani e riesce ugualmente a garantire alti livelli di produttività: "Il Giappone ha avuto un freno alla crescita del Pil in ragione della popolazione, la più anziana al mondo, ma fanno leva su forti investimenti tecnologici e in ricerca e sviluppo - precisa Seminerio a Today - Un Paese può essere in declino demografico ma essere ugualmente sulla frontiera tecnologica, la ricetta c'è". Se dunque in Italia gli stipendi non aumentano bisogna iniziare a ragionare sulla produttività e sulle condizioni che la frenano: il beneficio sarebbe per tutto il Paese.

Aumentare gli stipendi fa bene a tutti (non solo ai lavoratori)

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