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Martedì, 29 Novembre 2022
Caro spesa

Perché ci sono sempre meno prodotti in promozione nei supermercati

Il taglio delle promozioni è una brutta notizia perché molte famiglie riescono a organizzare nel migliore dei modi la principale spesa settimanale proprio grazie ai prodotti in sconto: cosa sta succedendo. In Spagna la proposta di elaborare un paniere di base con prezzi bloccati

Basta fare un giro in qualsiasi corsia di qualsiasi supermercato. Ogni giorno sono sempre di meno i prodotti in promozione nei supermercati. Secondo una recente ricerca di Coldiretti, le famiglie tagliano la quantità di cibo nel carrello e aumentano il ricorso ai discount. Non ci sono molti prodotti alimentari e di largo consumo confezionato che sfuggono ai rincari in questa fase storica, e al contempo i volumi di vendita sono in flessione.

Si intravedono così i primi cambiamenti nella composizione della spesa degli italiani. Dopo la ripresa degli acquisti registrata da Istat nel primo semestre dell’anno, ancora trainata dagli effetti post pandemia (per abbigliamento, trasporti e viaggi è tornato il segno positivo), arrivano i primi segnali di contrazione dei consumi di beni non durevoli. A impattare sul trend, come spiega in una nota congiunturale Ref Ricerche, è il calo della spesa alimentare causato dalla ripresa dei pasti fuori casa, ma anche i forti rincari delle bollette di luce e gas, che stanno spingendo le famiglie a ridurre i consumi di energia per contenere il caro energia.

Il taglio delle promozioni è una brutta notizia perché molte famiglie riescono a organizzare nel migliore dei modi la principale spesa settimanale proprio grazie ai prodotti in sconto. Tuttavia le promozioni dipendono  dalle insegne della Gdo e dell’industria di marca che concordano tra di loro le offerte e la scontistica. La marginalità di entrambe le "parti in causa" è a dir poco sotto pressione a causa della congiuntura internazionale (incertezze legate alla guerra, caro energia, problemi della logistica). Insomma, il rischio è di guadagnare troppo poco se lo sconto è rilevante, e quindi offrire sconti è quasi diventato un lusso. Il deciso taglio della pressione promozionale si spiega "semplicemente" così.

La prima conseguenza evidente secondo i report che circolano i  questi giorni è che i consumatori riducono i volumi dei propri acquisti. L’olio di semi, per esempio, registra una flessione di circa un quinto degli acquisti, alcuni prodotti di carta (tipo i fazzoletti) di quasi 10 punti percentuali, stesso discorso per il burro.

Il tema non è solo italiano. In Spagna c'è stata una dura presa di posizione di supermercati e catene di distribuzione su una proposta anti-inflazione della vicepremier Yolanda Díaz, che proponeva di elaborare un paniere di base con prezzi bloccati: "Irrealizzabile e controproducente”, secondo le tre principali associazioni di categoria, Aced, Aged e Ansedas. Congelare "per decreto" i prezzi di prodotti di prima necessità, in modo da creare un paniere essenziale che garantisca una dieta salutare almeno fino a dopo Natale: di qiesto si parla a Madrid da giorni. La vicepremier ritiene che la responsabilità dell’iniziativa dovrebbe ricadere sui "grandi distributori", perché questi ultimi avrebbero "margine" per poter "ridurre gli utili" temporaneamente senza eccessive ripercussioni, contribuendo così alla protezione delle famiglie e ad evitare impatti insostenibili per i produttori.

Difficilmente se ne farà qualcosa. In Spagna, come in Italia, ogni catena continuerà a operare con scontistiche decise autonomamente. Paesi come Spagna (e in parte anche Italia) sono sempre particolarmente colpiti dall'inflazione galoppante perché gli stipendi medi relativamente bassi significano che le persone spendono una percentuale maggiore del loro reddito per le spese di base.

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