Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Spesometro, la proroga è un giallo: i commercialisti minacciano uno sciopero 

La scadenza del 28 febbraio si avvicina e non è arrivato ancora il decreto attuativo per la proroga al 30 aprile. Commercialisti sul piede di guerra, ma il sottosegretario Bitonci rassicura: "Il provvedimento ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato"

Stanno diventando un caso le proroghe dello Spesometro e dell'Esterometro. La scadenza del 28 febbraio si avvicina e, nonostante uno slittamento della data sembrava mettesse d'accordo tutti, ancora manca il decreto ufficiale firmato dal presidente del Consiglio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Una situazione che ha creato un grave malcontento per gli addetti ai lavori, visto che la proroga al prossimo 30 aprile era stata data per certa, ma a meno di 48 ore dalla scadenza manca il documento formale. Sul piede di guerra soprattutto i commercialisti, che hanno minacciato uno sciopero se non arrivassero novità positive entro i prossimi due giorni. Intanto il sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci ha voluto chiarire che l'iter del documento è in fase conclusiva. Ma prima di approfondire le richieste dei commercialisti andiamo a chiarire cosa sono lo spesometro e l'esterometro.

Cos'è lo Spesometro 

Il cosiddetto spesometro, è una delle comunicazioni obbligatorie che i soggetti titolari di partita Iva, imprese e lavoratori autonomi, sono tenuti ad inviare all’Agenzia delle Entrate. Tale strumento serve a:

  • Verificare se il reddito e gli acquisti, di un soggetto sono coerenti con i redditi dichiarati: stesso obiettivo del redditometro e dei controlli sui conti correnti;
  • Verificare l'emissione delle fatture allo scopo di ridurre le cd. frodi carosello, ossia, l'emissione di fatture false, di limitare i casi di mancata fatturazione a fronte di cessioni di beni e/o servizi.
  • Verificare in tempo reale, attraverso l'invio di tutti dati delle fatture emesse e ricevute e le liquidazioni IVA ossia, il cd. spesometro analitico, i contribuenti che hanno versato l'IVA e quanti no.

Come funziona? Per essere in regola i contribuenti devono comunicare i seguenti dati:

  • Spesometro fatture: è la comunicazione IVA trimestrale fatture emesse, ricevute, note di variazione e bolle doganali. In sede di riconversione in legge del decreto fiscale 193/2016 e con il decreto Milleproroghe, la scadenza per il primo anno di applicazione dello Spesometro fatture è semestrale con soli due invii: primo semestre entro il 18 settembre ed il secondo semestre entro il 6 aprile. Dal 2018, lo spesometro ha scadenza trimestrale ma per effetto del nuovo Decreto fiscale, la scadenza è anche semestrale per opzione, o trimestrale, grazie alle novità scadenze spesometro light.
  • Spesometro liquidazioni periodiche IVA: i contribuenti devono comunicare entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre, tutti i versamenti IVA effettuati per ogni trimestre.

Cos'è l'esterometro

L’esterometro è il nuovo obbligo per i titolari di partiva Iva che parte dal 1° gennaio 2019 contestualmente all’obbligo di emissione della fattura elettronica per le prestazioni effettuate nei confronti degli operatori economici e i consumatori finali. In base alle nuove regole dall’obbligo fatturazione elettronica 2019 sono escluse le fatture emesse e ricevute da e verso soggetti esteri non stabiliti nel territorio dello Stato ma tali dati continuano però ad essere oggetto di comunicazione all’Agenzia delle Entrate, nonostante l’abolizione dello spesometro 2019. In pratica l’esterometro 2019 non è altro che la Comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere di cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. L’invio dell’esterometro è mensile e la sua scadenza è entro l’ultimo giorno successivo a quello di emissione o di ricezione della fattura. 

Proroga spesometro 2019

Come detto ad inizio articolo, il tempo stringe in vista della scadenza del 28 febbraio 2019, valida sia per lo spesometro che per l'esterometro. Il sottosegretario all’economia, Massimo Bitonci, aveva annunciato la proroga al prossimo 30 aprile, così da permettere ai commercialisti ed operatori del settore di lavorare con maggiore tranquillità. Ma senza un decreto attuativo, questa rimane ancora non valida. Se nelle prossime ore non dovesse arrivare questo atteso decreto, la data di scadenza per gli adempimenti da ritenere 'buona' rimarrà giovedì 28 febbraio 2019. 

Proroga spesometro, la protesta dei commercialisti

L'ipotesi di proroga era stata ben accolta dagli addetti ai lavori, ma la mancanza di ufficializzazione ha mandato su tutte le furie i commercialisti che, attraverso un comunicato di ADC (Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) e ANC (Associazione Nazionale Commercialisti), hanno manifestato il loro disagio, minacciando anche uno sciopero:  Oltre alle difficoltà quotidiane di gestione degli studi professionali e all’annosa rincorsa delle innumerevole scadenze imposte, la professione vive oggi un continuo smembramento delle proprie competenze a favore di altre figure professionali.  Basti pensare all’ormai prevalente riconoscimento dell’iscrizione al Registro dei revisori legali, condivisa da quasi tutti i commercialisti ma pur sempre autonoma rispetto all’Albo professionale, si pensi ancora ai registri o elenchi istituiti o istituendi per lo svolgimento di alcune attività, già comunque rientranti nelle competenze previste dall’ordinamento professionale.

I commercialisti fanno leva sul difficile momento che sta attraversando la categoria, per poi arrivare alla proroga dello spesometro:  "Sono trascorsi giorni dall’annuncio della proroga al 30 aprile dello spesometro e dell’esterometro da parte del Sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci eppure, ad oggi, ancora nessun provvedimento ufficiale dispone lo slittamento dei termini, provvedimento che, evidentemente, si impone nei confronti di professionisti e contribuenti che devono avere certezze".

"Certezze che latitano anche sul fronte della fattura elettronica, rispetto alla quale l’Amministrazione finanziaria non sembra avere la consapevolezza delle gravi criticità esistenti che dovrebbero indurre a rivedere il sistema nel suo complesso, anziché interpretare in modo distorto dati e statistiche sulla fattura elettronica unicamente per presentare una situazione che non corrisponde affatto a quella reale".

"Alla luce di una condizione divenuta insostenibile - prosegue il comunicato - le Associazioni ADC e ANC, riunite in confederazione, intendono dare seguito alla proclamazione di una astensione collettiva della categoria, avviando le procedure formali previste dallo specifico codice di autoregolamentazione, per il periodo 29 aprile/3 maggio 2019".

Proroga spesometro ed esterometro: la conferma di Bitonci

"Voglio rassicurare i tanti addetti ai  lavori, commercialisti in primis: il provvedimento di proroga al 30  aprile prossimo delle scadenze fiscali previste per il 28 febbraio è  pronto ed è alla firma del Presidente Conte''. Così il sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci, che lo scorso 13 febbraio, in chiusura di un  tavolo tecnico per affrontare le criticità derivanti dall'accavallarsi delle scadenze fiscali del mese di febbraio, ne aveva annunciata la  proroga. Si tratta delle scadenze relative al primo trimestre 2019  dell'esterometro e del secondo semestre 2018 dello spesometro.  

''Ieri il provvedimento ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria  Generale dello Stato e la firma del Ministro dell'Economia, Giovanni  Tria - precisa Bitonci -. In giornata, con la firma del Presidente del Consiglio e la registrazione presso la Corte dei Conti l'iter verrà  concluso''.

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