Venerdì, 30 Ottobre 2020

Medici di famiglia in piazza: "Chiameremo la politica alle sue responsabilità"

La protesta contro la "pioggia di emendamenti” al Decreto legge Rilancio “che, in maniera diretta o indiretta, mettono in discussione quella figura medica che, per ammissione generale, ha avuto un ruolo cardine nell'emergenza Covid”, secondo il segretario generale Fimmg Scotti

Una valanga di emendamenti al Decreto legge Rilancio sulla medicina generale e sulle cure primarie rischiano di rendere marginale la figura del medico di famiglia. Lo denuncia il segretario generale Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti che spiega che i camici bianchi sono pronti a scendere in piazza: "Utilizzeremo tutti i mezzi per far capire ai nostri pazienti di cosa parliamo e chiameremo la politica alle sue responsabilità"

"Tutto cambia perché nulla cambi. Ma noi siamo pronti a scendere in piazza"

Per Scotti si è infatti intrapresa una deriva in campo sanitario e dopo tutti i morti per Covid si starebbe consumando un delitto contro il Servizio sanitario nazionale dichiarando di volerlo potenziare. "Altro che rilancio - spiega Scotti - se non si intervenisse in un vero rilancio della offerta territoriale partendo dalla medicina generale i cittadini perderebbero la loro vera unica possibilità di esercitare il diritto a scegliere il medico di famiglia a cui affidare sé stessi e i propri cari. Questa crisi sanitaria potrebbe essere l'occasione per ripensare, con la testa al futuro, al nostro prezioso Ssn. Invece lo spirito che emerge da quanto stiamo vedendo e che comunque il sistema attuale non vuole perfezionarsi ma replicare sé stesso. Citando Albert Einstein 'La vera crisi è la crisi dell'incompetenza'.

Le ragioni della protesta dei medici di famiglia

L'attenzione della Fimmg si concentra sull'articolo 1 del decreto Rilancio "che poco o niente già determinava per la medicina generale", vista la "pioggia di emendamenti che, in maniera diretta o indiretta, mettono in discussione quella figura medica - continua Scotti- che, per ammissione generale, ha avuto un ruolo cardine nell'emergenza Covid".

"Sono i medici della medicina generale che in Lombardia hanno pagato il più alto prezzo di morti tra i camici bianchi, e sono sempre i medici della medicina generale ad aver rivestito, in Veneto come in altre parti del Paese, un ruolo fondamentale per il contenimento del contagio. Contribuendo efficacemente ad evitare il collasso delle strutture di terapia intensiva e rianimazione".

Le unità speciali di continuità assistenziali

"Elencare tutti gli emendamenti proposti porterebbe ad una lista infinita - dice Scotti - ma sostanzialmente gli effetti prodotti sono la marginalizzazione del ruolo del medico di medicina generale, l'azzeramento della formazione specifica in medicina generale, la sottoutilizzazione del fascicolo sanitario elettronico e un'inefficace e subdolo tentativo di passaggio alla dipendenza dei medici della medicina generale. In particolare, per quel che riguarda la marginalizzazione del ruolo dei medici di medicina generale, l'alibi del rilancio del distretto porta a sfruttare le Unità speciali di continuità assistenziali (Usca, concepite come utili e utilizzabili dal medico di medicina generale) e le dotazioni infermieristiche per sostituire, e non potenziare, il medico di famiglia nella gestione della cronicità e della fragilità. Inoltre il passaggio alla dipendenza dei medici di medicina generale palesa la voglia di 'gerarchizzare' i medici di famiglia".

La formazione medica

Sulla formazione specifica in medicina generale "siamo al ridicolo - spiega Scotti-  In alcuni atti, apparentemente, si qualificano equipollenze con specialità universitarie, proponendo scenari di altre eguaglianze che apriranno di nuovo il territorio, più che a giovani, allo spostamento di medici dall'ospedale. In altri atti ci sono proposte di sanatoria per l'accesso all'esercizio della medicina generale, mancando di rispetto alle decine di migliaia di giovani che a questo punto, contro tutto e tutti, hanno creduto a valori di merito e di scelta univoca. Giovani che avrebbero bisogno di ben altre qualificazioni piuttosto che di un goffo tentativo di cambiare tutto senza veri investimenti dedicati a quest'area. Unica eccezione un tentativo di aumento del finanziamento delle borse a firma Pd".

Il fascicolo sanitario

Sull'informatizzazione e fascicolo sanitario, "le proposte hanno come visione comune l'obbligo di usare piattaforme e algoritmi con flussi di fatto unidirezionali. Questo significa - spiega ancora Scotti - che i medici di medicina generale o il pediatra di libera scelta alimentano i sistemi, ma non ne ricevono nessun ritorno in tema di ricoveri, visite specialistiche presso distretti o strutture ospedaliere.

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