Lunedì, 19 Aprile 2021

Un milione di imprese italiane lavora per la pubblica amministrazione: "Ma quanti ritardi"

I ritardi nei pagamenti sono spesso insostenibili, ma con i suoi 140 miliardi di euro di commesse all'anno, la Pa resta la principale cliente. Cgia: "Perché non ricorrere alla nuova versione del Mes, anche per liquidare i fornitori delle nostre aziende ospedaliere?"

La puntualità dei pagamenti è una chimera. Ma con i suoi 140 miliardi di euro di commesse all'anno, pari a circa l'8 per cento del Pil nazionale, la Pa resta la principale cliente di una parte importante delle imprese italiane: in termini assoluti, infatti, le aziende che lavorano per gli enti statali sono circa un milione. A fare la stima è la Cgia di Mestre che teme come a breve la Ue possa comminare all'Italia una maximulta come quella sulle quote latte, 2 mld di euro, per i cronici ritardi con cui la Pa paga le aziende; un malcostume, questo, "ancora molto diffuso".

Per questo gli artigiani mestrini propongono: "Perché non ricorrere alla nuova versione del Mes, anche per liquidare i fornitori delle nostre aziende ospedaliere?'' Non solo. Nel mirino della Cgia anche lo split payment, "sicuramente efficace nell'impedire che l'imprenditore disonesto non versi l'Iva all'erario, che ha però provocato molti problemi finanziari a tutti coloro che con l'evasione, invece, nulla hanno a che fare; vale a dire la quasi totalità delle imprese che lavora per la Pa" .

"La nostra Pa non solo paga con ritardi spesso ingiustificabili, ma quando lo fa non versa più l'Iva al proprio fornitore. Pertanto, le imprese che lavorano per lo Stato, scontano anche il mancato incasso dell'imposta che, pur rappresentando una partita di giro, consentiva alle imprese di avere maggiore liquidità per fronteggiare i pagamenti correnti. Altresì, con l'introduzione dello split payment, i fornitori si trovano a credito di Iva, in quanto l'imposta sul valore aggiunto che pagano quando effettuano gli acquisti di beni e servizi non è più compensata da quella incassata sulle fatture attive. Paradossalmente - conclude la Cgia- con una dimensione di crediti Iva importanti, molte aziende finanziano indirettamente lo Stato''.

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