Domenica, 18 Aprile 2021
Italia

"Pressione fiscale destinata a crescere": le previsioni che spaventano il governo

La nota di aggiornamento del Def è prevista per il prossimo 27 settembre: sarà questo il giorno chiave per capire l'Italia del 2019 e i vincoli entro cui si potrà muovere il governo nell'elaborare la prossima manovra

Con il Pil in frenata, rispetto alle previsioni elaborate dai principali istituti economici qualche mese fa, già da quest'anno la pressione fiscale sui contribuenti italiani è destinata a crescere, ma per la conferma bisognerà aspettare la Nota di aggiornamento al Def che verrà pubblicata dal governo entro il 27 settembre. Lo rileva la Cgia di Mestre.

Come spiega l'associazione delle piccole e medie imprese, in seguito del rallentamento del Pil, "è molto probabile che nel 2018 la pressione fiscale sarà superiore al 42,2 per cento previsto a inizio anno.

"Se dovesse tornare a salire addirittura oltre il risultato conseguito nel 2017, invertiremmo la tendenza che era iniziata nel biennio 2012-2013, anni in cui la pressione fiscale nazionale aveva toccato il record storico del 43,6 per cento", osserva il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo.

Quali tasse potrebbero aumentare

Tra le imposte che gravano maggiormente sui contribuenti italiani ricordiamo quelle sul reddito (Irpef e addizionali comunali/regionali Irpef) che alleggeriscono le tasche delle persone fisiche (lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti, pensionati, etc.) per circa 186,5 miliardi di euro all'anno. Anche le società di capitali (Spa, Srl, etc.) sono sottoposte ad un prelievo sul reddito (Ires) significativo che vale circa 34 miliardi di euro all'anno.

''Per ridurre strutturalmente le tasse dobbiamo in misura corrispondente tagliare la spesa pubblica improduttiva - segnala il segretario della Cgia Renato Mason - e nonostante gli effetti della spending review siano stati inferiori alle attese, il carico fiscale complessivo ha iniziato a scendere. Certo, se da qualche anno avessimo abbracciato la strada del federalismo fiscale, molto probabilmente la contrazione sarebbe stata maggiore".

Gli effetti delle riforme del governo Renzi/Gentiloni

Se dal 2011 abbiamo subito un costante aumento del prelievo fiscale, a partire dal 2014 si è invertita la tendenza, anche se la stragrande maggioranza dei benefici introdotti dal governo Renzi/Gentiloni non ha interessato il popolo delle partite Iva, in particolar modo coloro che non hanno dipendenti che, tra gli artigiani e i commercianti, sono il 70% del totale. Pertanto, questo mondo produttivo, piegato dalla crisi dei consumi, dalle tasse eccessive e dalla stretta creditizia praticata dalle banche, attende con grande fiducia l'introduzione della flat tax che dovrebbe avvenire con la prossima legge di Bilancio.

Impresa Italia,un paese che si regge su autonomi e eroi del lavoro 

E nonostante la dimensione aziendale di queste realtà sia molto contenuta, il contributo fiscale ed economico reso al Paese è rilevantissimo. In materia di imposte e tasse, ad esempio, nel 2017 i lavoratori autonomi e le piccolissime imprese (per intenderci solo quelle sottoposte agli studi di settore), hanno versato al fisco 43,9 miliardi di euro (pari al 53 per cento del totale delle principali imposte versate dal sistema economico). Tutte le altre, prevalentemente medie e grandi imprese, hanno invece corrisposto ''solo'' 39,6 miliardi (il 47 per cento del totale)

Ecco tutte le misure che il governo si appresta a varare

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