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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Tasse e carburanti

Quanto incidono le tasse sul caro carburanti e cosa si può fare

I prezzi del carburante continuano ad aumentare: si pensa a delle soluzioni che però potrebbero non bastare

La guerra in Ucraina va avanti e il prezzo del carburante continua a salire. Uno degli strumenti per far fronte a un aumento così deciso dei prezzi è la diminuzione delle tasse sulla benzina carburante, una delle componenti che pesano di più. Ma potrebbe non bastare.

Quanto pesano le tasse sul carburante?

Le tasse sul carburante in Italia sono alcune delle componenti che pesano di più sulla formazione del prezzo finale, fatto di 3 parti: 

  • Il prezzo netto, ossia a quanto viene venduto senza tenere conto delle tasse applicate;
  • L'Iva, l'imposta sul valore aggiunto applicata al prezzo netto, in questo caso al 22%;
  • Le accise, un'altra tassa governativa sulla produzione e vendita dei beni di consumo.

L'aumento dei prezzi del carburant nella rilevazione del Mite

L'Iva e le accise sono le componenti più importanti del prezzo del carburante. Ad esempio, nell'ultimo aggiornamento del Ministero per la transizione ecologica (Mite) sui prezzi dei carburanti, un litro di benzina costava 1,953 euro, di cui circa 72 centesimi di accise e 35 centesimi di Iva. Il prezzo depurato dalle tasse era di 87 centesimi. Dunque, le tasse costituiscono quasi il 55% del prezzo della benzina.

Il prezzo del carburante: a che punto siamo

Rispetto alla settimana precedente, i prezzi dei carburanti sono aumentati ancora. Il prezzo della benzina è aumentato di 8 centesimi, che è arrivata a costare 1,953 euro al litro in media tra il 28 febbraio e 6 marzo scorso, secondo la rilevazione del Mite. In alcuni casi anche oltre i 2 euro, rispetto al prezzo di 1,870 euro al litro della settimana precedente. Stesso problema per il gasolio, che soffre un rialzo identico a quello della benzina. Più 8 centesimi, arrivando a 1,829 euro al litro rispetto a 1,740 euro della settimana tra il 21 e il 27 febbraio. Aumenta anche il gasolio per il riscaldamento, che sale a poco più di 15 centesimi: 1.715,92 euro al litro da 1,565 euro della settimana prima. Da inizio anno, la benzina ha subito un rincaro del 13,3%, il gasolio del 15,2%. 

Il presidente dell’Unione nazionale consumatori ha detto che "il Governo continua il suo lungo letargo sul caro carburanti, facendo finta di niente, così da poter incassare in silenzio milioni aggiuntivi grazie all'Iva. Ma ora con la guerra in Ucraina o si sveglia e frena il decollo dei prezzi dovuto ai beni energetici o l'inflazione travolgerà le famiglie e il loro potere d'acquisto". Per il 19 marzo è stato annunciato uno sciopero nazionale dei Tir, promosso dall'Unione delle associazioni dell'autotrasporto.

Cosa si può fare per abbassare il prezzo dei carburanti?

Il Governo ha lavorato per limare i rincari energetici e delle novità positive potrebbero arrivare dalla legge di conversione del cosìddetto "Decreto bollette", anche se non risolutive: "Speriamo che ci siano risorse aggiuntive, sarebbe davvero opportuno - ha detto il relatore del disegno di legge alla commissione Attività produttive della Camera Luca Squeri (Forza Italia), a margine dei lavori - Bisogna però confrontarsi col Governo, cosa che faremo nei prossimi giorni.  Proporrò la sterilizzazione dell'Iva sui carburanti, perlomeno per l'Iva aggiunta rispetto agli aumenti. Comincia ad essere una cifra significativa, 10 centesimi al litro, è poco rispetto all'impennata dei prezzi ma almeno è qualcosa" aggiunge. 

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