Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoratori penalizzati

Contatto "ad alto rischio": gli effetti sulla busta paga

L'indennità per equiparare la quarantena alla malattia non è stata (ancora) rifinanziata. Il ministro del lavoro Orlando ha promesso che porterà il tema al prossimo consiglio dei ministri. A che punto siamo

Che ne sarà dell'indennità di malattia per chi è in quarantena? A inizio agosto l'Inps aveva reso noto che - a causa del mancato rifinanziamento della misura - la quarantena dei dipendenti del settore privato non è più considerata malattia e quindi l'assenza non è più a suo carico: l'istituto, in particolare, ha chiarito che l'indennità di malattia per quarantena Covid non può essere erogata per gli eventi relativi al 2021, ma solo per tutto il 2020 nel limite delle risorse stanziate. Un bel problema per chi è costretto a rimanere a casa perché entrato in contatto con un caso positivo di Covid-19 e non può lavorare in smartworking.

La circolare del ministero della Salute dell'11 agosto scorso stabilisce un periodo di isolamento fiduciario pari a 14 giorni per i contatti sintomatici ad alto rischio (oppure con la presentazione di un tampone negativo sette giorni per i chi ha completato il ciclo vaccinale e dieci giorni per i non vaccinati. Chi ha avuto un contatto a basso rischio (ad esempio ha avuto un contatto diretto e ravvicinato con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti) non deve invece osservare un periodo di isolamento fiduciario.

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Un altro aspetto che va sottolineato è la disparità di trattamento tra i dipendenti del pubblico e quelli del privato: se i primi, in caso di isolamento fiduciario, hanno diritto alla retribuzione piena, i secondi devono pagare di tasca loro. A meno che non arrivino novità.

L'apertura di Orlando al rifinanziamento dell'indennizzo

Per l'anno 2020, al fine di equiparare la quarantena alla malattia, era stata stanziata una somma di oltre 660 milioni di euro. Soldi che però sono già stati spesi. E ora? Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha di recente aperto alla possibilità di ulteriore finanziamento per non penalizzare troppo i dipendenti che non posso lavorare in smartworking e si ritrovano a dover stare a casa.

"Avevamo segnalato la questione nell'ultimo scostamento" ha detto il ministro alla Festa dell'Unità di Modena, "purtroppo non si sono trovate tutte le risorse necessarie. Io credo che nel frattempo siano maturate le condizioni perché alcune risorse impegnate in altre direzioni possano essere utilizzate in questo senso. Credo che ci possa essere una risposta se tutto il governo sarà d'accordo abbiamo una valutazione assolutamente favorevole a consentire che la quarantena sia considerata una malattia e che non gravi sui lavoratori e sulle imprese".

Ad ogni modo secondo Orlando della questione "se ne riparlerà al prossimo Consiglio dei ministri. Penso che possiamo affrontarla e risolverla". Un'apertura accolta con favore da sindacati e associazioni di categoria che avevano protestato con veemenza dopo la notizia della mancata proroga della misura. Intanto l'Unione Sindacale di Base, dopo aver scritto la settimana scorsa a Draghi e Orlando chiedendo un incontro urgente, ha organizzato per giovedì 2 settembre un sit-in davanti al Ministero dell'Economia e Finanze.

"Ribadiremo al ministro Franco, e per conseguenza a tutto l'Esecutivo - si legge nella nota del sindacato -, che la quarantena va retribuita alla stregua della malattia e che il governo deve stanziare senza esitazione alcuna i fondi necessari all'Inps per la copertura previdenziale, come già fatto per l'anno 2020".

I rischi legati diffusione del contagio

Se la situazione non dovesse sbloccarsi, ai dipendenti non resterà che fare i conti (in caso di quarantena) con una decurtazione dello stipendio a meno che, come in qualche caso già avviene, non siano i datori di lavoro a farsi carico dell'ammanco. Il problema potrebbe però non riguardare solo la sfera economica, ma anche quella sanitaria. Più di qualcuno ha fatto notare che la mancata equiparazione della quarantena alla malattia potrebbe disincentivare i lavoratori a segnalare i contatti a rischio.

Quanto potrebbe costare la quarantena ai lavoratori

Ma quanto rischia di costare la mancata retribuzione della quarantena? Il Sole 24 ore ha calcolato che ai dipendenti non vaccinati potrebbero mancare fino a 461 euro netti in busta paga, mentre per chi è vaccinato, e ha la quarantena ridotta a 7 giorni, la perdita è stata stimata in 321 euro. Uninpresa è più pessimista. "Senza il riconoscimento della prevista indennità per le malattie, anche per la quarantena legata al Covid, i lavoratori rischiano di perdere tra i 500 euro e 1.000 euro al mese in busta paga, secondo la durata dell'assenza, correndo altresì il rischio che gli stessi lavoratori non denuncino la loro positività per non avere decurtazioni, con conseguenze socio-sanitarie disastrose. Senza l'intervento del Ministro - dichiara il consigliere nazionale di Unimpresa, Giovanni Assi - l'importo sarebbe di fatto scaricato sulle casse delle aziende e si tratterebbe di una penalizzazione inaccettabile".

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