Mercoledì, 14 Aprile 2021

Quota 100, si sta per sfondare il muro delle 20mila domande: Roma e Napoli "in testa"

Le domande all'Inps sono già decine di migliaia: ma sindacati, Comuni e Corte dei Conti sottolineano tutto quello che "non va" nella parziale riforma del sistema pensionistico

Sta per essere "sfondata" la soglia di 20mila domande presentate per il pensionamento con quota 100, secondo l'ultimo aggiornamento dell'Inps alle ore 19 di lunedì. In dettaglio ammontano a 19.806 le domande presentate in via telematica. Roma si conferma al primo posto con oltre 1.700 domande, seguita da Napoli con 976 e poi Milano con 698. A seguire Palermo e Catania che superano la soglia delle 600 domande. Le polemiche e le questioni aperte su alcuni aspetti della norma non sono però superate.

"Crediamo sia profondamente sbagliata e discriminante la previsione di differire il pagamento del Tfs ed il Tfr ai lavoratori del settore pubblico con un ritardo che può arrivare a 7 anni. I dipendenti pubblici devono avere gli stessi tempi di liquidazione del tfs/tfr dei lavoratori privati". E' quanto sostengono i sindacati nel corso di un'audizione in Senato sul cosiddetto 'decretone' con reddito di cittadinanza e quota 100. "Del tutto insufficiente - affermano Cgil, Cisl e Uil - è la soluzione individuata nel decreto-legge in esame di prevedere un prestito finanziario tramite il sistema bancario. Inoltre, con questo meccanismo vengono discriminati i dipendenti pubblici assunti dopo il 2000 ai quali si applica il regime del trattamento di fine rapporto (Tfr) perché l'agevolazione fiscale ad essi non è applicabile".

Quota 100, sindacati: "Penalizza donne e lavoratori del Centro Sud"

Quota 100 inoltre per i sindacati, "costituisce una opportunità per lavoratori con carriere continue e strutturate, ma sarà meno accessibile per i lavoratori del Centro Sud e del tutto insufficiente per le donne, per i lavoratori con carriere discontinue o occupati in particolari settori occupazionali caratterizzati da discontinuità lavorativa, come il settore agricolo o quello dell`edilizia, nei quali raramente un lavoratore raggiunge i 38 anni di contribuzione". In particolare, sottolineano, "per le lavoratrici è necessario prevedere che il requisito contributivo riconosca la maternità ed il lavoro di cura". Per Cgil, Cisl e Uil è, invece, "necessario introdurre la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione a prescindere dall`età; in tal senso l`abrogazione degli incrementi automatici dell`età pensionabile per le pensioni anticipate è un primo passo nella giusta direzione, ma, al contempo, la finestra mobile di 3 mesi introdotta pospone la decorrenza della pensione e depontenzia l`effetto positivo".

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Quota 100, tutti i dubbi della Corte dei Conti

La Corte dei Conti torna a sottolineare alcuni aspetti legati alla partenza di Quota 100 che potrebbero diventare un problema nel futuro prossimo. L'obiettivo di creare nuove occasioni per i giovani con il pensionamento legato a quota 100 è "condivisibile" ma "di non semplice conseguimento" anche perché "gli auspicati meccanismi di sostituzione dei pensionati che anticipano l'uscita dal lavoro con nuove assunzioni sembrano non trovare conferma negli studi che pongono in relazione, per i diversi paesi, l'età di uscita dal mondo del lavoro con la quota di occupazione giovanile". Lo dice il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nel corso di un'audizione alla Commissione lavoro del Senato. Secondo Buscema, la creazione di debito pensionistico potrebbe comportare nel sistema aspettative di rialzo degli oneri sociali per riequilibrare lo scompenso generato" che "potrebbe tradursi in aspettative di crescita del costo del lavoro con effetti negativi sulla domanda di lavoro".

Pensioni, la recessione mette a il rischio il sistema di "quota 100"

Così l'impatto di quota 100 sui conti pubblici "è significativo sia se considerato in termini di deficit e debito pubblico dei prossimi tre anni (circa 17 miliardi), sia se considerato in termini di crescita del cosiddetto debito pensionistico implicito. In un sistema che eroga prestazioni con ancora elevate componenti retributive - ha aggiunto - l'anticipo dell`età di pensionamento rispetto a quella ritenuta congrua con l'equilibrio attuariale e intergenerazionale comporta sia esigenze di cassa, cioè maggiore spesa immediata, sia debito implicito, in quanto la componente retributiva del trattamento non viene corretta per tener conto della maggiore durata della prestazione".

Bongiorno rassicura i Comuni sulle assunzioni

 "Con 'quota 100' il settore pubblico, amministrazioni centrali, Regioni e Comuni non subirà alcuna penalizzazione qualitativa e non ci sarà alcun problema nell'erogazione dei servizi essenziali per i cittadini e per le imprese". E' quanto dichiara il ministro per la Pa, Giulia Bongiorno. "Stiamo esaminando, - prosegue il ministro - con grande attenzione, le sollecitazioni e le richieste che ci arrivano dall'Anci e stiamo di conseguenza valutando la possibilità di inserire, in sede di conversione parlamentare del cosiddetto 'decretone', una disposizione che permetta ai Comuni di effettuare, in situazioni emergenziali, una tempestiva sostituzione del personale in uscita".

"Siamo ottimisti. -Con 'quota 100' avremo una Pa più giovane, un ricambio anche generazionale dei dipendenti pubblici, e nuove opportunità per implementare negli uffici la digitalizzazione essenziale per una svolta effettiva del Paese" conclude Bongiorno.

'Quota 100' rischia infatti secondo i primi calcoli di svuotare il personale dei Comuni italiani. Complice il blocco del turnover degli anni passati, l'età media dei dipendenti comunali è piuttosto alta basti pensare che, secondo ricerche recenti, il 61% del personale ha oltre 50 anni. Ecco allora che la potenziale platea di coloro che potranno beneficiare delle nuove norme varate dal governo sulle pensioni rischia di provocare un autentico "esodo" che, secondo le stime dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani, potrebbe arrivare fino a 50mila dipendenti in uscita, la maggior parte dei quali dirigenti. Personale che, stando alle norme attuali, non potrebbe essere rimpiazzato nello stesso anno dell'uscita per quiescenza.

In pensione a 63 anni, l'alternativa a quota 100 esiste (ma non è per tutti) 

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