Giovedì, 6 Maggio 2021

Pensioni, l'ipotesi Quota 100 penalizzata con tagli agli assegni

Allo studio del governo un meccanismo flessibile per consentire le uscite a partire da 62 o 63, anni di età con un’anzianità contributiva minima di 36 o 38 anni con penalizzazione

Foto di repertorio

Per superare Quota 100 il governo studia un meccanismo flessibile per consentire l'uscita dal lavoro a partire da 62 o 63 anni di età con un'anzianità contributiva minima di 36 o 38 anni e una penalizzazione con l’aggancio pieno al sistema contributivo “puro”, sotto forma di riduzione del trattamento del 2,8-3% per ogni anno di anticipo rispetto alla soglia del pensionamento di vecchiaia (67 anni). Il Sole 24 Ore spiega oggi che la proposta potrebbe essere portata sul tavolo con i sindacati in programma per martedì 8 settembre. 

L'ipotesi Quota 100 penalizzata con tagli agli assegni

Secondo il quotidiano di Confindustria il meccanismo potrebbe diventare anche uno degli strumenti da usare insieme agli ammortizzatori per gestire le crisi aziendali, soprattutto dopo che sarà stato spento l'attuale semaforo rosso ai licenziamenti. 

Una soluzione improntata al ritorno alla flessibilità in uscita non dovrebbe essere sgradita ai sindacati, che in prima battuta difenderanno comunque il loro progetto di quota 41, ovvero garantire a tutti i lavoratori, a partire dai cosiddetti “precoci”, il diritto al pensionamento con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica. Ma, al di là delle rispettive posizioni, le parti dovranno fare i conti con almeno due convitati di pietra: gli eventuali costi delle proposte in campo e il ripristino dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, che è stato bloccato fino al 2026 dall’esecutivo giallo-verde Conte 1 con l’introduzione di Quota 100.

Nel primo caso non si dovrebbe partire da zero, visto che si potrebbe attingere ai 3-4 miliardi di minor spesa che dovrebbero essere assicurati dall’appeal inferiore alle attese mostrato fin qui proprio da Quota 100, a meno che il confronto non orienti queste risorse su altri interventi presenti nel menù della trattativa, come ad esempio la creazione di una pensione di garanzia per i giovani, considerata prioritaria dai sindacati e dallo stesso Governo. Più arduo da superare, invece, appare lo scoglio del ripristino del collegamento diretto tra uscite e speranza di vita.

Intanto Matteo Salvini promette battaglia proprio sull'argomento: "Tra le richieste dell'Europa per darci i fondi c'è quella di cancellare Quota 100. Prometto che faremo le barricate perché non si torni alla legge Fornero".

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