Quota 100 "a tempo" e Reddito di Cittadinanza "da trasformare": verso la manovra Pd-5s

Tra annunci, smentite e mezzi passi indietro il dibattito tra i nuovi alleati di governo è sempre più acceso: l'ex ministro Padoan rispolvera il reddito di inclusione mentre Catalfo apre a "miglioramenti". A rischiare di più sono le pensioni

Il neo ministro del lavoro Nunzia Catalfo

Reddito di CittadinanzaQuota 100 resteranno anche con il nuovo governo? Tra annunci, smentite e mezzi passi indietro il dibattito è sempre più acceso anche alla luce delle differenti impostazioni portate avanti dalle forze politiche che compongono la nuova maggioranza. 

Partito Democratico e Movimento 5 stelle hanno infatti idee diverse in merito alle due principali misure introdotte nell'ultima manovra economica. Il neo ministro della Lavoro, la pentastellata Nunzia Catalfo, a margine del dibattito sulla fiducia al nuovo governo al Senato ha difeso rdc e quota 100 ma era difficile aspettarsi altro da lei che del reddito di cittadinanza era stata la prima firmataria già nel 2013. Eppure vi sono spazi per "ridiscutere" le misure. Catalfo ha infatti chiarito come entrambe le misure possano essere migliorate, puntando in particolar modo sul rafforzamento "delle politiche attive e dei Centri per l'impiego", parte integrante della fase 2 del Rdc

Tuttavia poche ore prima era stato un importante esponente del Partito Democratico, l'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, a spiegare durante un intervento a Radio Capital, come in particolar modo la riforma delle pensioni sia stata una misura sbagliata. 

"Penso che quota 100 sia una misura sbagliata, non perché non bisogna agevolare chi ha i requisiti per anticipare la pensione ma le cose si possono fare in altri modi".

Quota 100, nonostante l'accordo potrebbe essere a tempo

Padoan spiega che Quota 100 indebolirebbe la sostenibilità di lungo termine dei conti pubblici e dei conti previdenziali. 

"Inoltre non è affatto detto che possa far aumentare l'occupazione giovanile".

Come rimarca l'esponente dem la riforma delle pensioni è una misura strutturale ma necessita di essere finanziata. E il "decretone" ne assicura una sostenibilità solo per altri due anni.

Per questo l'ex ministro sostiene una eliminazione graduale di quota 100 con una "transizione leggera", ma comunque che possa garantire che il prepensionamento possa essere "tolto di mezzo".

E il reddito di cittadinanza? Anche sulla misura cara al Movimento 5 stelle l'ex ministro Padoan ci va tutt'altro che leggero: "Ho sempre detto che è contro la banale logica economica cercare di fare con lo stesso strumento due cose, aiutare i redditi delle persone più deboli e mettere in moto il meccanismo di ricerca sul mercato del lavoro".

Per questo Padoan suggerisce ai nuovi colleghi di governo di rispolverare la logica alla base del reddito di inclusione.

"Bisogna aiutare chi è ai margini del meccanismo di crescita, e questo lo faceva il REI. Quanto al mercato del lavoro, meccanismi di aiuti a chi cerca lavoro devono essere disegnati e fatti in modo accurato ma non necessariamente con uno strumento che si chiama reddito di cittadinanza".

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