Mercoledì, 14 Aprile 2021

Pensioni Quota 100, le (possibili) novità per gli statali su Tfr e Tfs

Il ministro Giulia Bongiorno: "Prima i lavoratori della P.A. dovevano aspettare due o tre anni per avere la loro liquidazione; adesso nell'immediatezza avranno la possibilità di avere subito un gruzzoletto del loro Tfr/Tfs che probabilmente arriverà a 45mila euro"

"Con quota 100 abbiamo sanato una gravissima discriminazione che c'era tra dipendenti privati e dipendenti pubblici. Prima i lavoratori della P.A., una volta andati in pensione, dovevano aspettare due o tre anni per avere la loro liquidazione; adesso nell'immediatezza avranno la possibilità di avere subito un gruzzoletto del loro Tfr/Tfs che probabilmente arriverà a 45mila euro". Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, intervenendo a "Uno Mattina", su Rai Uno.

Con il decreto legge che introduce la Quota 100 e blocca i requisiti per la pensione anticipata, i dipendenti pubblici potranno percepire cospicui anticipi del Tfr e del Tfs in tempi molto ristretti, evitando il differimento: i dettagli però devono essere ancora perfezionati.

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Il ministro Bongiorno continua: "E poi, grazie a quota 100 avremo finalmente un bel ricambio generazionale, che ci serve anche per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Questo è il primo governo che sblocca il turnover. Avremo un turnover, già previsto dalla legge di bilancio, al 100%: per uno che esce avremo uno che entra. E contemporaneamente abbiamo 130 milioni di euro per assunzioni straordinarie nel 2019. Quello che ha fatto questo governo per la pubblica amministrazione non è mai stato fatto in passato", ha concluso.

L'impatto di quota 100 si preannuncia importante: bast pensare che è di un miliardo di euro di Tfr per liquidare i dipendenti che nel 2019 andranno in pensione la cifra che dovranno pagare le piccole imprese in base ai calcoli sull’impatto della nuova forma di pensione anticipata basata su una platea ipotetica di 64mila lavoratori delle piccole e medie imprese pronti ad utilizzare subito la quota 100. 

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Pensioni, novità TFR o TFS

Il Tfr, cioè il "Trattamento di fine rapporto", è la somma di denaro che spetta al lavoratore dipendente quando finisce di lavorare per un’azienda. Un tempo veniva chiamata "liquidazione": è di fatto una prestazione al cui pagamento è tenuto il datore di lavoro nel momento in cui cessa il rapporto stesso.

Gli amministrati, in ragione all'anno di assunzione e alla tipologia di contratto, sono assoggettati al regime del Tfr o del Tfs. In particolare: 

  • TFR: per i lavoratori assunti a tempo determinato successivamente al 30 maggio 2000, oppure assunti con contratto a tempo indeterminato successivamente al 1 gennaio 2001
  • TFS: per il personale assunto a tempo indeterminato prima del 1 gennaio 2001

Il tema è complesso. Prende corpo l'ipotesi della possibilità di innalzare fino al 50 per cento, a 45.000 euro, la soglia massima di
anticipo della liquidazione
per gli statali in pensionamento. Come stanno le cose a oggi? Il D.L. n. 4/2019 prevede che: "Ferma restando la normativa vigente in materia di liquidazione dell’indennità di fine servizio […]" con quota 100 "conseguono il diritto alla decorrenza dell'indennità di fine servizio, al momento in cui tale diritto sarebbe maturato a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico".

Quindi coloro che vanno in pensione secondo la normativa vigente potranno presentare richiesta di finanziamento di una somma pari all’importo dell'indennità di fine servizio maturata, alle banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro da stipulare, entro 60 giorni dalla data di conversione in legge del decreto, tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro della Pubblica Amministrazione e l’Associazione Bancaria Italiana".

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TFR dipendenti statali: come viene corrisposto

Va ricordato che a partire dal 1° gennaio 2014, per i dipendenti statali che hanno terminano il servizio e hanno maturato i requisiti pensionistici da tale data, il pagamento dell’indennità di buonuscita (TFS) è corrisposto (senza che si debba presentare domanda) in questo modo:

  • in unica soluzione, se l’ammontare complessivo lordo è pari o inferiore a 50.000 euro;
  • in due rate annuali, se l’ammontare complessivo lordo è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro (la prima rata è pari a 50.000 euro e la seconda è pari all’importo residuo);
  • in tre rate annuali, se l’ammontare complessivo lordo è superiore a 100.000 euro. In questo caso la prima e la seconda rata sono pari a 50.000 euro e la terza è pari all’importo residuo. La seconda e la terza somma saranno pagate rispettivamente dopo 12 e 24 mesi dalla decorrenza del diritto al pagamento della prima.

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