Giovedì, 6 Maggio 2021
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Con Quota 100 pensioni inique? Il caso del trattamento di fine servizio e opzione donna

Pensione anticipata, ma a che prezzo? Nel dossier che contiene le schede di lettura relative alle misure nel decreto legge che introduce quota 100 si leggono alcune importanti puntualizzazioni. E c'è già chi chiede di cambiare la norma

Conviene davvero quota 100?

Il "decretone" che istituisce quota 100 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sono già arrivate le prime mille adesioni per il nuovo sistema previdenziale. Ma arrivano modifiche e i primi importanti chiarimenti. Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi Itinerari previdenziali e tecnico molto ascoltato dalla Lega, spiega ad Adnkronos che spera che la norma possa essere migliorata in Parlamento.

Pensioni, Brambilla: "Quota 100 iniqua per le donne"

"Nel decreto legge su quota 100 ci sono grosse iniquità" spiega Brambilla -  la prima, forse la peggiore, riguarda le donne". All'articolo 16, infatti, si prevede la proroga della cosiddetta 'opzione donna' ossia la possibilità di ritiro dal lavoro, per le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2018 abbiano maturato 35 anni di contributi e un'età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti (59 per le autonome). Peccato, però, che una donna che vada in pensione con questa opzione (di fatto quota 96 considerando il momento effettivo della pensione) abbia un abbattimento del 25-30% dell'assegno, mentre un maschio che va in pensione adesso con quota 100 non ha nessuna penalizzazione. Anzi. Ci guadagna".

Inoltre come sottolineano i Servizi studi di Camera e Senato la possibilità di accedere al Tfs è preclusa per le beneficiarie di opzione donna.

Reddito di cittadinanza e quota 100: il dossier (PDF)

"La possibilità di accedere a una quota del trattamento di fine servizio, fino a un massimo di 30.000 euro, è prevista solo per i soggetti che fruiscono dell'anticipo pensionistico quota 100. Mentre sono escluse le altre forme di pensione anticipata, come opzione donna".  Così si legge nel dossier che contiene le schede di lettura relative alle misure nel decreto legge che introduce quota 100.

Pensioni, quota 100: presentate già più di 4.500 domande

Opzione Donna, che cos'è

L’articolo 16 reca disposizioni concernenti l’istituto sperimentale per il pensionamento anticipato delle donne (cd. opzione donna), e prevede che il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo venga riconosciuto, nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2018 un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome). I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita.

A tale trattamento si applicano una finestra di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Per quanto riguarda i termini temporali per la corresponsione dei trattamenti di fine servizio il decretone spiega che i diritti dei dipendenti pubblici che accedano al pensionamento anticipato ai sensi di “quota 100” decorrano dal momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia.

Tuttavia potranno richiedere una somma pari all’indennità di fine servizio maturata, mediante finanziamento bancario agevolato, nell’importo massimo di 30.000 euro. In ogni caso, la norma in esame non riguarda le forme di pensione anticipata diversa da quota 100 come la cosiddetta opzione donna.

Quota 100 ha cambiato la legge Fornero?

Ma la riforma di quota 100 ha cambiato la legge Fornero? Secondo un paper del Centro Studi Itinerari previdenziali il Governo ha semplicemente introdotto alcune agevolazioni temporanee "con limitazione molto criticabili (divieto di cumulo, finestre, Tfr) che varranno nella migliore delle ipotesi per 3 anni salvo chiusura anticipata dei 'gate' per il superamento delle somme stanziate in Legge di Bilancio (clausole di salvaguardia e articolo 28)".

"Sarebbe stato senz'altro meglio -aggiunge Brambilla- elaborare la cosidetta quota 100 in modo tale da essere più definitiva perché nel mondo delle pensioni non c'è niente di peggio che un quadro provvisorio. Proprio la provvisorietà spinge le persone a precipitarsi su di una misura, facendo lievitare di molto i costi".

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