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Martedì, 7 Dicembre 2021
Il nodo pensioni

Quanti italiani andranno in pensione con Quota 102

Nel 2022 i pensionamenti anticipati con Quota 102 costeranno allo Stato circa 176 milioni di euro: picco massimo sui conti pubblici nel 2023

Il governo sta pensando di sostituire con la nuova legge di Bilancio 2022 la misura di pensionamento anticipato Quota 100 (38 anni di contributi versati + 62 anni di età) con Quota 102 (38 anni di contributi versati + 64 anni di età), considerando che la prima è troppo costosa per le casse dello Stato.

La decisione sembra essere ormai presa, anche se potrebbero esserci sorprese dell’ultimo minuto considerando che i sindacati non mollano la presa dichiarando di essere pronti a scendere in piazza.

Manovra: sindacati pronti a scendere in piazza contro Quota 102

“Quota 102 solo per il 2022 è una presa in giro”, ha dichiarato il numero uno della Uil Pierpaolo Bombardieri. Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil Pensionati sottolinea invece che nella finanziaria “manca quella riforma complessiva del sistema pensionistico che chiediamo da tempo, che risolva anche i problemi di donne e giovani che sono il nostro futuro e la nostra forza”.

Dello stesso parere il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che vede solo “interventi spot” nella Manovra 2022.

Con Quota 102 andranno in pensione 16.800 persone nel 2022

I tecnici del ministero dell’Economia hanno calcolato che grazie a Quota 102 circa 16.800 persone con almeno 64 anni d'età e 38 di contributi potranno andare in pensione nel 2022, con un costo per lo Stato che si aggira sui 176 milioni di euro.

Nei prossimi quattro anni l'impatto complessivo di questa misura sui conti pubblici salirà a oltre 1,6 miliardi, ma ci sono anche da considerare i benefici connessi allo stop definitivo di Quota 100, con gli oneri pensionistici che già nel 2024 si ridurranno di 1,8 miliardi di euro.

Secondo le stime contenute nella relazione tecnica del disegno di legge di bilancio inviato dal governo al Senato, i nuovi pensionati saliranno a 23.500 nel 2023, per poi scendere a 15.100 nel 2024 e a 5.500 nel 2025, arrivando a circa mille assegni nel 2026. Le spese connesse a Quota 102 raggiungeranno il massimo nel 2023 con 679,3 milioni di euro.

Pensione anticipata, le altre misure in Manovra: Opzione Donna e Ape Sociale

L’ultima bozza in circolazione della legge di Bilancio 2022 prevede, oltre a Quota 102, la proroga di un anno di Opzione Donna, trattamento pensionistico calcolato secondo le regole del contributivo riservato alle lavorartici con almeno 35 anni di contributi versati e 58 anni di età anagrafica (59 anni per le lavoratrici autonome). Abbandonata, dunque, l’idea di innalzare la soglia anagrafica a 60 anni.

Confermata per altri 12 mesi anche l’Ape Sociale, misura previdenziale sperimentale che consente ai lavoratori in difficoltà l’uscita anticipata dal lavoro a 63 anni, con l’estensione a nuove categorie di lavoratori gravosi.

Stanziati 150 milioni di euro per un Fondo per le uscite anticipate delle piccole e medie imprese in crisi, risorse che saliranno a 400 milioni nel prossimo biennio.

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