Sabato, 24 Luglio 2021
Economia Italia

Quote latte, la Corte di Giustizia Ue mette nei guai lʼItalia: mina miliardaria

Respinto il ricorso dellʼItalia che rischia una multa dalla commissione europea per aver erogato aiuti di stato ai produttori di latte. Tuttavia molte aziende che ne hanno beneficiato oggi hanno chiuso, rendendo complicato il recupero dei soldi

L'Italia deve recuperare tutti gli aiuti forniti agli allevatori che non avevano rispettato le "quote latte" europee fra il 1995 e il 2002, compresi quelli legati all'allungamento delle scadenze concesse fra il 2010 e il 2011. Lo ha stabilito oggi con una sentenza la Corte europea di Giustizia, respingendo un ricorso dell'Italia e ribaltando la decisione del Tribunale Ue che nel 2015 lo aveva parzialmente accolto.

Un miliardo e 300 milioni rappresenta il totale del denaro che l'Italia dovrebbe chiedere indietro agli allevatori che hanno superato le quote latte nei 15 anni fra il 1995 e il 2009 ma su questo c'è un'altra causa pendente davanti alla Corte. Tale somma dovrà essere calcolata in sede europea tenendo anche conto delle penalità che si sono sommate nel tempo.

Nella sua decisione del 2013, la Commissione sottolineava che "la proroga di pagamento della rata dei prelievi sul latte in scadenza il 31 dicembre 2010 (...) e illegittimamente applicata dall'Italia (...) costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno". Per questo motivo disponeva il recupero immediato di un importo da calcolare sulla base della proroga concessa (un anno), degli interessi maturati in tutti gli anni precedenti alla scadenza e accumulati nei successivi.

La vicenda risale al biennio 2010-11, quando l’allora governo Berlusconi, attraverso il proprio ministro alle Politiche agricole Giancarlo Galan, con un decreto poi convertito in legge, ha concesso ai produttori di latte un differimento di sei mesi per il pagamento delle multe per l’eccesso di produzione avvenuto tra il 1995 e il 2002.

Se l’Italia non dovesse recuperare tutti i soldi necessari a saldare il conto, rischierebbe di incorrere in un procedura di infrazione, il cui esito potrebbe essere il pagamento di multe.

Tuttavia molte delle aziende che hanno beneficiato di questo aiuto di Stato unilaterale oggi hanno chiuso, quindi il recupero dei soldi è complicato.

Coldiretti: "Errori e ritardi ai danni degli agricoltori"

"E' una pesante eredità delle troppe incertezze e disattenzioni del passato nel confronti dell'Europa nell'attuazione del regime delle quote latte che è terminato da 2 anni e sette mesi, il 31 marzo 2015". E' quanto ha affermato la Coldiretti.

"La sentenza della Corte di giustizia contro il nostro Paese riguarda ben 1,343 miliardi per il mancato recupero dei prelievi dovuti dagli allevatori che hanno superato le quote latte individuali. Una situazione determinata da una disattenzione nei confronti delle politiche comunitarie sulla quale si sono accumulati errori, ritardi e compiacenze che hanno danneggiato la stragrande maggioranza degli agricoltori italiani che si sono messi in regola ed hanno rispettato le norme negli anni acquistando o affittato quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro. Le pendenze a cui fa riferimento l'Unione Europea riguardano pochi produttori che hanno assunto un comportamento che mette a rischio le casse dello Stato e fa concorrenza sleale alla stragrande maggioranza dei 32mila allevatori italiani".

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