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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Arrivano le rate contro il caro bollette

Lo prevede un emendamento del governo alla manovra, insieme ad altre misure per il taglio dei costi delle bollette. Le critiche dell'Unione consumatori al piano di rateizzazione

Le famiglie che non avranno fatto fronte al pagamento delle bollette elettriche e del gas nel primo periodo del 2022 potranno contare su un piano di rateizzazione in 10 mesi. È una delle misure contenute nell'emendamento omnibus alla legge di Bilancio, che il governo ha depositato in commissione Bilancio del Senato all'apertura dei lavori questa mattina. Quello del caro bollette non è l'unico tema: ci sono infatti anche la riforma dell'irpfer, la decontribuzione per i redditi più bassi, il sostegno alle città in difficoltà, il parent box, il fondo di indennizzo risparmiatori e il bonus tv e decoder.

Le rati per le famiglie contro il caro bollette

Le famiglie potranno rateizzare le bollette di luce e gas in arrivo con le fatture emesse da gennaio ad aprile 2022. La norma prevede che "in caso di inadempimento per le fatture di elettricità e gas emesse nel periodo gennaio-aprile 2022 per gli utenti domestici, gli esercenti alla vendita sono tenuti ad offrire un piano di rateizzazione in massimo 10 mesi che preveda il pagamento senza interessi, secondo le modalità definite da Arera".

L'Arera (l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) dovrà definire, nel limite di 1 miliardo, gli anticipi da riversare alle imprese per compensare le rate e le modalità di restituzione delle imprese stesse per consentire il recupero da parte della Cassa per i servizi energetici del 70% dell'anticipazione entro il 2022 e della restante quota entro il 2023.

I fondi per il taglio delle bollette

Per quanto riguarda il taglio dei costi delle bollette di luce e gas, il governo ha presentato un emendamento alla legge di bilancio che raddoppia le risorse destinate a calmierare i prezzi dell'energia (ai 2 miliardi previsti si aggiungono altri 1,8 miliardi), che arrivano a 3,8 miliardi di euro. Sono in arrivo 1,8 miliardi di euro per ''il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi del settore elettrico e del gas naturale e rafforzamento del bonus sociale e del gas", come spiega la relazione tecnica. L'obiettivo è "contenere per il primo trimestre 2022 gli effetti su famiglie e imprese derivanti dagli aumenti dei prezzi del gas che hanno raggiunto livelli senza precedenti e determinato consistenti incrementi dei prezzi dell'energia elettrica". Lo stanziamento di 1,8 miliardi serve ad annullare le aliquote degli oneri generali del sistema elettrico per le famiglie e le piccole imprese con fornitura fino a 16,5 KW.

Prevista anche la riduzione al 5% dell'Iva sul gas sia per usi civili sia industriali. Inoltre, sempre per il primo trimestre 2022, è prevista la riduzione delle aliquote relative agli oneri generali di sistema per il settore del gas fino a concorrenza dell'importo di 480 milioni. Per lo stesso periodo temporale, le agevolazioni relative alle tariffe per la fornitura di energia elettrica riconosciute ai clienti domestici economicamente svantaggiati e ai clienti domestici in gravi condizioni di salute e la compensazione per la fornitura di gas naturale sono rideterminate dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente al fine di minimizzare gli incrementi di spesa per la fornitura fino a concorrenza dell'importo di 912 milioni di euro.

La replica dell'Unione consumatori

Critica l'Unione Nazionale Consumatori in merito all'emendamento del governo sul piano di rateizzazione delle bollette di luce e gas. "Una scappatoia insufficiente", la definisce Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "È la prova del nove che il governo si attende una stangata senza precedenti e che i 3,8 miliardi finora previsti per contenere i rialzi sono ritenuti dall'esecutivo stesso del tutto inadeguati. Per questo, invece di limitarsi a prevedere la rateizzazione delle bollette, rinviando soltanto la mazzata, dovrebbe raddoppiare gli stanziamenti, congelando temporaneamente la riforma dell'Irpef o prevedendo un'aliquota straordinaria per i redditi più alti come aveva proposto inizialmente Draghi", conclude Dona.

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