L'errore su Reddito di Cittadinanza e Quota 100 può scongiurare l'aumento Iva

Un tesoretto da 6-8 miliardi di euro frutto delle minori spese legate alle misure cardine approvate dal governo e maggiori entrate ed i minori interessi sul debito: su questo conta il ministro dell'economia Giovanni Tria per disinnescare l'aumento iva

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il ministro dell'Economia Giovanni Tria

L'aumento dell'Iva preoccupa gli italiani, non solo perché potrebbe portare ad un aumento dei prezzi dei beni di largo consumo e delle accise, ma anche perché innescherebbe una spirale recessiva che finirebbe per indebolire l'economia. Eppure dal governo (ancora in carica per gli affari correnti, ndr) si ostenta sicurezza.

"Ci sono margini di manovra" spiega il ministro dell'Economia Giovanni Tria. In un'intervista al Corriere della sera il titolare del Mef spiega come non sarebbero addirittura necessarie altre misure per disinnescare le clausole di salvaguardia che porterebbero le aliquote iva al 25%.

Come più volte ricordato le clausole di salvaguardia sono una spada di Damocle che l'Italia si trascina dal 2001. Si tratta di misure precauzionali prese per salvaguardare i vincoli di bilancio contrattati con l'Europa: un escamotage per tutelare la finanza pubblica che scattano in caso di mancato rispetto degli accordi. Tutti i premier si sono trovarti di fronte a questo problema, così come avvenuto per il governo attualmente in carica: nel maxi emendamento contenuto nella manovra 2019 sono state riviste al rialzo le clausole di salvagurdia per il 2020 e il 2021. Per evitarlo servono 23 miliardi di euro per coprire le spese già programmate.

Reddito di cittadinanza, è l'ora del lavoro: cosa succede da settembre

Allora da dove arriva l'ostentata positività del ministero dell'economia in merito? Secondo Tria i conti pubblici sono migliori del previsto e il deficit per il 2020 sarebbe sostanzialmente inferiore al 2,1 % del prodotto lordo previsto nel Documento di economia e finanza di aprile scorso.

Il minor deficit, spiega Tria, sarebbe frutto delle minori spese legate al reddito di cittadinanza e quota 100. Che il tiraggio delle misure introdotte ad inizio anno con il cosiddetto "decretone" fosse inferiore al previsto è cosa ormai nota, qui avevamo messo in evidenza come a conti fatti il tesoretto per lo Stato potrebbe essere addirittura di un miliardo e mezzo.

Altre risorse sono inoltre attese per i "maggiori incassi da fatturazione elettronica" e maggiori dividendi da Bankitalia. Per Tria le maggiori entrate ed i minori interessi sul debito porterebbero il 'tesoretto' a 6-8 miliardi di euro.

Manovra 202, Tria: "Serve riforma fiscale"

Il ministro Tria spiega anche come al ministero dell'Economia si stiano cercando di lasciare i conti in ordine per realizzare la manovra del prossimo anno. "Occorre individuare le risorse 'per finanziare la prima fase di una riforma fiscale" sottolinea il ministro che torna a indicare la direzione della Flat tax.

"Da una parte, rivedendo tutte le poste per capire dove sia possibile ridurre la spesa corrente', magari reperendo le risorse dalle misure che 'non tirano. Poi stiamo lavorando su deduzioni e detrazioni. Anche lì ci sono spazi. L'obiettivo non è solo evitare gli aumenti dell'Iva, ma una riduzione fiscale in direzione della cosiddetta flat tax''.

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