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Martedì, 30 Novembre 2021
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Reddito di cittadinanza: spuntano la dichiarazione "per lavorare" e il taglio dell'assegno

Il sussidio è stato rifinanziato con 1 miliardo per portare la spesa 2022 al livello del 2021, pari a 8,6 miliardi. Potrebbero esserci alcune novità non di poco conto, come l'idea di tagliare parte della cifra mensile già al primo o secondo rifiuto di un'offerta

Il reddito di cittadinanza è confermato, ma cambieranno alcuni dettagli non di poco conto. Il sussidio è stato rifinanziato con 1 miliardo per portare la spesa 2022 al livello del 2021, pari a 8,6 miliardi. In realtà il governo Draghi aggiungerebbe solo circa mezzo miliardo per l’anno prossimo, visto che a bilancio ci sono già i 474 milioni assicurati dal governo Conte II nel 2020. Il reddito di cittadinanza è difeso tanto dal M5S quanto dal Pd, anche se rispetto alla richiesta iniziale, si è avuta una sforbiciata di 0,5 miliardi nella cifra finale messa a disposizione per l'anno prossimo. 

Si è parlato nei giorni scorsi di un meccanismo di décalage dell’assegno: attualmente il percettore del Rdc incassa lo stesso importo che perde solo al rifiuto della terza offerta "congrua" di lavoro. Il governo ha anche annunciato una stretta sui controlli in chiave anti furbetti. Secondo quanto rivelato stamane dal Corriere della Sera, in pentola bolle anche altro. La legge di bilancio dovrebbe stabilire più controlli per fare domanda e e ottenere i soldi del reddito di cittadinanza. Ad esempio diventerà obbligatorio allegare alla domanda un certificato di residenza recente e si dovrà firmare la "Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro" del richiedente e dei suoi familiari, prima ancora che la domanda venga presa in esame. 

Reddito di cittadinanza: cosa cambierà nel 2022

E si rischierà di perdere il sussidio, più di quanto avvenga oggi. Non sono chiare le modalità. Al momento i beneficari, come detto, perdono il reddito di cittadinanza quando rifiutano tre eventuali proposte di lavoro "congrue" dai centri per l'impiego. Non succede mai, non si arriva mai alle tre proposte.

Per questo spunta e prende piede l'idea di tagliare parte dell'assegno già al primo o secondo rifiuto di un'offerta di lavoro. Secondo il Corsera questa miglioria da sola farebbe risparmiare nel 2022 addirittura 700 milioni di euro di soldi pubblici. Gli scogli però non mancano: nei primi dodici mesi al momento è considerata congrua un’offerta entro 100  chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario (o entro 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici), se è la prima offerta, che diventano 250 km alla seconda offerta, ovunque nel territorio italiano alla terza offerta. Non solo. Deve anche esserci coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate dal percettore del Rdc. 

Secondo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, il reddito di cittadinanza "non sta funzionando né per la parte di contrasto alla povertà, che è giusto che ci sia, perché non sta intercettando gli incapienti del Nord e scoraggia fortemente le assunzioni al Sud".  E' chiaro che Draghi non voglia ingaggiare battaglie troppo sanguinose contro la maggioranza che lo sostiene. Ma alcune correzioni ci saranno. 

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