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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Scontro totale

Come sarà il reddito di cittadinanza nel 2022

La misura simbolo torna al centro del dibattito politico in campagna elettorale. Come cambierà? Ci sarà un "tagliando"? Forse è una missione impossibile anche per Draghi, visto che nel suo governo c'è chi lo difende a spada pur riconoscendo la necessità di migliorie (M5s e Pd) e chi invece parla apertamente di abolizione (Lega e Italia Viva)

Non tutti lo apprezzano, ma tutti ne parlano in questi primi giorni di settembre. Il reddito di cittadinanza torna al centro del dibattito politico, tra possibili (anzi, probabili) migliorie all'orizzonte e scontro totale tra i partiti che lo sostengono e quelli che ne chiedono addirittura l'abolizione. Il reddito di cittadinanza è una misura che si è rivelata indispensabile per combattere le situazioni di povertà in questo anno e mezzo di crisi economica-pandemica, ma il fallimento della fase di ricerca lavoro dei percettori è un problema concreto che andrà affrontato in qualche modo. Basti pensare che solo un terzo di chi prende il reddito è stato preso in carico dai centri per l'impiego.

Fino a che ci sarà Draghi a Palazzo Chigi, il reddito di cittadinanza in sé non pare però in discussione. E' l'unica certezza.

La Lega non esclude più l'abolizione del reddito di cittadinanza 

Il reddito di cittadinanza "va mantenuto e rafforzato, ma va scollegato dalla ricerca del lavoro" ha dichiarato il Segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenuto a Carta Bianca su Rai3. "I dati ci dicono che la povertà è cresciuta anche con la pandemia e che sta colpendo giovani e donne che hanno perso il lavoro perchè esiste precarietà: penso che qualsiasi Paese degno di questo nome se lo deve porre", ha proseguito Landini. "È giusto fare analisi, cosa di buono ha fatto e cosa non ha funzionato di quello strumento: se ci sono cose che non hanno funzionato è aver pensato di trovare lavoro attraverso il reddito di cittadinanza. Il lavoro non si crea con i centri per l'impiego ma facendo investimenti, bisogna creare lavoro di qualità", ha concluso.

Il dibattito è solo all'inizio, esacerbato in seno al governo dalla campagna elettorale in vista delle prossime elezioni comunali. La Lega non esclude l'abolizione, avvicinando così la sua posizione a quella di Italia Viva. "Quando il Reddito di cittadinanza è assistenza ai bisognosi è una cosa meritevole, quando però diventa assistenzialismo fine a sé stesso, per persone che non accettanno le offerte di lavoro, è qualcosa che deve essere riformato o al limite abolito" dice il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in un'intervista al Tg2.

Il capo del suo partito, Matteo Salvini, sostiene che "aiutare chi non può lavorare ed è in difficoltà e fondamentale ma 8 miliardi di euro dati in gran parte a furbetti o a gente che di lavorare non ha intenzione sono soldi mal spesi che se dati a imprenditori, artigiani e commercianti sarebbero un incentivo al lavoro più serio, perciò ci sarà a mia prima firma un emendamento per rivedere o addirittura eliminare questo reddito di cittadinanza, non vedo l'ora che arrivi il giorno della manovra economica", ha dettoil segretario della Lega, durante un punto stampa a Roma. "Ci sono migliaia di furbetti che intascano il reddito senza averne nessun diritto - ha ribadito - investiamo sul lavoro vero".

M5s: "Dibattito surreale, è uno strumento fondamentale" 

Sul reddito di cittadinanza è in corso invece un "dibattito surreale: in un momento in cui la povertà ha dovuto far di conto con la pandemia c'è qualcuno che non ha mai lavorato in vita sua che vuole abolirlo, come Salvini" secondo il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto a margine del MacFrut di Rimini. Il reddito di cittadinanza, ha aggiunto il ministro ed esponente del M5S, "è stato uno strumento fondamentale per accompagnare questo momento di grande difficoltà. Può senza dubbio essere migliorata la parte di politiche attive del lavoro, ma chi dice che il reddito di cittadinanza non ha creato lavoro non ha letto il provvedimento. Il reddito di cittadinanza non crea lavoro, crea lavoratori formati per cogliere le opportunità di lavoro messe a disposizione dai centri per l'impiego. Bisogna fare funzionare i centri per limpiego. Lo faremo". Quanto all'ipotesi di un referendum sul tema, Patuanelli ha commentato: "Referendum? Bene, così sarà un nuovo dicembre 2016 e Renzi forse si ritirerà nuovamente dalla politica".

"Il reddito di cittadinanza è una misura che va corretta. L'esperienza sul campo e i dati ci dimostrano che non funziona, soprattutto come parte integrante delle politiche attive per il lavoro. Non ha aiutato i percettori a trovarne uno ma, al contrario, disincentiva la ricerca di un'occupazione" per Gabriella Giammanco, Vicepresidente di Forza Italia in Senato e portavoce azzurra in Sicilia. "Le cronache ci raccontano frequenti abusi, il sistema così com'è stato concepito alimenta il lavoro nero e penalizza le famiglie numerose. Occorre intervenire affinché diventi una misura più efficace, che non vada in mano a furbetti e malviventi e che aiuti chi realmente ha bisogno" conclude Giammanco.

"Chi propone di abrogare il reddito di cittadinanza dà sfoggio di tutto il proprio classismo - attacca il senatore di Leu Francesco Laforgia - Non si possono trattare con indifferenza e disprezzo 1,2 milioni di famiglie, per un totale di quasi tre milioni di persone coinvolte nell'erogazione di questo sussidio. Specialmente alla luce di una misura appoggiata dallo stesso Presidente del Consiglio, che l'ha difesa dagli attacchi di Salvini e di Renzi. Come è già accaduto, c'è chi prova ad alzare il livello di conflitto interno all'esecutivo per guadagnare un po' di terreno sugli avversari nella maggioranza, su basi del tutto infondate".

"Il reddito di cittadinanza ha molti limiti: esclude veri poveri, dà troppo ad altri, si presta ad abusi e la parte delle politiche attive non funziona. Va cambiato e migliorato, quindi. Ma per tante persone in difficoltà è una fondamentale rete di protezione. No all'abolizione" ragiona su Twitter Giorgio Gori, sindaco di Bergamo.

Il tagliando al reddito di cittadinanza

Mantenere il reddito di cittadinanza con dei correttivi, si va in quella direzione: "Quando ero ministro del lavoro abbiamo introdotto l'idea di un reddito minimo. La cosa importante - ha affermato il ministro di Trasporti e mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, interpellato sul tema ad Agorà su Rai 3 - è che ci sia uno strumento per difendere i più poveri. E' necessario mettere a punto e migliorare" il reddito di cittadinanza. "Nelle politiche, dopo due o tre anni bisognerebbe fare una analisi". Un tagliando?, gli viene chiesto "Esattamente".

Nelle intenzioni del governo c'è quindi la conferma della norma simbolo del M5s, ma servirà una riforma della formazione e degli altri strumenti per spingere l'inserimento al lavoro. Uno "sdoppiamento" delle due funzioni della misura, quello di ricerca del lavoro e di sostegno economico: le modalità sono tutte da definire.

Ma non solo: si starebbe valutando anche una modifica della scala di equivalenza per evitare di penalizzare le famiglie numerose e rivedere il peso dell’affitto sul sussidio a seconda del territorio di residenza. Due delle criticità della misura emerse in questi primi anni di applicazione. Si stanno inoltre facendo i calcoli su quanto potrebbe costare eliminare l’interruzione di tre mesi prevista dopo 18 mesi che si percepisce il sussidio, magari guardando solo alle famiglie con minori.

Tanta carne al fuoco. Non sarà facile per l'esecutivo trovare una sintesi. Forse sarà una missione impossibile anche per Draghi, visto e considerato che nel suo governo c'è chi difende a spada tratta la misura pur riconoscendo la necessità di migliorie (M5s e Pd) e chi invece parla apertamente di abolizione (Lega e Italia Viva). Per ora il reddito di cittadinanza resta così com'è: non ha alcun senso "tattico" per il Movimento 5 Stelle, che è ancora il partito con più deputati e senatori, cedere anche solo di un millimetro davanti alle richieste di Renzi e Salvini. Solo la mediazione del premier potrebbe portare a implementare davvero alcuni pochi correttivi, forse nemmeno sostanziali, e probabilmente è sull'allentamento dei requisiti che ci può essere una maggioranza in parlamento. 

Ocse: "Va cambiato"

"Il Reddito di cittadinanza è uno strumento importante di contrasto alla povertà. Come ci dice l'Istat, un milione di persone è scivolato sotto la soglia di povertà assoluta nella pandemia: sarebbe andata peggio senza il Rdc e le altre misure straordinarie". Stefano Scarpetta, laurea alla Sapienza, master alla London School of Economics e PhD all'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, Direttore per il Lavoro e le Politiche sociali dell'Ocse, sostiene, in un'intervista a Repubblica, che l'errore che non deve compiere il governo è separare il reddito dalla riforma delle politiche attive del lavoro "della quale anzi deve essere parte integrante".

Scarpetta ha ricordato che "una forma di sostegno esiste in quasi tutti i Paesi industrializzati, semmai sorprende che non ci fosse ancora in Italia dove 5,6 milioni di persone vivono sotto i livelli di povertà sanciti dall'Istat: il 9,4% della popolazione. Però ci sono punti deboli, i criteri di accesso e il collegamento con il mercato del lavoro, che rimandano a problemi fra i più complessi, di lungo termine, politicamente sensibili". Al contrario, "andrebbero allentati. La platea dei beneficiari deve diventare più vasta. Sono troppo stringenti le norme sulla residenza in Italia degli extracomunitari o sul peso del patrimonio posseduto pur se minimo. Va però abbassato il livello: l'assegno massimo di 9.360 euro annui equivale a uno stipendio in alcune regioni. E vanno strette le maglie contro l'evasione fiscale: fra i tanti guasti, rende più facile l'accesso al RdC a chi non ne ha diritto".

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