Martedì, 20 Aprile 2021
Reggio Calabria

In carcere o al lavoro, ma prendevano il reddito di cittadinanza: 30 persone denunciate

I carabinieri di Africo Nuovo, in provincia di Reggio Calabria, hanno segnalato i beneficiari all'Inps. Stimato un danno erariale di oltre 90 mila euro

Foto di repertorio

Erano in carcere o a lavoro, ma percepivano il reddito di cittadinanza. I carabinieri di Africo Nuovo, piccolo comune in provincia di Reggio Calabria, hanno denunciato 30 persone ritenute responsabili di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o altrui. 

Il danno per la casse dello Stato è stato stimato in oltre 90 mila euro. Le indagini, partite a gennaio, hanno permesso di accertare false attestazioni sulla situazione anagrafica, patrimoniale e reddituale propria o del proprio nucleo familiare dei soggetti beneficiari del rdc. 

Reddito di cittadinanza, 30 persone denunciate ad Africo Nuovo: le indagini

Nel dettaglio, i militari hanno provveduto dapprima a reperire, tramite l’Inps, i dati dei soggetti percettori del reddito di cittadinanza, nonché la relativa documentazione allegata. Successivamente, hanno analizzato il materiale acquisito (oltre 50 le domande raccolte), incrociando le informazioni con quelle ottenute dal controllo del territorio e dalle banche dati in uso alle forze di polizia. 

L'inchiesta è partita dopo che alcuni beneficiari avrebbero dichiarato ad altri soggetti - non è chiaro in quali circostanze - di percepire il reddito di cittadinanza nonstante la palese mancanza di requisiti. 

I raggiri usati dai furbetti per ottenere il rdc

Uno dei beneficiari ad esempio non avrebbe dichiarato entro il termine di 30 giorni (come prevede la normativa) di essere stato sottoposto a misura cautelare. Un altro, sorvegliato speciale ad Africo Nuovo, avrebbe indicato la residenza presso un comune diverso, omettendo che entrambi i genitori percepivano la pensione di invalidità e/o vecchiaia. E ancora: una donna residente ad Africo ha omesso di riferire che il marito, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, era stato recentemente assunto presso un’azienda della zona, in qualità di bracciante agricolo. 

I trenta percettori indebiti sono stati deferiti in stato di libertà e segnalati all'INPS affinché venga loro sospesa la fruizione del beneficio. 

Le indagini dei carabinieri ad Africo Nuovo, video

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