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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia Italia

Reddito di cittadinanza "congelato": le nuove regole per sospensione e decadenza

Sospensione anziché decadenza se i beneficiari del reddito di cittadinanza trovano "contratti brevi". Lo prevede un emendamento M5S approvato dalla commissione Bilancio del Senato. Tuttavia c'è una postilla perché il beneficio venga solo "congelato"

Stop al reddito di cittadinanza per coloro che trovano un lavoro che al 31 dicembre fa superare il reddito familiare che consente di accedere all'erogazione del beneficio. È quanto prevede un emendamento presentato dal Movimento 5 stelle al disegno di legge bilancio approvato in commissione Bilancio in Senato dopo una riformulazione del testo.

In particolare la proposta di modifica stabilisce che l'erogazione del beneficio sia sospesa per la durata dell'attività lavorativa che ha prodotto l'aumento del valore del reddito familiare. 

Il reddito di cittadinanza decade invece quanto "il superamento del valore del reddito familiare sussista anche dopo il 31 dicembre dell'anno in cui si è verificato''.

La proposta era stata presentata per incentivare i percettori del reddito ad accettare anche lavori di breve durata o con redditi "marginali" mentre si è all’interno del programma del Reddito.

"Lo stop al Reddito di Cittadinanza vale solo per la durata del contratto di lavoro" spiega la senatrice del M5S Antonella Campagna, componente della commissione Lavoro di Palazzo Madama e prima firmataria dell'emendamento che modifica l'articolo 39 bis del ddl di Bilancio.

"Laddove il maggior reddito determini il superamento del valore del reddito familiare, il beneficio economico è sospeso per la durata dell'attività lavorativa che ha prodotto l'aumento del valore del reddito familiare. La prestazione comunque decade laddove il superamento del valore del reddito familiare sussista anche dopo il 31 dicembre dell'anno in cui si verificato".

"La modifica - spiega ancora Campagna - introduce l'istituto della sospensione del Reddito di Cittadinanza, al posto della decadenza stabilita dalla legge sul Rdc in vigore"

Reddito di cittadinanza: quando viene sospeso l'assegno

Ricordiamo che secondo le misure attualmente in vigore il beneficio del reddito di cittadinanza può essere perso per decadimento o per sospensione dello stesso. In particolare si prevede la decadenza dal Reddito di cittadinanza quando uno dei componenti il nucleo familiare:

  • non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • non sottoscrive il Patto per il lavoro o il Patto per l’inclusione sociale;
  • non partecipa alla formazione professionale;
  • non aderisce ai progetti utili alla collettività, nel caso in cui il comune di residenza li abbia istituiti;
  • non accetta almeno una di tre offerte di lavoro congrue oppure, in caso di rinnovo, non accetta la prima offerta di lavoro congrua;
  • non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale oppure effettua comunicazioni incomplete;
  • non presenta una dichiarazione aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare;
  • venga trovato a svolgere attività di lavoro dipendente, o attività di lavoro autonomo o di impresa, senza averlo comunicato.

Quando il reddito di cittadinanza deve essere resituito

Chiunque presenti dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere oppure ometta informazioni dovute è punito con la reclusione da due a sei anni. È prevista, invece, la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, è prevista la decadenza dal beneficio con efficacia retroattiva e la restituzione di quanto indebitamente percepito.

L'incentivo per il reddito di cittadinanza

Sempre in ottica reddito di cittadinanza val la pena ricordare che dopo mesi di ritardi è iniziata la cosiddetta "fase due". Dallo scorso 15 novembre infatti le aziende che volessero assumere percettori del reddito di cittadinanza possono ottenere il beneficio previsto dalla legge: l'Inps infatti ha pubblicato la procedura informatica per richiedere lo sgravio per l'assunzione dei percettori dell'Rdc.

L'incentivo per il Reddito di cittadinanza: la novità per beneficiari e imprese

Il bonus spetta ai datori di lavoro che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato i beneficiari di reddito di cittadinanza. L'agevolazione consente alle imprese che assumono titolari di reddito di avere l'esonero dei contributi previdenziali (non di quelli Inail) nel limite dell'importo mensile del Rdc percepito dal lavoratore all'atto dell'assunzione. Il tetto massimo sarà di 780 euro al mese e lo sgravio si potrà percepire per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità già godute dal beneficiario stesso (ma comunque per almeno 5 mensilità).

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