Giovedì, 6 Maggio 2021

Reddito di cittadinanza, a settembre arrivano le convocazioni "di famiglia": cosa succede

Dal 2 settembre (l'1 è domenica) inizia la cosiddetta fase 2 del reddito di cittadinanza. La convocazione ai centri per l'impiego non arriverà soltanto a chi percepisce il sussidio

Reddito di cittadinanza, stanno per arrivare le convocazioni di famiglia (foto:Ansa, repertorio)

Sul fronte del reddito di cittadinanza si avvicina un mese importante e impegnativo. E lo sarà non solo per coloro che percepiscono il sussidio, ma anche per altri componenti del nucleo familiare. Vediamo insieme perché. Dal 2 settembre (l'1 è domenica) inizia la cosiddetta fase 2 del reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza, va ricordato in questi giorni più che mai, non è un sussidio di disoccupazione: è invece una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale. Si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari, il tutto associato ad un percorso di reinserimento lavorativo. "Lavoro" è la parola d'ordine, e tra meno di una settimana dovrebbero partire le prime convocazioni.

Reddito di cittadinanza, tra pochi giorni le offerte di lavoro

"Dovrebbero", perché alcuni provvedimenti attuativi sull'inizio del lavoro dei navigator in alcune regioni mancherebbero ancora. Ma si tratta di problemi risolvibili. Il calendario non è cambiato, al momento. Da lunedì chi percepisce il reddito di cittadinanza viene inserito nel percorso della ricerca di un posto di lavoro. Rischia di perdere il reddito di cittadinanza chi nel corso dei prossimi mesi, ragionevolmente stiamo parlando degli ultimi mesi del 2019 e la prima metà del 2020, rifiuterà le offerte di lavoro. 

Reddito di cittadinanza, la convocazione è per i maggiorenni della famiglia

La convocazione ai centri per l'impiego, secondo il piano originario mai modificato, non sarà destinata solo all’intestatario che percepisce il reddito di cittadinanza, ma anche a tutti i maggiorenni della famiglia non occupati o che non frequentano un regolare corso di studi. Ci sono ovviamente delle fasce che sono escluse a prescindere dalla convocazione: si tratta dei beneficiari della pensioni di cittadinanza, degli anziani con età superiore a 65 anni, e i disabili. Questi ultimi però sono liberi di aderire volontariamente in caso ci sia la volontà di iniziare un percorso di inserimento lavorativo. Non è tutto. La convocazione non sarà recapitata nemmeno ai componenti della famiglia con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone non autosufficienti. 

Il Patto per il Lavoro prevede che debba essere accettata almeno una delle tre offerte di lavoro che saranno presentate, rispettando sempre la coerenza tra l’offerta di lavoro e le competenze, la distanza dal domicilio, la durata dello stato di disoccupazione. Nel primo anno viene definita congrua la prima offerta se entro 100 chilometri o raggiungibile in un'ora e quaranta minuti con i mezzi pubblici, la seconda entro i 250 chilometri e la terza in tutta Italia. Dopo un anno di reddito di cittadinanza però la distanza congrua per la prima offerta di lavoro passa a 250 chilometri dalla residenza.

Navigator, ancora sciopero della fame: "Situazione assurda"

Che ci siano alcuni problemi sui navigatori l'abbiamo detto a inizio articolo. Ciò che sta accadendo in Campania lo conferma. Ieri sera si è concluso il secondo giorno di sciopero della fame per un gruppo di navigator della Campania che non hanno potuto iniziare il proprio lavoro per una serie di autorizzazioni non concesse: "Registriamo e prendiamo atto del botta e risposta tra il governatore De Luca e l'Anpal Servizi Spa che - si legge in una nota dei manifestanti - hanno ribadito le rispettive posizioni, scaricando le proprie responsabilità l'uno verso l'altro. Il teatrino continua sul chi deve fare cosa, in un gioco delle parti che vede i 471 vincitori di una selezione pubblica nazionale discriminati e ostaggio di posizioni sempre più incomprensibili ed inaccettabili".

"Il nostro messaggio e la nostra azione, che hanno ricevuto il plauso e il consenso dell'opinione pubblica e attestati di solidarietà e stima - hanno aggiunto -, non sono stati ancora presi nella giusta e dovuta considerazione; sembra che non si sia ancora percepita la gravità della condizione determinatasi. La discriminazione in atto non ha visto l'intervento decisivo e risolutorio da parte del presidente Mattarella, al quale ci siamo appellati". "La fase due del reddito di cittadinanza è oramai, praticamente, in procinto di partire in tutta Italia, mentre in Campania è al palo per questa assurda situazione; eppure basterebbe soltanto una firma sulla convenzione, tra Anpal Servizi Spa e Regione Campania, per sbloccare tutto", hanno concluso gli scioperanti. Sono cinque le persone che stanno digiunando.

Reddito di cittadinanza e nuovo governo: cosa può succedere

L'eventuale insediamento del nuovo governo nelle prossime settimane non dovrebbe avere conseguenze di alcun tipo sul "sistema" che regola il reddito di cittadinanza. Vero, Carlo Calenda ha rimarcato in un polemico tweet come il negoziato in corso tra Pd e Movimento 5 stelle non abbia toccato "alcun tema vero" e ha inserito nell'elenco delle priorità da portare al tavolo delle trattative anche il reddito di cittadinanza. Ma Calenda non ricopre ruoli nelle trattative in corso, e il Movimento 5 stelle non ha intenzione di mettere in dubbio nessun aspetto del rdc, che considera la più grande "vittoria" del primo anno di governo Conte.

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